Il 7 marzo del 1986 usciva nelle sale cinematografiche il film cult con Christopher Lambert e Sean Connery

Dunque, la storia originale del guerriero Connor McLeod, così come venne ideata dallo stesso Wyden, presentava elementi e dettagli totalmente differenti rispetto a quello che, poi, a partire dal 7 marzo del 1986 abbiamo visto tutti quanti. In primis, sia le atmosfere che il tono della trama si presentavano più cupe e violente. Nella testa di Wyden, Connor, in quella prima bozza, viveva ancora con la madre, il padre e un fratello minore.

L’amore della sua vita, Heather, non era stata mai presa in considerazione, ma al tempo stesso, il futuro ‘ultimo immortale’ era promesso sposo a una ragazza di nome Mara, la quale, una volta scoperto che non era mortale, lo rifiuta. A quel punto è lo stesso protagonista a lasciare di sua volontà il villaggio natio e anche in cui viveva, in seguito al mutato atteggiamento del suo stesso clan nei suoi confronti, anziché venir bandito come poi abbiamo visto.

Le differenze, però, con lo sviluppo finale della sceneggiatura non finiscono qui. Anzi, proseguono anche con il suo pseudonimo, che è, in un primo momento, Richard Taupin e non Russell Nash. Anche la sua spada, con la quale si destreggia nei duelli, è inizialmente diversa. Infatti, in un primo momento, nella bozza, l’eroe immortale non usa una Toledo Salamanca ma una spada a due mani.

Per quanto concerne il personaggio di Ramírez, che sarà interpretato dal leggendario Sean Connery, venne proprio pensato con origine spagnole e con anno di nascita relativo al 1100 e non un antico egiziano nato più di duemila anni prima. Anche l’antagonista, Il Kurgan, era descritto, sempre nella bozza, come una sorta di misterioso cavaliere e per non farsi scoprire usava lo pseudonimo di Carl William Smith. Rispetto alla futura versione che si vedrà sul grande schermo, non è un selvaggio, ma un assassino a sangue freddo.

E il personaggio di Brenda? Nella prima versione era presente anche lei, ma con un nome leggermente diverso: Brenna Cartwright, una storica del gruppo di musei americani, creato dal governo americano nella realtà, conosciuto con il nome di Smithsonian e che solo alle volte aiutava la polizia; dunque, non un componente del reparto della scientifica.

Ma il lungo elenco di elementi modificati durante la riscrittura non finisce con l’ultimo personaggio menzionato. Gregory Wyden, bisogna dire, aveva pensato, durante le prime fasi di sviluppo della trama, a qualsiasi dettaglio. Infatti, in un primo momento, gli immortali, addirittura, potevano avere figli. Nella prima versione, secondo le cronache dell’epoca, si era persino stabilito che lo stesso Connor ne aveva avuti persino 37.

In uno dei tanti flashback riportati nella prima bozza, c’era persino una scena in cui Connor partecipa al funerale di uno dei suoi figli. Mentre sua moglie, intorno ai 70 anni, con altri suoi due figli, che avrebbero avuto all’in circa una cinquantina di anni, scopre il suo segreto: che è come immortale.

Invece, nella struggente scena accompagnata dalla leggendaria canzone dei Queen, sulla quale ci ritorneremo più avanti Heather, prossima alla morte, non riuscirà mai a capire del perché Connor non ha mai mostrati gli inesorabili segni del tempo, rimanendo sempre giovane come quando lo aveva visto la prima volta.

Sempre nella prima stesura, così come si verrà mostrato sullo schermo, quando uno degli immortali esce vittorioso nei duelli non esisteva alcuna idea del rilascio di energia e non era neanche presente alcun riferimento al premio, ovvero la cosiddetta reminiscenza.

È vero, su questa parola ci dovremmo soffermare e non poco, partendo dal presupposto che il nostro tentativo di dare una spiegazione non sarà approssimativa, ma neanche precisa. In effetti, il termine, nella sua sostanza, possiede un significato in cui si fa pieno riferimento ai ricordi, alle conoscenze acquisite precedentemente. In tale contesto, non nella prima versione di Wyden, ma bensì quella che risulterà essere, poi, la versione finale della sceneggiatura, quando un immortale vince il duello conquista ulteriori poteri e conoscenze del suo avversario appena sconfitto, fino ad arrivare, al duello finale, con la reminiscenza: che sarebbe, in questo caso, la conquista di tutti i poteri e di tutte le conoscenze degli immortali precedenti.

Eppure, altre modifiche si sono registrate anche quando lo stesso Wyden giunse all’atto finale della trama. Infatti, gli stessi immortali potevano ancora percepirsi a vicenda, quando Connor uccide finalmente il Cavaliere, avverte un dolore acuto e bruciante, cosa che vedremo nel finale uscito il 7 marzo di quaranta anni fa. Ma subito dopo quella che sembrava la vera sfida finale, Connor percepisce un altro immortale nelle vicinanze.

Ciò significa, per lo stesso autore, della possibilità di realizzare un sequel e non un film autoconclusivo; ma di questo ulteriore elemento ne parleremo più avanti nel corso di questo reportage. Un dettaglio che ci permette di fare un balzo in avanti visto che per l’anno prossimo, quasi sicuramente, si parla dell’uscita di un nuovo film. Ma per il momento concentriamoci sul leggendario film di 40 anni fa.

Leggendario, appunto, ma che in primo momento se notate bene ciò che accadde dopo l’uscita, questa opera cinematografica non tenne fede al termine poc’anzi usata. Eppure, in fase di cast c’erano tutti i presupposti per rendere il film un vero e proprio successo epocale, con tanto di colonna sonora inserita nelle scene. Certo, scriviamo così a distanza di quattro decenni, eppure ci fu un problema che emerse successivamente.

Dicevamo del cast, vero. Ma ci sarebbe un ulteriore punto sul quale è bene soffermarsi, ovvero la scelta del regista che, rispetto alle altre storie di cinema che vi abbiamo raccontato, da parte dei produttori e forse anche dello stesso autore originale della trama fu Russel Mulcahy.

Quest’ultimo era conosciuto nell’ambiente non solo del cinema ma anche musicale per essere un regista di videoclip. Un azzardo, direte voi. Non proprio, visto il modo in cui questo film cult è stato poi concepito, montato e mostrato al pubblico di tutto il mondo successivamente…

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