Il 5 marzo del 1981 uscì nelle sale italiane il primo film di Massimo Troisi
Lo sappiamo già cosa penserebbe: ci direbbe che questo nostro reportage risulterebbe essere ‘scostumato’ perché troppo lungo; eppure, dopo ben cinque anni e un solo articolo, proprio in questo periodo di quattro anni fa, dobbiamo, però, rifarci con lui. Non lo ricordammo neanche per il trentennale della sua scomparsa, datata 4 giugno 2024. Però, lo ammettiamo non ci sentivamo di parlare di lui proprio in quell’occasione, ricordando quel maledetto giorno del 1994: da allora il magone che ci accompagna ancora non si è mai sopito, non è mai venuto meno.
Allora, sperando che non se la sia presa da lassù per tutto questo tempo che non lo abbiamo celebrato, siamo ugualmente fiduciosi che possa apprezzare la nostra attesa per quello che abbiamo pensato essere il momento giusto; il momento propizio che si è rivelato essere il 5 marzo del 2026 e noi, come al solito, con la nostra lunga analisi, celebrazione e ricordo, partiamo sempre qualche giorno prima.
Per esser ancor più precisi il 5 marzo di questa settimana una delle sue opere cinematografiche più famose toccherà quota 45 anni dalla sua uscita al cinema. Era il 5 marzo del 1981 quando uscì ‘Ricomincio da tre’, il suo primo capolavoro sul grande schermo, dopo aver conquistato tutto e tutti qualche anno prima. Si, Massimo Troisi in quel periodo, insieme all’altro suo collega Carlo Verdone, era uno dei comici più attenzionati dalla critica.
Anche Troisi, dopo la classica gavetta svolta nei teatri della sua città natale, San Giorgio a Cremano, si era fatto notare, grazie anche ai suoi due compagni di viaggio, Lello Arena ed Enzo De Caro, nella leggendaria trasmissione targata Rai ‘Non Stop’. I tre, per anni, diedero vita all’altrettanto leggendario trio conosciuto come ‘La Smorfia’, che a partire dalla seconda metà degli anni ’70 si fecero notare con quelli che erano definiti non tanto con il classico gergo proveniente dalla lingua inglese e, se vogliamo anche dagli Stati Uniti d’America, ma bensì con un’espressione particolare mutuata dal teatro: mini atti unici.
Insomma, per i tre ragazzi, soprattutto per lo stesso Massimo Troisi, i cosiddetti sketch non esistevano; semmai, quelle scenette comiche, erano dei piccolissimi spettacoli pensati, sviluppati e realizzati mediante il classico schema o la classica struttura del teatro. Di certo si parlava di cabaret, ma non di sketch. I tre diedero vita ad un nuovo linguaggio, ad un nuovo approccio che quasi nessuno rimase indifferente. E come si faceva ad essere indifferenti?
Impossibile, aggiungiamo noi. il primo successo fu abbastanza immediato, l’attenzione i tre l’avevano già attirata e dopo il famoso programma televisivo, ‘La Smorfia’, tra il 1979 ed i primi mesi del 1980 continuarono a conquistare consensi fino a quando, per lo stesso Troisi le sirene del cinema non divennero troppo forti per poter essere ignorate. Sirene che comunque attirarono anche gli altri due, ma che non portò agli stessi risultati di Massimo.
Le cronache dell’epoca ci raccontano di un cinema italiano che stava, già da allora purtroppo, perdendo smalto. Si parlava di una carenza di idee già allora e, dobbiamo ammetterlo, in questi lunghi 45 anni la situazione più che migliorare è peggiorata, rimanendo prima stagnante, per poi rimanere fedele al doppio binario della commedia e di film impegnati e fermiamoci qui per un momento, per poi, in seconda battuta riprendere il filo del discorso.
Quando Massimo Troisi decise di fare quel balzo che, d’altronde, tutti sognano quando si parla di voler diventare attore, è quello del mondo del cinema. All’inizio, forse per non bruciarsi anche saggiamente, la maschera napoletana, perché così deve essere riconosciuto, valutò diverse proposte che incominciavano ad arrivare, man mano che la sua notorietà aumentava.
“C’era tutta una fascia della commedia che non si sa come chiamare, che non aveva più niente a che vedere con la grande Commedia all’Italiana, che veniva a offrirmi film. Io, forte del fatto che facevo teatro, ero contento di fare le mie cose, e per l’imbarazzo di dover fare quello che mi proponevano, ho sempre rifiutato. Ho letto diversi copioni scoraggianti e poi non mi piaceva come questa gente si presentava”. Furono più o meno queste le dichiarazioni che lo stesso Massimo Troisi rilasciò in una intervista di qualche anno più tardi in cui rivelò come riuscì a realizzare la sua prima opera cinematografica.
Eppure, Ricomincio da 3 rischiò di non uscire in quel lontano 1981 e semmai fosse approdato ugualmente sul grande schermo, l’anno sarebbe stato di sicuro diverso. Diciamo ciò per un semplice motivo: sempre le cronache dell’epoca ci riportano il nome di due produttori che credevano fermamente nelle qualità e nel talento di Troisi. Si trattava di Fulvio Lucisano e Mimmo Berardi. I due, inizialmente, gli proposero’, sì, un film in cui Massimo avrebbe ricoperto il ruolo del protagonista ma con una trama del tutto differente.
Infatti, nelle intenzioni dei due produttori c’era l’idea di realizzare un film, sicuramente storico ma non si sa quanto comico o comunque con sfumature d’ironia, sulla storica figura del sovrano del Regno delle 2 Sicilie conosciuto come Re Franceschiello. Il progetto vedeva, in cabina di regia, Luigi Magni il quale, però e di cui non si conoscono molto bene i motivi, non se la sentì di proseguire.
A quel punto, quando ormai tutto era stato messo in discussione, fu proprio uno dei due produttori che si impuntò quasi, con la volontà ferrea di voler realizzare qualcosa con e per Massimo Troisi. L’artefice fu Mimmo Berardi, il quale si presentò nuovamente davanti all’attore con una proposta più allettante della precedente: ovvero di fargli scrivere, dirigere ed interpretare un film tutto suo.
Ovviamente, l’astro nascente del cinema italiano non se lo fece chiedere due volte e nel giro di poco tempo, con l’ausilio di quella che poi diventerà la sua collaboratrice in quasi tutti i suoi progetti cinematografici nello sviluppo delle sceneggiature, ovvero Anna Pavignano.
Sia il soggetto che lo script di ‘Ricomincio da 3’ vennero sviluppati in pochissimo tempo, considerando che l’antefatto riportato fino adesso, più la scrittura e la realizzazione avvenne entro e non oltre l’intero anno del 1980…