Un reportage in cui ripercorriamo le tappe più importanti della carriera di Chuck Norris
La chicca finale a cui stiamo facendo riferimento è data 1982. Si, uno dei primi film che in quel periodo Chuck Norris stava realizzando e si trattava di una trama molto particolare, ma per le sue caratteristiche non si rivelò una cattiva idea, anzi. In ‘Terrore in città’, Norris interpretava uno sceriffo di una piccola contea americana in cui se la doveva vedere contro un pazzo assassino che mieteva vittime innocenti senza alcun motivo.
Il killer, da parte degli stessi autori, era stato creato sulla falsariga del ben più famoso Michael Meyers di Halloween, con una giovanissima Jamie Lee Curtis. Un film rimasto molto poco nell’immaginario collettivo e che mai come adesso non sarebbe male recuperarlo.
E torniamo, dunque, al 1993 con un ulteriore salto indietro nel tempo di ben dieci anni. ‘Ma come?’ direte voi cari lettori. Invece sì. Vi ricordate il titolo ‘Una Magnum per McQuade’ del 1983. Quando lo abbiamo menzionato la prima volta, volutamente, non ci siamo soffermati per un motivo molto preciso.
Un motivo che non riguarda la trama, semmai in parte le ambientazioni ma, soprattutto, il ruolo che Norris, in quell’opera cinematografica, lo vedeva combattere nel finale contro David Carradine, l’attore protagonista negli anni ’70 della serie televisiva ‘Kung Fu’. Una serie che inizialmente venne addirittura ideata da Bruce Lee, ma non tergiversiamo e rimanendo concentrati su quella che, allo stesso tempo, ci appare come un’ulteriore chicca da non sottovalutare.
In ‘Una Magnum Per Macquade’, Norris, interpretò un Texas Ranger. Vi dice qualcosa questo particolare? Crediamo proprio di sì. Eppure, quando il 21 aprile del 1993, sul canale Cbs, andò in onda per la prima volta il pilot nessuno se ne accorse in maniera diretta; pensando che sia MacQuade e Cordell Walker fosse totalmente scollegati l’uno dell’altro. Invece non era proprio così.
‘Walker Texas Ranger’ conquistò piano piano il pubblico di tutto il mondo a suon di calci ai cattivi e con storie, indagini e scene d’action, tra sparatorie e zuffe appunto, dove a trionfare non era lo spettacolo in quanto tale, no. Semmai a prevalere, nei 203 episodi totali, erano un insieme di valori intrisi di una morale equilibrata e che tendeva a rivolgersi a qualsiasi età di telespettatore.
La stessa serie tv raggiunse l’apice tra gli anni che andarono tra il 1997 ed il 1999, dunque quasi nelle ultime stagioni, ma in Italia era approdata solamente l’anno prima: il 16 gennaio del 1996 per poi concludersi, sempre da noi, il 6 marzo del 2003; mentre negli Stati Uniti d’America la serie terminò due anni prima, esattamente il 19 maggio del 2001. Accanto a Chuck Norris, in Walker Texas Ranger, c’erano gli attori lo sfortunato Clarece Gilyard jr, Sheree J. Wilson e l’attore veterano Noble Willingham. Chiaramente ci siamo soffermati sugli attori sono rimasti per tutte le puntate, tranne per Willingham che rimase come componente fisso del cast fino al 1999.
Paradossalmente fu proprio il personaggio di Cordell Walker a regalare l’immortalità allo stesso Chuck Norris e non solo per l’incredibile successo che ebbe la serie televisiva. Non si conosce bene il motivo, ma ad un certo punto, ancor prima dell’avvento definitivo di internet, iniziarono a circolare quelli che comunemente conosciamo come ‘Chuck Norris Facts’. Ovvero una serie impressionante di meme comici ed ironici ma dove lo stesso attore e campione di karate risulta essere quello che vince.
Ve ne potremmo citare qualcuno, ma finiremmo per dimenticarne altri senza cattiveria. Anzi, questo reportage si concluderà proprio con una nostra frase meme proprio in suo onore; ma prima c’è ancora da raccontare l’ultima parte della sua carriera. Appunto, diciamo carriera, perché ultima parte della sua vita, come espressione, non è che non ci piace e che non riusciamo ancora ad accettarlo.
Comunque, gli ultimi titoli cinematografici e televisivi nel quale Chuck Norris lavorò, a partire dal 1994, furono: Hellbound – All’inferno e ritorno, 1994; Il cane e il poliziotto, 1995; L’ultimo guerriero nel 1996. Anche questi film, come quelli realizzati tra il 1991 ed il 1992, videro alla regista suo fratello Aaron.
Nel 2003 prese parte a Bells of innocence; l’anno successivo il leggendario cameo in ‘Palle al Balzo’ con Ben Stiller e Vince Vanghn e nel 2005 l’ultimo vero film da protagonista, per la regia di Bill Tannen, in ‘The Cutter – Il trafficante di diamanti’. E dopo? Successivamente Hollywood, nel vero senso del termine, si dimenticò totalmente di lui. Per ben sette lunghi anni non apparve più né sul piccolo e grande schermo.
Nel 2012, a ripescarlo dal cilindro magico, ci pensò Sylvester Stallone per il secondo episodio della saga dal titolo ‘I mercenari’, dove prese parte a quella scena diventata, poi, un meme e condivisa nella prima parte di questo reportage. Chiuse con la recitazione a 84 in Agent Recon, per la regia di Derek King. Era il 2024.
In quello stesso anno, a Norris, gli venne a mancare sua madre, Wilma Scarberry, con la quale, anni prima e durante il periodo dell’adolescenza del futuro campione arti marziale e stella del cinema e della tv, andò vivere dopo che la donna divorziò da suo marito, Ray Norris, morto nel lontano 1971. Ormai lo possiamo dire e anche con una vena nostalgica: siamo giunti alla fine di questo viaggio che, in altre occasioni, non siamo riusciti a parlarvene.
Non siamo mai riusciti a celebrare i suoi 80 anni e neanche i suoi 85 anni. In poche parole, non siamo mai riusciti a parlare di lui quando era in vita. Nonostante tutto stavamo pensando di recuperare proprio per i 25 anni della fine di Walker Texas Ranger, ma il destino è stato beffardo. Ciò non toglie che per il 19 maggio il reportage ci sarà, chiudendo al momento questo piccolo ed umile omaggio ad un grandissimo che in silenzio, senza troppi grandi clamori, e senza neanche una parola fuori posto è riuscito a farsi amare dal pubblico di tutto il mondo.
E per una volta lo possiamo dire anche noi: in questa settimana non siamo stati noi, tra podcast e reportage, a parlare di Chuck Norris; semmai è stato Chuck Norris a condurre FreeTopix Magazine… Ciao Chuck, salutaci tanto il mai dimenticato Bruce e grazie di tutto.