Con grosse novità, la rubrica interamente dedicata alle serie tv riparte con delle sorprese che giungeranno prossimamente

La serialità ha da sempre attirato il pubblico di tutto il mondo e di ogni età. Qualsiasi modo viene proposto c’è sempre la possibilità di fare centro, di conseguire un risultato: quello, appunto, di attirare sempre più l’attenzione verso un eroe amato dai più giovani o anche semplicemente dalle storie, senza dimenticare anche le ambientazioni. Ci sarebbe persino come ulteriore elemento da aggiungere a questo rapido e significativo elenco: la morale o comunque il significato di ogni episodio o di una stagione intera di una serie televisiva.

Sono questi gli elementi cardine di cui sono fatti, per dirla come negli Stati Uniti d’America, i cosiddetti show per la tv. Di certo, attualmente, andrebbe solamente identificarli con la più comune espressione di ‘serie’, togliendo l’ulteriore acronimo legato a quello che un tempo era considerato il tubo catodico, a causa dell’avvento delle piattaforme streaming in questi ultimi anni.

Ma la sostanza comunque non cambia. Ciò che muta è la modalità di proposizione delle stesse serie: dalle stagioni infinite di episodi a quelle con numero che non raggiunge neanche la doppia cifra, dagli elementi che ritornano fra alcune serie slegate fra di loro, alla trama che dura ad un solo episodio e quella che si sviluppa per un’intera stagione.

Nella rediviva rubrica interamente dedicata alle serie tv si farà semplicemente questo: analizzare tutto ciò che abbiamo indicato fino adesso e anche quello che magari ci siamo dimenticati di elencare, senza togliere nulla alle possibili recensioni; perché, per dirla alla Samuele Bersani nella canzone ‘Giudizi Universali’, qualche piccolissimo particolare si può perdere senza cattiveria.

In fondo, diciamo la verità, la serie tv, soprattutto negli ultimi anni, sono ormai considerate alla stessa stregua dei film, per non dire che lo show televisivo ha superato, di gran lunga in ambito d’importanza, l’evento stesso del film al cinema. È come dire che la televisione ha vinto sul cinema.

Opinione forte, opinione che non sarebbe neanche da prendere in considerazione semmai fosse stata esternata qualche decennio addietro, quando le serie, identificate con il termine di telefilm, venivano considerate solamente come un mero intrattenimento di serie b. Mentre il grande schermo era considerato il massimo, l’ambito premio dopo una gavetta fatta in un certo modo e senza ulteriori scossoni. Magari dopo aver preso parte proprio a qualche telefilm di successo o di notevole popolarità tra il pubblico.

Oggi sembra che sia tutto il contrario, ma ovviamente è anche un periodo storico ben preciso in cui lo stile e il taglio prettamente cinematografico si sia trasferito nelle serie tv, portando allo stesso livello entrambi. C’è di più: sempre le serie tv, al giorno d’oggi, sono da considerarsi come dei romanzi visivi rispetto al passato. Ma su questo dettaglio entreremmo in un discorso ben più ampio che non può e non deve, in nessun caso, essere approfondito in questo discorso meramente introduttivo, meramente di reboot della rubrica stessa.

Si, perché ‘Serie Tv’ oggi svolta nuovamente e lo fa, paradossalmente, contemplando la natura primaria di questi show seriali: ovvero gli appuntamenti continui rappresentati dagli episodi. Ovviamente questo articolo non può essere considerato tale; semmai, però, sarebbe un bene considerarlo come un ‘Pilot’ di una nuova serie o quantomeno di un nuovo format, il quale prende il via oggi e in cui si andrà ad analizzare, nella sua essenza, tutti gli elementi della serialità e quali sono quelli che contraddistinguono le singole serie, da quelle che le accomunano e sarà un viaggio magnifico.

Un viaggio svolto attraverso il tempo e le epoche, che rimbalzeranno da un anno all’altro, con la scusa non solo di analizzare ma anche di ricordare quelle che hanno fatto la storia della televisione in generale in cui ogni articolo sarà considerato come una sorta di episodio di un lungo discorso sulle serie tv; sempre ogni mercoledì.

L’elemento portante di una serie tv, non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo, è l’episodio. Una piccola partizione della ben più complessa e grande storia che si sviluppa nel corso delle puntate e quindi durante le settimane, è questa la definizione generale. In questo primo vero appuntamento con la rubrica ‘Serie Tv’, che ha per oggetto gli ‘Episodi’, ci soffermiamo su come la medesima divisione dello show televisivo ha avuto la sua evoluzione nel corso degli anni.

Evitando, per il momento, di andare ad indagare sulla terminologia del mondo delle serie tv, cerchiamo di concentrarci su diversi punti che differenziano la struttura dell’episodio di quelli che un tempo venivano identificati come telefilm e di quelli che oggi sono, propriamente detti, intesi come la partizione di una storia più grande.

Ebbene, tale frammento narrativo è da sempre contemplato come fondamentale nell’economia di una qualsiasi serie televisiva che si rispetti; indipendentemente da cosa si parli, chi è il protagonista e quali sono gli eventi. Ecco proprio da questo ulteriore punto si potrebbe addirittura partire questa non semplice analisi, ponendo l’accento sul presupposto che non si basa solo su concetti tipicamente oggettivi, semmai anche idee soggettive che tentano di spiegare e di definire questo elemento fondamentale.

L’episodio, in sé, deve essere considerato come un trait d’union tra un evento e l’altro, tra una parte e l’altra della trama più vasta e generale. È vero però che se si prendono in esame gli episodi realizzati a partire dagli anni ’60 in poi, per non dimenticare anche quelli delle serie televisive ormai considerate come dei veri e propri cult, la trama stessa, di quello stesso singolo episodio, aveva un inizio ed una fine.

Significa che tutto ciò che succedeva era racchiuso in quei 30, 40 o 45 minuti di show televisivo. Raramente succedeva che semmai la trama era troppo lunga occorreva ricorrere alla divisione dello stesso episodio, ulteriormente, in più parti, per poi proseguire con l’episodio successivo con un’altra trama totalmente differente dalla precedente.

Questo è quanto avveniva in passato, senza creare allo spettatore la problematica insita nel fatto che se si perdeva un appuntamento, in verità, si perdeva solamente un’avventura e non l’intero del filo del discorso o quantomeno non rimaneva a digiuno di un passaggio, magari fondamentale, della trama medesima…

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