Il 7 marzo del 1986 usciva nelle sale cinematografiche il film cult con Christopher Lambert e Sean Connery

Russel Mulcahy, quando venne ingaggiato come regista e a quanto pare risulta essere la prima vera scelta da parte dei produttori e dello stesso autore della prima bozza del film, aveva all’attivo, come opera prettamente cinematografica, uscita nel 1984, Razorback – L’urlo del demonio che, secondo le cronache dell’epoca, non rappresentò un grosso successo. Inoltre, dal titolo, si potrebbe anche ipotizzare che quel progetto non fosse il genere a lui congeniale.

Eppure, qualche anno più, proprio nel 1981 e di cui fra non molto celebreremo anche i 45 anni di questo evento, si fece notare proprio come regista di video musicali, grazie alla canzone ‘Video Killed Radio Star’ dei Buggles. Brano e video passato alla storia per esser stato il primo videoclip ad esser mandato in onda sul canale musicale, ormai scomparso da poco, di Mtv. Non solo, Mulcahy aveva lavorato, sempre in ambito musicale con i Duran Duran e gli Ultravox.

Lo stesso regista, una volta immerso nei lavori di pre-produzione della futura pellicola, come il Connor Macloed aveva in testa ben due attori, fino a quando la sua scelta non ricadde, poi, sull’attore che sappiamo tutti oggi. La selezione del cast avvenne, a quanto sembra, durante la riscrittura della prima bozza. Gregory Widen, l’autore originale della storia, collaborò insieme ai due sceneggiatori Peter Bellwod e Larry Ferguson.

Mentre fervevano i preparati anche per scegliere le varie locations ed allestire i vari set, la selezione degli attori, in quel preciso periodo, si rivelò talmente interessante perché si fecero nomi, addirittura, come Michael Douglas, Peter Weller, che lo avremmo visto l’anno successivo in ‘Robocop’, Ed Harris, Kevin Costner, che l’anno seguente avrebbe preso parte a ‘Gli Intoccabili’, Sam Shepard, Scott Glenn, Sting, il quale si sarebbe persino occupato, in un primo momento della colonna sonora Mel Gibson, il quale l’anno successivo avrebbe lavorato ad ‘Arma Letale’ dopo aver chiuso con la saga di Mad Max proprio in quel periodo. Il lungo elenco si chiude con i nomi di David Keith e William Hurt.

Nonostante ciò, nella testa dello stesso Mulcahy tutte queste grandi personalità del cinema non erano, per paradosso, la prima scelta. Russel, per il ruolo di Connor Macleod, all’inizio aveva nella sua testa i volti di Mickey Rourke, il quale in quello stesso anno stava uscendo con ‘9 settimane e mezzo’ con Kim Basinger e Kurt Russell.

Quest’ultimo, in un primo tempo, era davvero intenzionato a ricoprire il ruolo dell’eroe immortale ma mollò non solo per pressione da parte di sua moglie, Goldie Hawn, ma anche perché venne ingaggiato da John Carpenter per un altro film proprio del 1986: Grosso Guaio a Chinatown; ma per questa storia di cinema non manca molto.

Quando tutto sembrava deciso, quando tutto sembrava pronto Russell Mulcahy, forse durante una pausa dal lavoro, nello sfogliare una rivista, molto probabilmente di cinema, si ritrova davanti una foto di un attore in particolare che, il quel periodo, stava attirando l’attenzione per il suo ruolo in Greystoke – La Leggenda di Tarzan. Stiamo parlando dell’attore francese Christopher Lambert, il quale accettò subito quella che sarà l’occasione della vita.

Per quanto riguarda il personaggio femminile, le attrici contattate o quantomeno che potevano ritenersi papabili per il ruolo erano: Brooke Adams, Diane Lane, Carolyn McCormick, Demi Moore, Lisa Elbacher, Annette O’Toole, Madolyn Smith, Linda Hamilton e addirittura Sigourney Weaver. Ma la prima scelta era Catherine Mary Stewart, la quale abbandonò il film quando Kurt Russell decise di tirarsene fuori. Al suo posto venne contattata Roxanne Hurt. Per il ruolo di Ramirez i nomi più accreditati all’epoca furono Peter O’Toole, Michael Caine e Gene Hackman. Ma a spuntarla, alla fine, fu Sean Connery.

E per il ruolo del Kurgan? Della nemesi di Connor MaCleaod secondo voi, in quel preciso momento storico cinematografico, a quale attore si pensava? Esatto, proprio colui che nel 1984 aveva conquistato il ruolo con il cyborg futuristico, T-800, nel primo leggendario capitolo della saga di ‘Terminator’: Arnold Schwarzenegger.

Il punto, però, che la stessa ‘Quercia austriaca’ non ne voleva sapere di far parte del progetto, visto che il ruolo che avrebbe ricoperto si sarebbe rivelato simile a quello della macchina di morte proveniente dal futuro.

A quel punto i produttori dovettero virare, per il ruolo del Kurgan, su Scott Glenn e Roy Scheider, diventato famoso nel 1975 per il leggendario film di Steven Spielber ‘Lo Squalo’. Ma tra i due la spuntò lo sconosciuto Clancy Brown, il quale ricalcò e anche di molto il personaggio ideato da James Cameron nel 1984.

Una volta composto il cast le riprese poterono finalmente iniziare e si svolsero, principalmente tra la Scozia, e non poteva essere altrimenti, l’Inghilterra, in Galles e a New York. Il resto lo si potrebbe già definire storia cinema e invece non fu proprio così, almeno durante tutto il periodo in cui film approdò nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.

Per un paradosso, a distanza di 40 lunghi anni, Highlander non sortì subito l’effetto sperato. Non suscitò nell’immediato quella risposta positiva non solo da parte della critica, un classico come quando il maggiordomo è colpevole in qualsiasi racconto di genere giallo, ma anche da parte del pubblico.

Eppure, a vederlo oggi, per certi versi, nonostante non rappresenti alcun tipo di innovazione tecnica e degna di nota da ricordare, il film presenta un taglio molto veloce e con scene accompagnate da brani, ritenuti oggi leggendari, sembra un’opera cinematografica molto attuale.

D’altronde, il film, molto probabilmente prima ancora della fase di montaggio, venne quasi pensato come un lungo videoclip. Nonostante ciò a realizzare le musiche, in un primo momento, c’era solamente Michael Kamen. Erano, per lo più, composizioni strumentali e quando venne mostrato una prima volta tutta la troupe notò che fin dall’inizio c’era qualcosa che mancava.

Un ulteriore dettaglio che avrebbe completato il quadro. Che avrebbe reso il film, appunto, proprio con l’aggettivo che abbiamo usato noi: immortale. Quando i Queen vennero ingaggiati per realizzare le canzoni di accompagnamento leggenda vuole che sia a Freddie Mercury e sia a tutto il resto della band il film non era mai stato mostrato…

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