Il 10 aprile di 45 anni fa usciva nei cinema americani uno dei cult movie anni ’80 un pò dimenticato

Diciamo la verità, siamo indecisi sul come aprire questo mini-speciale celebrativo. Si, avete ragione, la suddivisione in due parti molto probabilmente non renderà vera giustizia questa opera cinematografica, eppure per il momento ci sembra la soluzione più adatta. Comunque riprendendo il discorso sulla nostra indecisione per l’incipit da fruire in questo duplice e significativo appuntamento, che la scelta era indirizzata fra due espressioni, rappresentanti due dettagli non proprio di conto e sui quali, per ovvie ragioni che scoprirete tra non molto, è impossibile non tenere presente.

La prima è quella secondo cui avremmo esaltato una caratteristica dell’opera stessa, capace di sopravvivere all’idea originale, per poi confluire in qualcosa di più autonomo. Siamo più chiari: da un possibile terzo capitolo di una saga cinematografica, inaugurata qualche anno prima, ad un film cult completamente indipendente e che, involontariamente, poteva rappresentare il primo episodio, sempre sul grande schermo s’intende, di un ulteriore franchise di sicuro grande interesse per il pubblico mondiale.

Per quanto riguarda la seconda espressione, invece, l’idea era quella di giocare con i nomi di due pezzi grossi della Hollywood di qualche anno fa; anche se uno di loro è ancora tra di noi: ovvero aprire con un perentorio da un Gene Hackman ad un Sylvester Stallone il passo è breve. Eppure, non sembra proprio così e soprattutto, diciamo la verità, non è neanche abbastanza semplice, soprattutto se l’opera cinematografica in questione presenta un titolo di cui in molti, forse, si sono persino dimenticati. Noi no, tant’è che il 10 aprile di cinque anni fa celebrammo il quarantesimo anniversario dell’approdo al cinema di questo particolare film con un semplice articolo; niente mini-speciale, niente speciale e né tantomeno l’ormai istituzionale reportage.

Oggi, invece, si parla di quarantacinquesimo anniversario dalla sua uscita. Una celebrazione abbastanza in sordina, per non dire anche molto anonima, nonostante la trama, a distanza di oltre quattro decenni appare ancora molto attuale. Ma come sempre, anche e soprattutto in questa occasione, non può mancare la nostra classica espressione: andiamo con ordine.

Soprattutto, però, proseguiamo, gradatamente, questa analisi con un quesito che ci riporta, in maniera diretta, alla seconda espressione di apertura: che legame ci sarebbe tra Gene Hackman e Sylvester Stallone? In concreto nessuno, eppure i due, in quell’inizio di decennio 1980, senza neanche saperlo, si scambiarono proprio questo particolare film. In verità, tra i due, non ci fu, quello che si dice in gergo, una sorta di contropartita: ovvero tu lavori nel film per il quale mi hanno ingaggiato e io nel tuo. Fu più una sorta di sliding doors o, per essere ancora più precisi, una sorta di ‘What if?’.

Ovvero cosa sarebbe successo se l’interprete originale avesse accettato il nuovo progetto anziché rifiutarlo? Che film avremmo visto veramente in quel 10 aprile del 1981? Infatti in quel giorno, mese ed anno approdò nelle sale cinematografiche americane un film che originariamente doveva rappresentare il terzo capitolo di quella che sarebbe diventata, di fatto, una trilogia, forse del tutto involontaria.

L’attore protagonista doveva essere nuovamente Gene Hackman, il quale, in un primo momento, aveva accettato di ritornare o quantomeno di rivestire i panni del personaggio che lo rese famoso, agli occhi del pubblico mondiale, proprio un decennio prima; ovvero quello del detective Jimmy ‘Papa’ Doyle.

Infatti era il 7 ottobre del 1971 quando sul grande schermo il personaggio di ‘Papa’ Doyle iniziò a far breccia sul pubblico americano, vestito da Babbo Natale nella scena iniziale di quello che, in lingua originale, era conosciuto come ‘The French Connection’; da noi un più diretto e senza mezze misure ‘Il Braccio Violento della Legge’.

Nessuno si accorse che, in quel preciso momento, lo stesso personaggio, con i suoi modi molto diretti e spicci, avrebbe anticipato, solamente di qualche mese, l’avvento, sempre sul grande schermo s’intende, del ben più leggendario Ispettore Philip Callaghan, nell’altrettanto primo capitolo della saga a lui dedicato e conosciuto con il titolo, in italiano, ‘Ispettore Callaghan – Il Caso Scorpio è tuo’, impersonato da Clint Eastwood.

Infatti, il leggendario attore scomparso ormai un anno fa all’età di 95 anni, in quell’inizio di anni ’80 sarebbe ritornato senza sapere se con il collega del primo episodio, Roy Schneider, o del secondo, Fernando Rey, per prendere parte a quello che sarebbe poi diventato ‘Il Braccio Violento della legge N. 3’. Almeno nella sua testa così gli sembrava. Ma purtroppo, al buon vecchio Gene il progetto de ‘Il braccio violento della legge n. 3’ non gli piacque per nulla, tirandosene fuori. Il motivo del suo rifiuto, però, non era solo riconducibile alla trama che, alla base, presentava un’idea non proprio malvagia.

E non fu solo il perché anche i registi dei primi due capitoli precedenti, William Freidkin e John Frankheneimer, avevano mollato il progetto. Ma, addirittura, per un ulteriore motivo non proprio di poco conto ma insito nella trama stessa, come ci riportano le cronache dell’epoca. La trama era incentrata sulla caccia di un pericolosissimo terrorista internazionale che, nel frattempo, terrorizzava il mondo intero con una serie di attentati ben mirati ed organizzati. Per questo tipo di indagine, secondo quanto riportano le cronache dell’epoca, Papa Doyle sarebbe stato affiancato da un partner molto particolare. Non tanto per l’etnia di colui che avrebbe dovuto essere il co-protagonista, semmai per il tipo di attore che lo avrebbe interpretato: Richard Pryor. Si, avete letto bene, il comico afroamericano che prenderà poi parte a ‘Superman III’ con Christopher Reeve e ‘Non Guardarmi, non ti sento’ con Gene Wilder.

La stessa sceneggiatura, realizzata con tutti gli elementi di ‘The French connection III’, titolo originale, venne modificata da David Shaber. Inizialmente la nuova versione doveva intitolarsi semplicemente ‘Attack’. Poi ‘Hawks’, a seguire ‘I falchi’, e successivamente: Nighthawks, I falchi della notte.

Al posto di Hackman venne ingaggiato Sylvester Stallone, il quale venne affiancato anche da un altro volto famoso in quegli anni per il ruolo di Lando Calrissian ne ‘L’Impero colpisce ancora’. Stiamo parlando di Billy Dee Williams. In realtà il ruolo di Dee Williams doveva essere di Richard Pryor. Nel cast era presente anche Lindsay Wagner, l’attrice della serie televisiva ‘La donna bionica’…

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