Primo mini-speciale che ci permette di riattraversare, anche con alcuni balzi temporali, i 250 anni degli Stati Uniti d’America
Eravamo rimasti in sospeso tra la storia del 20 gennaio, il giorno del giuramento del Presidente degli Stati Uniti d’America, e l’approfondimento di quello che stava accadendo a Minneapolis, nello Stato del Minnesota. A distanza di quasi un mese esatto dalla nostra ultima pubblicazione per la rinnovata rubrica ‘Usa Stories’ torniamo oltreoceano nella nostra operazione di approfondimento della nazione che, giusto quest’anno, sta toccando quota 250 anni di storia.
Si, qualcuno sottolineerà il fatto che quel numero a tre cifre, quel numero che avrà il suo culmine il prossimo 4 luglio, in pieno svolgimento dei prossimi mondiali di calcio, insieme a Canada e Messico, non sarebbe mai pari al percorso evolutivo e appunto storico di qualsiasi altra nazione; storie secolari, per non dire, giustamente, anche millenari. D’altronde è un dettaglio che è sotto gli occhi di tutti, quindi perché rimarcarlo sempre?
Forse c’è una ragione del perché si tende a precisare sempre questo punto. Perché tale dettaglio è collegato ad un altro elemento non proprio irrilevante ed imprescindibile della stessa storia e quindi dello stesso percorso evolutivo americano: ovvero che i 250 anni che saranno celebrati fra più di qualche mese riguarderanno, senza troppi giri di parole, a quella che è, nei fatti ancora, la più antica democrazia moderna esistente nella storia.
In fondo, le date storiche parlano chiaro: il 4 luglio del 1776 è l’inizio ufficiale di una rivoluzione che, allo stesso tempo, iniziata qualche tempo dopo in quei nuovi territori e scoperti da almeno quasi tre secoli prima, i cui nuovi abitanti non solo commisero tragici errori, contestualizzati a quel periodo storico s’intende, ma contemporaneamente furono del tutto involontari di ispirare un’altra grande rivolta che ebbe molto risalto qualche anno più tardi: il 14 luglio del 1789.
Il giorno è quello della presa della Bastiglia, in Francia, e dunque si sta facendo riferimento all’altrettanto leggendaria Rivoluzione Francese. In verità, la famosa data ricordata, sopra, indica un momento preciso di una rivolta collettiva inaugurata, ufficialmente, il 5 maggio del 1789 e che si concluse nel novembre di ben dieci anni più tardi.
Per quanto riguarda questo 5 maggio in particolare, non è in alcun modo da confondere con quello che cadrà ben trentadue anni più tardi: ovvero il 5 maggio del 1821; giorno, mese ed anno in cui morì la leggendaria figura storica di Napoleone Bonaparte. Sempre per la cronaca, prettamente storica in questo caso, il generale francese era nato venti anni prima dell’evento storico che mutò la sua nazione, ovvero il 15 agosto del 1769.
Dunque, tornando a quelli che saranno i futuri Stati Uniti d’America, si può ben dire che i primi ispirarono i secondi, ossia i francesi, nella rivoluzione, ma per quanto concerne i principi costituzionali furono gli europei ad ispirare la nascente nazione suddivisa in cinquanta stati.
A questo punto non ci resta che dire: lo sappiamo cosa state pensando; siete convinti che stiamo divagando, cari lettori. In verità non è proprio così e neanche stiamo dando vita all’ennesimo reboot o remake della rubrica, per dirla con termini meramente cinematografici.
No, questa volta è una vera propria introduzione di un mero percorso che più di qualche anno fa abbiamo provato a portare avanti in altrettanti spazi interni a quella che un tempo era conosciuta solo e semplicemente come ‘Usa’. Quindi non è tanto il ripartire dal principio, quanto il riprende un certo tipo di discorso interrotto bruscamente intorno al 2023 e mai ripreso al cento per cento.
Un discorso storico, ci teniamo sempre a rimarcare questa parola come un mantra, per cercare di entrare in quella che sembra essere una nuova evoluzione degli stessi Stati Uniti d’America. Un’evoluzione particolare, strana e forse anche incomprensibile. Esulando da ogni tipologia di analisi del settore che di solito non trattiamo mai, ovvero quello politico, ci appare più giusto intraprendere un lungo viaggio in questi 250 anni di storia americana per poi giungere, anche se a sprazzi, alla situazione attuale.
Un po’, come giusto che sia, celebrarli, e un po’ cercare di entrare sempre di più nel merito in quelle che sono le tante pieghe che, a noi, ci appaiono ancora del tutto incomprensibili. Un’operazione che non avrà alcun scopo di portare aprioristicamente sì nel farvi apprezzare di più o di meno gli stessi Stati Uniti d’America o anche al contrario.
Semmai, che questa serie di articoli, di mini-speciali, di speciali più corposi e di reportage, si vuole porre come una sorta di prospettiva in più nel ben più vasto panorama di pubblicazione, sia come articoli e che come saggi tra i vari mass media e casi editrici per singoli testi o saggi, asettica da ogni tipo di pregiudizio in merito.
Neanche, questa stessa operazione, si vuole ergere come portatrice della verità assoluta riguardo una nazione che, nei fatti, è e sarà sempre composta da insieme di popoli. Ci atterremo solo ed esclusivamente ai fatti storici che si sono succeduti nel tempo e che ne hanno, nel ben o nel male, forgiato l’immagine.
Un’operazione iniziata, ufficialmente, esattamente nel lontano martedì 11 aprile 2023, mediante quattro rubriche che, in contemporanea, vennero finalmente inaugurate partendo dalle origini degli Stati Uniti d’America. Ulteriormente possiamo anche aggiungere che anche oggi, così come avvenne quasi un triennio fa, si prevede la partenza solamente, si fa per dire, di due di quelle che analizzano, in lungo in largo il territorio dei cinquanta stati.
Infatti, in un primo momento si decise di puntare sulle cosiddette ‘Origini’ più quella comunemente conosciuta con la classica espressione di ‘Far West’; con la consapevolezza di rimanere sulla suddivisione del territorio, oggi come ieri, in cui vi riporteremo molto indietro nel tempo. In un’epoca in cui la stessa nazione a stelle e strisce non era ancora la superpotenza che tutti quanti poi abbiamo conosciuto.
Un andare a ritroso nel tempo che ci permette, grosso modo, di raccontare a grandi linee, si spera, la storia dei primi territori che iniziarono a far parte degli Stati Uniti d’America. La storia di ogni singolo territorio, poi diventato ‘Stato’, che ha unito come una calamità popolazioni di tutto il mondo senza dimenticare la loro evoluzione sia in positivo che in negativo…