L’iconico attore canadese, diventato famoso per la serie originale di Star Trek del 1966, il prossimo 22 marzo spegnerà 95 candeline

Come per il 1966 ed il 1979, anche l’anno 1982 per William Shatner rappresenta un periodo di ulteriore svolta professionale. Ritornato sulla cresta dell’onda grazie al suo leggendario personaggio, che riprenderà in quello che deve essere considerato come il primo sequel cinematografico di ‘Star Trek’, con tanto di numero II romano e il sottotitolo L’ira di Khan, l’attore canadese, sempre in quel 1982, prenderà prima parte ad un episodio della leggendaria serie con Robin Williams, Mork & Mindy, per poi, diciamo così, arruolarsi nella polizia direttamente come sergente della divisione autopattuglia della polizia di Los Angeles.

Infatti a partire dal 13 marzo di quello stesso anno, William Shatner, per tutti quanti, per un qualche periodo di tempo, diventa per tutti l’altrettanto iconico personaggio televisivo T.J. Hooker, un sergente di polizia che si auto-degrada alla sezione pattuglie dopo che, nel corso di un’indagine, gli uccidono il collega.

Ripreso il servizio, anche e soprattutto come istruttore dell’accademia di polizia, insegna alle nuove leve il difficile lavoro di poliziotto, in modo particolare il giovane partner Vincent Romano, la giovane e attraente Stacy Sheridan e l’altrettanto giovane collega Jim Corrigan. I tre personaggi avranno, rispettivamente, il volto degli attori Adrian Zmed, Heather Locklear e James Darren.

Se il Capitano Kirk, in televisione, andrà oltre i ben settantanove episodi originali, il personaggio del sergente e istruttore di polizia non supererà i 91 episodi, rimanendo comunque nell’immaginario collettivo nel corso di questi lunghi quarantaquattro anni. Lo show televisivo dal genere poliziesco e primo vero action tv show della storia del tubo catodico terminò la sua corsa quasi quaranta anni, esattamente il 28 maggio del 1986. Eppure, possiamo affermare, anche con un po’ di rammarico, che nel corso degli anni lo stesso personaggio, da parte dello stesso Shatner, non abbia avuto un’altra occasione per tornare con nuovi casi da risolvere.

Peccato soprattutto, non tanto nell’essere di parte o quantomeno, per una volta, nel mostrare di esser fan da parte nostra di una leggenda vivente; semmai, proprio come il capitano dell’Enterprise, anche il sergente di pattuglia, come ruolo, gli calzava come un guanto. Forte, soprattutto, della sua presenza scenica.

Una presenza contraddistinta dall’immagine che lo stesso attore ha sempre mostrato sia sul piccolo che grande schermo. Vero, qualcuno preciserà che il suo modo di porsi rappresentava la classica spocchia americana vecchio stile. Semmai, aggiungiamo noi, anche quella pulita sicurezza che un personaggio debba ostentare come punto di riferimento per gli stessi fans.

Tolto la divisa da poliziotto televisivo, quaranta anni fa, Shatner non la indosserà più, continuando, comunque, ad apparire, in altri ruoli nei vari telefilm dell’epoca e non solo. Accantonando, per un momento, la sua lunga carriera da attore, lo stesso Shatner si è anche dilettato, se così si potrebbe dire, anche nell’ambito musicale o almeno così sembra. Infatti, nel bel mezzo della lavorazione della seconda stagione di Star Trek, quella del 1968, l’attore canadese debutta come cantante con il disco intitolato: The Transformed man.

Per essere precisi, comunque, non si trattava, in quella mera occasione di meri brani musicali, semmai del cosiddetto genere conosciuto come spoken word. Per spoken word, innanzitutto, s’intende come ‘parola parlata’ secondo la traduzione letterale nella nostra lingua. Nell’essere ancor più precisi, entrando ancor di più nel dettaglio, con tale espressione si fa riferimento a quel particolare genere musicale in cui un testo, una poesia, un monologo o addirittura di un dialogo espresso oralmente.

La base musicale è prevista, ma più come accompagnamento e non tanto nel venir seguita dall’intonazione della voce da parte del o della cantante che si cimenta in questa particolare forma d’arte. Nel caso dell’attore canadese questa particolare pubblicazione venne organizzata in modo da esaltare le doti interpretative dello stesso Shatner, venendo presentata al pubblico, per invogliare ad acquistare il disco, con l’iniziale titolo: Capitan Kirk of Star Trek.

I brani o comunque i testi mediante il quale Shatner si cimentava non erano originali ma bensì famose poesie di Shakespeare e anche di altri autori, con tanto di controparti moderne quando era necessario quando si trattava propri di versi che componevano testi di canzoni famose.

Nella sostanza questo suo primo esperimento venne quasi bollato, nell’immediato, con l’aggettivo in negativo di kitsch, non venendo considerata come una seria opera musicale. Eppure, nonostante tutto, William Shatner ci prese così tanto gusto che l’album The Transformed Man non rappresentò per lui solo un caso isolato per un incidente di percorso. No, ma ad un vero e proprio avvio di una sorta di carriera parallela a quella della recitazione.

Carriera proseguita, però, a partire dal 1979, con un disco live registrato persino due anni prima; a seguire nel 1993 per poi rendere le sue pubblicazioni più frequenti a partire dal 2004 fino a due anni fa. Non solo, la sua poliedricità ha varcato anche altri confini artistici; quello della letteratura e senza perdere tempo vi riportiamo tutti i titoli dei suoi dieci romanzi.

Si parte con: Diario del capitano; Le ceneri del paradiso; Il Ritorno; Il vendicatore; Il fantasma; Vittoria oscura; I protettori; I rischi del comando; Sangue di capitano; Conflitto galattico. Tutti e dieci facenti parte dell’universo ideato da Gene Roddenberry e tutti scritti e pubblicati a partire dal 1993, fino al 2009. Non solo, la sua voglia di scrittura lo portò anche a realizzare diversi soggetti, anche per il grande schermo.

Infatti, il quinto film di Star Trek, sottotitolato L’ultima frontiera è opera sua e in quell’occasione ricoprì anche il ruolo, si fa per dire, di regista. Si, proprio così: la sua versatilità lo portò anche dietro la macchina da presa non solo in quell’occasione datata 1989, ma anche nel 2002 con il film ‘Visitor’ e con il documentario ‘The Captains’ del 2011.

Questa sua esperienza, però, avvenne per la prima volta non proprio per il quinto film della saga cinematografica di Star Trek, semmai sempre negli anni ’80 mentre era alle prese con la serie poliziesca, dai contorni meramente action, T.J. Hooker. Le cronache dell’epoca ci riportano che Shatner diresse, tra il 1983 ed il 1986, ben dieci episodi del serial televisivo…

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