L’iconico attore canadese, diventato famoso per la serie originale di Star Trek del 1966, il prossimo 22 marzo spegnerà 95 candeline
Diciamo la verità: basta lanciare una rapida occhiata al suo volto che subito ci ricordiamo di lui. È impossibile non riconoscerlo. Carriera lunghissima, senza alcuna ombra di dubbio; ma rispetto ad alcuni suoi esimi colleghi, che sono rimasti intrappolati nella trappola del personaggio entrato nell’immaginario collettivo, lui, a quanto sembra, gli ha fatto ancor più piacere di quanto si potrebbe pensare.
In tutti questi decenni non ha mai mostrato alcun segno contrario o espresso alcuna parola contraria riguardo all’immagine che i fan più accaniti hanno di lui in modo particolare. Anzi, qualche anno fa si è reso protagonista persino di un’operazione che il suo alter ego, prima televisivo e poi cinematografico, si cimentava tra le varie opere sia sul grande che piccolo schermo.
Il piccolo schermo, appunto. Da quello scatolone magico ha conquistato milioni e milioni di fan che si sono sempre rinnovati in generazione e in generazione. Poco importa se sedici anni più tardi, dall’aver ricoperto il suo storico ruolo, si era fatto notare anche in divisa da agente di pattuglia, conquistando altri fan, giovanissimi e ignari del suo glorioso passato.
Seguendo il vero percorso esistenziale si potrebbe dire che il Sergente della polizia di Los Angeles, divisione autopattuglia, Thomas Jefferson Hooker, meglio conosciuto come T.J. Hooker, e il ben più leggendario Capitano James Tiberius Kirk della navicella spaziale Enterprise hanno raggiunto, entrambi, 95 anni.
95 candeline, nella realtà, per la leggenda vivente William Shatner. Anche lui, come altri nomi celebrati all’inizio di quest’anno come Robert Duvall, poi scomparso un mese più tardi, e il suo collega rimasto troppo giovane James Dean. Nato il 22 marzo del 1931 a Montreal, in Canada, Shatner non si è solamente concentrato sulla recitazione o anche nella regia.
Il suo nome è legato, anche, a titoli di romanzi o, addirittura, album in studio; si, avete letto bene: anche cantante. A dimostrazione di un talento veramente poliedrico, nonostante da noi si arrivato solo per l’iconico personaggio ideato da Gene Rondebberry ufficialmente nel settembre del 1966; giusto sessanta lunghi anni fa. Ma di tutto questo ne parleremo con calma e sperando di non saltare nessun passaggio della sua vita.
Il leggendario William Shatner è stato figlio di un meccanico, Joseph Shatner e di una casalinga, Anne Garmise; dal suo albero genealogico l’attore può vantare diverse origini e non solo dalla parte di un unico genitore. Da parte paterna le origini sono ebraiche masoretiche, lituane, austriache, polacche, ungherese e persino ucraine. Da parte materna, invece, le origini sono solo esclusivamente franco-canadesi.
Sempre da parte paterna, suo nonno, Wolf Schattner, ad un certo punto decise di anglicizzare la pronuncia e il modo di scrivere del proprio cognome. Shatner non fu l’unico di Joseph e di Anne. Era il secondo di tre figli: esattamente due sorelle, Joy Ruttenberg e Farla Cohen. Le cronache dell’epoca non ci riportano evidenti situazioni di famiglia particolari; a quanto sembra tutto sarebbe filato liscio sia nel periodo dell’infanzia e sia nell’adolescenza.
In entrambi i periodi frequentò due scuole: quella di Notre Dame De Grace, ovvero la Willingdon Elementary School e la ben più classica, come nome, West Hill High School. A seguire decise persino di laurearsi in commercio alla McGill University nel lontano 1952 per poi intraprendere la carriera teatrale.
In base alle informazioni raccolte, il passaggio da un estremo all’altro come carriera professionale, molto probabilmente, non fu del tutto casuale. Una volta ottenuta la laurea, William trovò come lavoro come business manager del teatro The Mountain Playhouse. Qualche tempo più tardi opta per un altro trasferimento: ad Ottawa per diventare attore shakesperiano.
Le cronache dell’epoca non ci riportano di dichiarazioni dello stesso in cui affermi di voler diventare attore, ma quella strada ad un certo punto della sua esistenza decide di affrontarla quasi con molta disinvoltura. Tutto ciò, da quando si laureò nel 1952, in quattro anni. Infatti, il suo vero esordio su un palcoscenico teatrale risale, esattamente, a 70 anni lunghi anni fa, nel 1956.
Attenzione, però, il suo vero esordio non avvenne proprio ad Ottawa. La stessa città canadese rappresentò un primo trampolino di lancio che lo avrebbe portato a New York per iniziare a farsi conoscere nei vari teatri di Broadway. Eppure, si potrebbe ben sostenere che di esordi teatrali, Shatner, ne avuti due all’inizio del suo percorso professionale.
Il primo, quello inteso ‘shaeksperieano’, il periodo come già menzionato in precedenza sarebbe l’anno del 1956; il secondo, proprio a New York, risultò essere ancor più simbolico e significativo visto che, ingaggiato dal regista teatrale Richard Brooks, ricoprì il ruolo di un dei fratelli Karamazov, trasposizione dell’omonimo romanzo di Fedor Dostoievskji, al fianco del leggendario Yul Brynner, uno dei futuri magnifici sette diretto da John Sturges.
C’è di più: quattro anni più tardi, dopo essersi fatto abbastanza le ossa sul palcoscenico, il regista Roger Coman lo ingaggia per interpretare un razzista del Profondo Sud degli Stati Uniti nel film L’odio esplode a Dallas. Ma quel ruolo, prettamente cinematografico, non è da confondere come un possibile terzo esordio assoluto.
La sua prima vera apparizione sul grande schermo era già avvenuta durante l’inaugurazione della carriera teatrale. The Butler’s night Off, questo era il titolo del film diretto da Roger Racine. L’anno era il 1951. Due anni più tardi appare anche sul piccolo schermo nello show televisivo, inteso come telefilm, dal titolo ‘Space Command’.
Lo sappiamo, sembra che stiamo facendo confusione con i suoi esordi. Tranquilli, non è proprio così: stiamo solamente cercando di mettere ordine alcuni passaggi della sua vita professionale; precisando, tra l’altro, che la trasposizione de ‘I Fratelli Karamazov’ non avvenne a teatro ma bensì al cinema, sempre nel 1958.
Eppure, dopo la prima esperienza del 1951, Shatner ci ritornò nel 1957 grazie al titolo ‘Oeadipus Rex’, non accreditato mediante i titoli sia iniziali che di coda e molto probabilmente si tratta di una partecipazione marginale. Ma il 1966 è ancora lontano e dal 1958 in poi, considerando anche i primi ruoli che ricopre in tv, intraprende una lunga marcia verso la notorietà prendendo parte a titoli televisivi famosi e no prima di diventare il capitano che tutti quanti noi conosciamo…