La nascita di una rivista è sempre un momento alto della cultura, giacché con la decisione di dare vita ad una pubblicazione periodica – cosa che richiede impegno e determinazione – si procede, di fatto, a formulare un progetto culturale che può valere come opportunità di affermazione identitaria.

Se, poi, una rivista è una pubblicazione d’arte, tutto quanto appena detto non solo si conferma, ma si accresce, dal momento che la pratica artistica costituisce un aspetto fondativo moltiplicatore e qualificante della costruzione di un circuito più ricco di stimoli intellettuali e di istanze comunicative.

Facendo leva su tali pensieri, è stato possibile realizzare una mostra espositiva che, negli spazi di ‘Isiclass’ a Nocera Inferiore, presenta una rassegna di pubblicazioni periodiche d’arte caratterizzate dall’essere il numero 1 dell’anno primo; il numero, cioè, inaugurale, di ciascuno specifico periodico.

Si è posta attenzione, nell’impaginazione di questa mostra, curata da chi scrive e da Maria Ambrosio, a presentare esemplari di varia caratura editoriale: ed infatti i singoli ‘pezzi’ in mostra sono stati scelti per documentare non solo vari contesti artistici ambientali (locali, nazionali ed internazionali), ma per documentare anche lo svolgimento di ogni specifico tema lungo un arco temporale che risale alla prima metà dell’800 e si proietta, poi, fino ai nostri giorni, comprendendo, al proprio interno, tutto il lungo processo di sviluppo da una stampa tecnicamente ancora incerta e balbettante, fino alle straordinarie performances comunicative che può consentire, oggi, la stampa digitale e la trasmissione diffusiva attraverso i canali del web.

Oggi, si rende particolarmente necessario comprendere il ruolo della stampa d’arte, ma non è tutto, però così semplice. Ed, infatti, occorrerà considerare il rilievo che ha nella specifica scelta degli argomenti da trattare in ciascun numero il peso che assume la relazione tra la cultura da una parte e le istanze politiche e di mercato, dall’altra.

Emerge, secondo la prospettiva che la mostra suggerisce, anche il ruolo svolto da vari ed importanti direttori storici, cosicché il panorama che si profila dalla lettura sia seriale che comparata delle diverse riviste, si presenta in una continuità espositiva ampiamente variegata.

Si possono osservare riviste di antica fondazione, realizzate, sul piano tecnico, con metodologie di stampa oggi completamente scomparse; e caratterizzate, sempre, però, sul piano contenutistico, da una rispondenza con i gusti e con le sensibilità del tempo in cui sono nate e si possono osservare, poi, altre riviste, invece, decisamente al passo con i nostri tempi, che forniscono una lettura caratterizzata da un taglio ermeneutico che già consente una visibile proiezione in avanti.

Spingersi avanti non significa additare ‘semplici’ innovazioni tecniche e tecnologiche, ma significa, soprattutto, avere coscienza del cambiamento epocale di cui è proposta una visione non soltanto della società umana nei suoi vari modelli aggregativi delle singole persone, ma, più in generale, del modo di pensare e di vedere.

Si può osservare, pertanto, come la scelta stessa di trattare uno, piuttosto che un altro artista o movimento non sia dettata da meri motivi di opportunità editoriale, ma di conformazione al gusto del tempo ed alle sue istanze culturali.

Può essere interessante notare come il modo di ‘raccontare’ l’arte vari col variare delle stagioni della storia, avendo sempre presente l’intellettuale, che la sensibilità culturale del fruitore merita la massima attenzione, soprattutto quando il tema centrale della narrazione offerta da una rivista non è più solo quello di ‘raccontare i fatti dell’arte’, ma soprattutto di utilizzare tali fatti per scardinare posizioni incongrue o per raddrizzare giudizi frettolosi insufficientemente documentati.

L’arte, nel corso del secolo diciannovesimo, e poi lungo tutto il ventesimo secolo, ha svolto una funzione piena e costruttiva di interpretazione del mondo e non ha esitato a schierarsi con dignità e fermezza.

Artisti come Rivera o come Picasso costituiscono un chiaro esempio della capacità dell’arte di saper stare sulla scena del mondo sempre a testa alta; ed i numeri ’uno’ delle varie riviste d’arte che vengono presentate lasciano intendere con chiarezza lo spessore di ciascuna di esse.

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