Il 7 marzo del 1986 usciva nelle sale cinematografiche il film cult con Christopher Lambert e Sean Connery

“Veniamo dalle remote profondità del tempo, ci muoviamo attraverso i secoli, vivendo vite segrete, lottando per arrivare al grande incontro: il giorno in cui i pochi superstiti si batteranno, finché resterà uno solo di noi. Nessuno sapeva che eravamo tra di voi… fino ad ora”. Si, lo ammettiamo: la tentazione è stata fin troppo forte. Non aprire questo reportage in questo modo equivaleva ad un vero e proprio delitto. Vero, avevamo anche un’altra idea in mente, come per esempio questo più ironico botta e risposta: “Io sono in vita da quattro secoli e mezzo… e non posso morire”. “Ah, beh, ognuno ha i suoi problemi”.

Eppure la prima scelta, da parte nostra, risiede nella forza evocativa non tanto nelle parole introduttive, vigorose e mitizzanti della trama e del film che da oggi andiamo a celebrare, quanto chi l’ha letta fuori campo, seppur avendo la propria voce doppiata dalla controparte nostrana. Si, perché ammettetelo anche voi: le parole con le quali abbiamo deciso di inaugurare questo nuovo reportage le abbiamo sicuramente lette tutti quanti noi avendo in testa la voce, italiana, del compianto Pino Locchi; voce italiana del leggendario Sean Connery.

Un reportage, questo che prende il via oggi, come detto, e che sarà a metà strada le nostre classiche ‘Storie di Cinema’, la rubrica degli anni ’80 ‘Forever 80s’, ‘Anteprime’ e addirittura ‘Retrospettiva in musica’, per un multiplo appuntamento settimanale che garantisce mero approfondimento non solo su ciò che è stato, ma anche su ciò che sarà, concretamente, e su ciò che potrà essere del cosiddetto ‘Prince of Universe’.

No, non è questo il vero titolo del film, quello che abbiamo citato poco fa riguarda la leggendaria colonna sonora, incisa dai Queen, del film cult, del decennio anni ’80, dal titolo: Highlander – L’ultimo Immortale, uscito il 7 marzo del 1986.

Dunque, tra non molto saranno esattamente quaranta lunghi anni per un lungometraggio che presenta una storia tutta particolare, anche per quanto riguarda lo stesso titolo. Come sempre, anche in questa occasione, andiamo con ordine. Prima di arrivare ai nomi degli attori, del regista e della composizione della stessa colonna sonora, dobbiamo concentrare la nostra attenzione su un nome in particolare: Gregory Widen, un regista e sceneggiatore statunitense.

Questo nome segnatevelo per bene, cari lettori, perché fra qualche mese lo incontreremo per un’altra ed entusiasmante storia di cinema. Comunque, le cronache dell’epoca, apparentemente tra il 1984 ed il 1985, ci indicano una prima versione delle origini del film. Ovvero, cosa avrebbe portato allo stesso autore a concepire questa storia a metà strada tra il genere prettamente storico e quello fantasy. Infatti, secondo alcuni lo stesso Widen organizzò un viaggio in Scozia. Esattamente nella città di Edimburgo, dove si imbatté in un’antica armatura di un guerriero, vista nel museo della città.

La visione di quell’indumento di guerra innescò allo stesso Widen una serie di fantasie che lo portarono a domandarsi se quello stesso guerriero, che indossava quell’armatura, cosa avrebbe potuto fare se fosse stato ancora tra noi? Senza perdere ulteriore tempo, Widen, realizzò sia il soggetto che la sceneggiatura. E per quanto riguarda la seconda versione? L’autore avrebbe concepito la trama per un compito di un corso che stava frequentando all’Università della California di Los Angeles. Il suo professore, dopo aver letto quella che era solo ed esclusivamente la bozza di una sceneggiatura, consigliò al giovane scrittore di inviarla ad un agente cinematografico.

Si dice che lo stesso Gregory Widen vendette quella bozza per 200.000 dollari. Ma anni più tardi, sempre lo stesso autore, fu ancor più chiaro su come nacque l’idea del guerriero immortale:

“L’idea della storia era fondamentalmente una combinazione di ‘I Duellanti’, in cui racconta la storia di un tizio vuole finire un duello nel giro di alcuni anni, e una visita che ho fatto sia in Scozia che alla mostra di armature nella torre di Londra, dove ho pensato, ‘E se tu possedessi tutto questo? E se lo avessi indossato per tutta la storia e stessi facendo fare a qualcuno un tour della tua vita attraverso di esso?’.

Dunque, in questa dichiarazione, Wyden, affermò che il viaggio ad Edimburgo, in merito a quanto riportato nella prima versione che riguardano le origini del film, era vera e in più cita il titolo di un film del 1977 dal titolo, ‘I duellanti’ con Keith Carradine, Harvey Keitel ed Albert Finney diretto da Ridley Scott.

Un progetto cinematografico originato, se così si può dire, dalla combinazione di diverse fonti di ispirazione completamente eterogenee fra loro. E in merito a ciò aggiunse persino: “Sono sempre stato stupito che un progetto che ho scritto quando ero studente all’UCLA abbia avuto questo tipo di vita. Penso che il suo fascino sia l’unicità del modo in cui la storia è stata raccontata e il fatto che avesse un cuore e un punto di vista sull’immortalità”.

Ecco, soffermiamoci su una delle ultime parole che lo stesso Widen ha pronunciato. Da quello che è emerso è che lo stesso autore non si rese conto, fin dal primo momento, di aver realizzato una storia che toccasse il cuore di tutti coloro che, ‘negli anni a venire’, sarà vista e rivista molte volte e non solo per la spettacolarità dei duelli o per la colonna sonora. Ma su questo dettaglio ci ritorneremo più avanti.

Originariamente, però, il titolo scelto non fu quello che conosciamo tutti oggi, ma bensì: Shadow Clan, ovvero ‘Il Clan delle ombre’. Difatti, semmai i produttori avessero optato per tale scelta non avrebbero di certo commesso un errore visto che le frasi di apertura richiamavano, indirettamente, la prima idea di titolo per quello che sarebbe diventato il suo nuovo progetto cinematografico.

A questo punto perché viene scelto il termine Highlander? Semplice, per la parola stessa. Tenendo presente che il nostro titolo seguente a quello originale in locandina, non significa propriamente ‘ultimo immortale’ e neanche solo immortale. L’espressione faceva riferimento alle Highlands, ovvero una zona ben precisa della Scozia e ‘Highlander’, nella traduzione fedele alla realtà, sta per ‘abitante di quelle terre’.

D’altronde, il protagonista principale, Connor McCloed, nella storia, aveva origini scozzesi e, inizialmente, come viene mostrato nel film o quantomeno lo si lascia intuire, non nasce nel 1518 ma cento e dieci anni prima, ovvero nel 1408. Quando ancora l’America doveva essere scoperta…

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