L’iconico attore canadese, diventato famoso per la serie originale di Star Trek del 1966, domani 22 marzo spegnerà 95 candeline

Di sicuro, da quando abbiamo inaugurato questo nuovo reportage, interamente dedicato a William Shatner, avrete intuito un dettaglio che sembra di poco conto: più che soffermarci su vari aneddoti della sua vita, oltreché personale ma anche professionale, ci stiamo soffermando, forse anche troppo, sui titoli delle opere che spaziano dal televisione al cinema, dalla musica alla letteratura, senza dimenticare anche altri ‘ruoli’ che lo stesso ha ricoperto dietro alla macchina da presa e non sempre da regista. Di certo si rivelerebbe anche molto interessante riportare qualche sua dichiarazione in merito al rapporto che aveva con il suo leggendario personaggio. Ma ci arriveremo.

Si, perché: il leggendario Capitano Kirk è stato anche doppiatore e questa volta non solo per il cinema o per la televisione, le sue incursioni tra un settore e l’altro del cosiddetto entertainment lo hanno portato persino a far conoscere la sua voce, tra le nuove generazioni di ragazzini, mediante il mondo dei videogiochi. Ovviamente non c’è bisogno di ricordare di quale ambientazione si tratti: Star Trek. Mentre nella serie televisiva, di fantascienza, conosciuta con il titolo di TekWar lo vede apparire, intorno agli anni che vanno dal 1994 al 1996, persino come produttore.

Tornando al suo percorso sia cinematografico che televisivo, quali sono state le altre sue partecipazioni? Tralasciando i titoli relativi all’iconico franchise, le altre opere cinematografiche in cui si è fatto notare sono ‘Palle in canna’, Preso di mira, Miss Detective con Sandra Bullock, Showtime in cui fa la parodia di sé stesso quando interpretava T.J. Hooker insieme a Robert De Niro ed Eddie Murphy. E ancora: American Psycho 2, Palle al balzo con Vince Vaughn, Ben Stiller e David Hasselhoff; Miss F.B.I – Missione Infiltrata e Creators – The Past.

E per quanto riguarda le serie tv? Quelli della pallottola spuntata, la stessa sua creatura ‘Tekwar’, SeaQuest – Odissea negli abissi; Willy, il principe di Bel Air; Cosby, Una famiglia del terzo tipo, The Practice – Professione avvocati; Chilly Beach e Boston Legal; Psych; Rookie Blue; Private Eyes. Tutte singole partecipazioni come Guest Star; una prassi comune ai telefilm o comunque nelle serie televisive di un tempo.

Riprendendo il discorso delle dichiarazioni rilasciate nel corso della sua lunga carriera ci soffermiamo sulle ultime che avrebbero innescato più di qualche polemica. Tranquilli, nessuna voglia di rovinargli la festa o attaccare il capitano Kirk o persino di farsi arrestare da T.J. Hooker; semmai si tratta di una sua specifica precisazione un po’ troppo diretta su ciò che avveniva durante il suo periodo nel set di Star Trek e in quelli attuali.

“Mi chiedo perché alcune persone si sarebbero sentite offese dal mio dire che il signore, il gentiluomo che conoscevo, Eugene Roddenberry, era molto rigoroso riguardo al protocollo militare. Quindi, avere una relazione intima con qualcuno con cui stai lavorando è vietato. Non lo fai nel mondo militare. Alcune cose che ho notato è che ci sono relazioni, relazioni sessuali, relazioni in corso tra le persone che farebbero rivoltare nella tomba Gene Roddenberry”.

“Amo il mistero dell’universo. Amo tutte le domande che ci sono venute in migliaia di anni di esplorazioni e ipotesi. Stelle che sono esplose anni fa, la loro luce viaggia verso di noi anni dopo; buchi neri che assorbono energia; satelliti che ci mostrano intere galassie in aree ritenute completamente prive di materia… Tutto ciò mi ha elettrizzato per anni… Ma quando ho guardato nella direzione opposta, nello spazio, non c’era mistero, né maestoso timore reverenziale da contemplare… Tutto ciò che ho visto è stata la morte. Ho visto un vuoto freddo, scuro, nero. Era diverso da qualsiasi oscurità che puoi vedere o sentire sulla Terra. Era profondo, avvolgente, totalizzante. Mi sono voltato verso la luce di casa. Riuscivo a vedere la curvatura della Terra, il beige del deserto, il bianco delle nuvole e l’azzurro del cielo. Era la vita. Nutrire, sostenere, vita. Madre Terra. E la stavo lasciando. Tutto quello che avevo pensato era sbagliato. Tutto ciò che mi aspettavo di vedere era sbagliato”.

Tutt’altro tenore, invece, sono queste ultime dichiarazioni che provengono dal suo ultimo libro autobiografico in cui, lo stesso attore, racconta, in maniera diretta, non solo la sua esperienza nello spazio ma bensì, nella sostanza, anche e soprattutto le sue sensazioni che, per certi versi, superano la finzione che lui, da molti decenni a questa parte, non ha solo rappresentato ma bensì incarnato con il Capitano Kirk.

Sensazioni che, a quanto sembra, non sono state proprio positive. Ma si tratta, in questo caso, solo piccolissimo frammento del libro realizzato insieme a Joshua Brandon. Ma continuiamo a riportare anche altre dichiarazioni:

“Ho rifiutato diverse offerte di fare documentari ma non mi resta molto da vivere. Posso collassare ora mentre sto parlando oppure vivere per altri dieci anni, il mio tempo è limitato, e questo è un fattore. Ho dei nipoti, questo documentario è un modo per aprire un dialogo dopo la mia morte”.

“Vorrei aver avuto il coraggio e il sostegno di fare le cose che sentivo di dover fare. Il mio concetto era ‘Star Trek va in cerca di Dio’, e la dirigenza disse ‘Beh, chi è Dio’? Allontaneremo chi non crede quindi no, non possiamo parlare di Dio’. Si è trattato di una mia serie di incapacità nel gestire la dirigenza e il budget. Ho fallito. Nella mia mente ho fallito terribilmente. Quando mi chiedono ‘Qual è il tuo più grande rimpianto?’ rimpiango di non essere stato emotivamente attrezzato per affrontare un grande film. In assenza della mia potenza, il vuoto di potere è stato colmato da persone che non hanno preso decisioni che avrei preso io.

Invece, queste sue ultime dichiarazioni riguardano la sua esperienza come regista del quinto capitolo cinematografico di Star Trek. Dichiarazioni in cui rivela tutto il suo disappunto per non esser riuscito a gestire alcune situazioni che portarono, a quanto pare, al fallimento del film…

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