L’iconico attore canadese, diventato famoso per la serie originale di Star Trek del 1966, il prossimo 22 marzo spegnerà 95 candeline
Dunque, il 1966, come svolta epocale della sua vita, sia personale che professionale, era ancora lontano. In fondo, ci siamo soffermati su questo particolare. Abbiamo posto la nostra attenzione su quelli che sono stati i primi titoli, tra televisione e cinema, cui prese parte. Titoli, se ci fate caso, che abbiamo sempre incrociato nelle nostre storie di cinema. Eppure, la sua, principalmente, sarebbe a tutti gli effetti una storia anche e soprattutto di televisione.
È vero, d’altronde il Capitano Kirk approdò anche sul grande schermo; ma prima era apparso per la prima volta attraverso il tubo catodico; ciò vale per il secondo alter ego televisivo con indosso la divisa da poliziotto a pattugliare le strade della città degli angeli con accanto una recluta che con il tempo si farà strada. Ma su questi due personaggi ci torneremo più avanti e a tempo debito.
Quindi, dicevamo, le opere sia televisive che cinematografiche cui aveva preso parte; prendiamo in considerazione quelle relative al piccolo schermo, soffermandoci, soprattutto, su quegli show televisivi che con il tempo sono ancora ricordati come Alfred Hitchtcock presenta, Playhouise 90; The United States Steel Hour, Ai confini della realtà, Il Dottor Kildare, Route 66, la parola alla difesa, La legge di Burke, Il virginiano, Il fuggiasco, La Grande Vallata. Con questa serie televisiva, del 1966, per il momento ci fermiamo qui.
Riguardo al grande schermo? Dunque, eravamo rimasti ai fratelli Karazmov con Yul Brynner, del 1958, per poi arrivare al 1962 con L’odio esplode a Dallas. Eppure, l’anno precedente si fece notare anche per ‘Vincitori e vinti’, per la regia di Stanley Kramer; a seguire The Soldier, I commandos dei mari del sud, L’oltraggio del 1964 e Incubus dell’anno successivo e adesso fermiamoci qui perché siamo arrivati al 1966, l’anno in cui prende il via la sua leggenda.
Torniamo al nome di Gene Ronddenberry, un autore e sceneggiatore americano conosciuto, indistintamente, per aver creato, attenzione, nel 1964, la serie iconica, leggendaria, di culto, indimenticabile e tanti altri aggettivi che si possono usare per l’occasione: Star Trek. È vero, abbiamo menzionato al 1964 e non più al 1966. Ma il ’64 è l’anno in cui Ronddenberry ha ideato lo show televisivo che poi riuscì a concretizzare la sua intuizione proprio due anni più tardi. La stessa serie, ormai arcinota, non avrebbe neanche bisogno di presentazione o quantomeno di ricordare la trama o se vogliamo il soggetto generale.
Inoltre quella leggendaria prima stagione diede il via, nel corso di questi lunghi sessanta anni, di ampliare il franchise con altre storie sia televisive che cinematografiche. Eppure, contrariamente a quanto si potrebbe pensare la serie originale di ‘Star Trek’, intesa come tutte le stagioni a partire da quel 1966, ebbe breve durata. Solamente tre anni e nulla di più.
Anzi, venne persino cancellata per bassi ascolti e dopo ben 79 episodi prodotti dalla Nbc. Settantanove appuntamenti che, con il passare del tempo, vennero riscoperti un po’ alla volta. Fu questa, in sostanza, la vera fortuna di William Shatner. Una fortuna, però, non dispersa quasi subito o comunque mal gestita. Anzi, l’attore canadese è riuscito a conservarla intatta, con estrema parsimonia, in tutti questi decenni. Si, in questi lunghi sei decenni.
Eppure, chissà come la prese l’apparente fallimento, iniziale, di ‘Star Trek’? d’altronde, tenendo presente le cronache dell’epoca, la sua carriera, fortunatamente, non né risentì in alcun modo, anzi migliorò anco prima che lo show di fantascienza iniziò a spiccare il volo di natura propria.
Per esempio, nel 1969, dopo la fine della terza ed ultima stagione nei panni del Capitano Kirk, Shatner prende parte ad un episodio della serie western ‘Gunsmoke’, per poi prendere parte, sempre come singole partecipazioni a ‘Cbs Playhouse’, in quattro episodi tra il 1970 ed il 1974 del leggendario show televisivo ‘Ironside’; Medical Center, F.B.I.; Mission Impossible, nella versione originale di Hawaii 5-0; Mannix, Il mago, L’uomo da 6 milioni di dollari, Kung fu; Le strade della California; A tutte le auto della polizia; ben due episodi della serie ‘Il Tenente Colombo’. Ancora, nelle due serie televisive con il titolo quasi identico: Alla conquista dell’Oregon e Alla conquista del West; persino nella miniserie ‘Piccole donne’ nel 1978 e per quanto riguarda il tubo catodico ci fermiamo qui.
Invece il percorso sul grande schermo riparte, sempre, dall’anno 1966, per poi giungere al 1979. Il motivo, questa volta, sarà presto svelato. E allora, riprendiamo il viaggio cinematografico di William Shatner; un viaggio che avrà una parentesi nel 1968 con il film ‘E venne l’ora della vendetta’, per poi riprenderlo diversi anni più tardi, nel 1974, con i titoli ‘Impulse’ e ‘F.B.I. e la banda degli angeli’. A seguire ‘Il Maligno’ dell’anno successivo; ancora: Pussy – La balena buona, del 1976; Kingdom of the spiders, del 1977, e due titoli nel 1978: Terre di non ritorno e The Third Walker.
In quello stesso periodo incominciò a prendere corpo l’idea di un ciclo di episodi di Star Trek, denominato ‘Fase II’. Lo stesso Rondeberry fu spinto dal riprendere le avventure dell’Enterprise grazie al miracolo di George Lucas nel 1977 con il primo leggendario film di ‘Guerre Stellari’.
A due settimane dall’inizio della lavorazione di quella che doveva essere una nuova serie, ovviamente sequel di quella realizzata tra il 1966 ed il 1969, l’idea venne abbandonata grazie all’intenzione, consentiteci il termine, di ‘teletrasportare’ l’intero equipaggio conosciuto mediante il tubo catodico sul grande schermo. E fu così che ‘Star Trek’ ebbe ‘una seconda vita’.
Una seconda vita che interessò anche il suo celebre personaggio, il quale non apparve sul grande schermo in quel primo sequel cinematografico della serie originale, ma anche per tutti gli anni ’80 fino ai ’90. Nel nuovo millennio il Capitano Kirk, come personaggio, sarà ripreso, nell’omonimo reboot cinematografico da Chris Pine; figlio del più celebre Robert Pine, il famoso Sergente Getraer dei Chips.
Il revival di Star Trek permise a Shatner di entrare nel cast de ‘Il rapimento di un presidente’ del 1980 e nel sequel L’aereo più pazzo del mondo… sempre più pazzo nel 1982…