Il 4 Aprile del 1986 il telefilm cult anni ’80 terminava apparentemente senza un vero finale

Gli episodi ai quali ieri stavamo facendo riferimento, come detto, sono essenzialmente due e sui quali non entreremo subito in merito. Ma ci arriveremo gradatamente dopo, soprattutto, raccontato, in via del tutto generale, l’epopea di quello che ormai è considerato, da molti, insieme ad altri titoli dell’epoca, uno dei telefilm, non solo cult, ma più rappresentativi del decennio 1980. Prima di riprendere, però, l’analisi generali sui dettagli più importanti del telefilm, soffermiamoci, per un momento, su altre date particolari. Quelle relative all’inizio ed alla fine di ogni singola stagione passata in televisione per la prima volta.

Partendo, proprio dalla prima stagione storica stagione, ‘Knight Rider’, abbiamo detto, che prese il via ufficialmente il 26 settembre di 40 anni fa e sempre in merito a questo primo ciclo di episodi, in tutto 22, la prima serie terminò il 6 maggio del 1983. Fu una serie televisiva che nell’immediato divenne un cult, tenendo incollati milioni di giovani in tutto il mondo.

Giovani di tutto il mondo si ritrovarono incollati davanti al televisore per non perdersi anche il secondo ciclo di episodi, inaugurato il 2 ottobre del 1983 e che si concluse il 27 maggio del 1984. La terza stagione, invece, vide la partenza il 30 settembre del 1984 per poi concludersi il 2 maggio del 1985. Mentre il quarto ed ultimo ciclo di episodi? 20 settembre del 1985 fino, come già specificato, il 4 aprile del 1986.

In precedenza, riguardo al riassunto in via generale del pilot, avevamo fatto menzione, anticipandoli, ad altri dettagli della storia in generale, che emersero in altri appuntamenti settimanali eletti, dal pubblico mondiale, non solo come chicche assolute, ma come veri episodi cult all’interno della serie medesima.

Si pensi ad esempio, ai due doppi episodi con la vettura uguale a Kitt, conosciuta con la sigla internazionale di Knight Auto Radio Ragionante, conosciuta con l’acronimo di ‘K.A.R.R’ e il sosia di Micheal Knight, Garth, il quale era il figlio di Wilton deceduto a causa di una malattia nell’episodio pilota. Entrambi gli antagonisti ebbero un doppio appuntamento.

Solo che con la doppia vettura non si andrò oltre, in entrambi i casi, all’episodio canonico di 45 minuti ciascuno. Tutt’altra storia riguardo al sosia di Michael Knight, Garth, con il super autoarticolato conosciuto come Goliath, in cui vennero realizzati non uno ma ben due film per la tv o comunque due episodi speciali della durata di 90 minuti ciascuno.

Generalmente catalogato nel genere poliziesco, Knight Rider o Supercar come meglio preferite, potrebbe essere tranquillamente annoverato in un perfetto mix di generi poliziesco, appunto, avventura e forse, ripetiamo forse, anche del genere fantastico. Tutte le indagini erano on the road e che terminavano sempre con il lieto fine. Raramente qualche episodio lasciava il pubblico con qualche strascico di malinconia e anche su questo dettaglio ci ritorneremo fra non molto.

Ad affiancare David Hasselhoff, c’era il navigato Edward Mulhare, scomparso 24 maggio del 1994, nel ruolo dell’anziano Devon Mails, l’esperta tecnologica Bonnie Barstow, interpretata da Patricia McPherson, la quale nella seconda stagione venne sostituita, per motivi ancora da chiarire dall’attrice Rebecca Holden nel ruolo di April Curtis.

Il personaggio di Bonnie, nella terza stagione, ricomparirà fino alla fine della quarta, senza mai svelare che fine avesse fatto la sua sostituta. Menzionando il quarto ciclo di episodi, in verità, siamo anche andati molto oltre. Quella stagione rappresentò un finale neanche tanto voluto dagli stessi produttore, visto che tra il 1985 ed il 1986 ci fu un forte calo degli ascolti, il quali non permisero la copertura dei costi di produzione, nonostante venne addirittura anche un nuovo personaggio: Reginald Cornelius III, con il volto di Peter Parros.

Lo sviluppo delle trame, quindi anche l’evolversi delle indagini, erano molto semplici; l’unico punto debole, ma forse dovuto anche al fatto che Kitt, il computer della macchina, mostrando la sua curiosità per conoscere alcune sfaccettature del lato umano determinava, il più delle volte, dei dialoghi, con Micheal Knight troppo superficiali.

La serie lanciò definitivamente la carriera di David Hasselhoff il quale, dopo delle brevi apparizioni in altri show televisivi, cercò di affermarsi anche come cantante. Tre anni più tardi all’ultima stagione di ‘Supercar’, David Hasselhoff confermò la sua fama internazionale con Baywatch, nel ruolo del tenente dei Guardaspiaggia Mitch Buchannon.

Per quanto riguarda le due attrici, Patricia McCpherson e Rebecca Holden, la loro carriera non andò oltre agli anni ’80. La McCpherson si ritirò dalle scene, dopo esser stata anche una modella, nel 1991. Rebecca Holden partecipò, per un singolo episodio, alla prima stagione di ‘Magnum P.I.’.

Inizialmente la Trans Am non fu l’unico modello che convinse la produzione ad essere usata per la serie. Quel tipo di vettura sportiva, La Pontiac, uscì solamente quando le sceneggiature degli episodi erano già pronte e il modello, fino a quel momento, che doveva essere usato riguarda una Datsun ZX.

Abbiamo detto che il computer che governava l’auto possedeva la capacità di parlare. Ebbene a dare voce a Kitt c’era Wlliams Daniels, il quale venne doppiato da due doppiatori: il primo fu Adolfo Lastretti, che morì nel 2018; il secondo era Massimo Venturiello. La voce italiana di Micheal Knight era Giorgio Locuratolo. Un ulteriore precisazione riguarda l’attore che appare prima di David Hasselhoff, ovvero colui che interpreta Micheal Arthur Long. Era l’attore semisconosciuto Larry Anderson, la cui carriera è essenzialmente basata su varie apparizioni televisivi.

A distanza di quaranta anni esatti, ‘Supercar’, è ancora oggi considerato un fenomeno di culto. Molti fan, in tutte le parti del mondo, sono riusciti a costruire una replica della macchina usata nel telefilm; non solo quella che rappresentava Kitt, ma anche quella che veniva identificata nella sua versione diabolica: Karr. Non solo, alcuni di loro non si sono del tutto accontentati volendo chiamare, persino, uno dei doppiatori originali, Massimo Venturiello, per riprodurre in maniera fedele la voce di Kitt.

E più di qualche settimana fa, proprio in occasione dei quaranta anni della fine del telefilm, mediante Free Podcast Variety, siamo riusciti ad intervistare proprio Massimo Venturiello…

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