Tra il 13 ed il 30 luglio del 1930 si disputò la prima edizione del mondiale di calcio in Uruguay

Dopo l’esordio non proprio positivo per i messicani, tre giorni più tardi i cileni rappresentarono per la rappresentativa centroamericana, la fine del sogno uruguaiano. Successivamente le quattro sberle prese dai francesi, i messicani furono colpiti ed affondati per ben tre volte grazie alla doppietta di Vidal e dall’autorete di Rosas.

Mentre il 17 luglio tornarono a disputarsi per due matches: Jugoslavia – Bolivia e Stati Uniti – Paraguay. Se da un lato gli jugoslavi sembravano, ormai, lanciati verso la vittoria finale, non paghi di aver battuto i brasiliani, strapazzarono anche i boliviani con un secco 4 a 0 che. I marcatori furono: ancora Bek, con una doppietta, e a seguire Marjanovic e Vujadinovic.

E gli statunitensi? Almeno per quanto ci riguarda i sorprendenti americani vinsero anche contro i paraguayani con secco 3 a 0; a scatenarsi, questa volta, fu solamente un unico giocatore: l’attaccante Joseph Bertrand Arthur Patenaude con, addirittura, una tripletta.

Il giorno successivo, invece, il calendario proponeva un unico match in cui i padroni di casa dell’Uruguay tornarono in campo per aggiudicarsi anche la seconda vittoria contro i peruviani. A sbrigare anche questa seconda pratica ci pensò Castro a trenta minuti dalla fine.

E siamo arrivati al 19 di luglio e siamo quasi giunti alla fine della prima fase. A calcare il terreno di gioco furono quattro nazionali appartenenti allo stesso girone: i cileni contro i francesi e gli argentini contro i messicani. Se da un lato i transalpini, nonostante il loro esordio sprint, non riuscirono più a trovare la quadra per potersi qualificare al turno successivo, a causa del gol di Subiabre, gli argentini, dal canto loro, si trovarono in una situazione un po’ inedita.

Infatti, da un lato si ritrovano a subire tre reti dai messicani, ma dall’altro dilagano con un punteggio tennistico, per un 6 a 3 che ancora oggi sa di leggendario. A tenere alta la bandiera messicana ci pensa Rosas, con una doppietta, e a seguire Gayon. Ma i due, purtroppo, nulla possono non tanto contro il centrocampista Zumlzù, che anche lui firma una doppietta, semmai rimangono annichiliti da Guillermo Antonio Stabile, il quale si rende protagonista di addirittura di una tripletta; lo show argentino viene chiuso da Varallo.

E la giornata successiva poteva essere da meno anche il Brasile? Certo che no, che con un perentorio 4 a 0 contro i boliviani. Ad aprire e chiudere le danze in mezzo al campo ci pensarono, con una doppietta ciascuno, Moderato e nuovamente Pregguinho; l’altro match di giornata fu tra il Paraguay ed il Belgio. I sudamericani superarono gli avversari con una rete di Vargas Pena.

E giungiamo all’ultimo giorno della prima fase, datato 22 luglio 1930. A scendere nuovamente in campo furono l’Argentina di Stabile contro i cileni di Subiabre. Entrambi i calciatori menzionati timbrarono i cartellini per un 3 a 1 in favore dell’albiceleste. Stabile fu per la seconda volta di una duplice marcatura, arrivando a ben cinque reati realizzate fino a quel momento.

Ai due gol dell’attaccante argentino fece seguito Evaristo chiudendo di fatto la partita, mentre al Cile rimase solo l’onore salvato da Subiabre. Dopo quel 22 luglio seguirono ben tre giorni di riposo, per poi giocare la seconda fase che avrebbe avuto il via il 26 di luglio. Sì, una seconda fase molto breve rispetto a quella che conosciamo noi. una seconda parte di torneo che, nella sua essenza, fungeva anche da parte finale, visto che c’erano da disputare solo le semifinali e la finale.

D’altronde, se avete notato con molta attenzione, durante la prima fase non tutte le nazionali disputarono la terza partita. Come ricordato, in più di un’occasione, l’organizzazione dei mondiali non era come quella che conosciamo oggi; anzi, per essere precisi il prossimo 11 giugno tutti quanti scopriremo il vero effetto del nuovo mondiale a 48 squadre. Dunque, possiamo ben dire che da quel lontano 1930 ad oggi di cose ne sono cambiate.

Ma ci arriveremo in questi lunghi cinque mesi che si separano dal prossimo fischio d’inizio, con l’ulteriore precisazione che, in questa serie di appuntamenti speciali alcune edizioni non saranno comprese nello sviluppo del racconto. Il motivo? Lo scoprirete quando sarà il momento e pertanto riprendiamo a raccontarvi ‘Uruguay 1930’ con le quattro rappresentative nazionali rimaste per giocarsi la prima coppa del mondo di calcio.

Erano, a parte gli stessi padroni di casa dell’Uruguay, l’Argentina di Stabile, la granitica Jugoslavia e i sorprendenti Stati Uniti d’America. la composizione delle due semifinali era questa: Argentina – Usa e Uruguay – Jugoslavia. se qualcuno potrà pensare a due partite combattute fino all’ultimo minuto, con finali al cardiopalma purtroppo rimarrà ampiamente deluso. Il risultato tennistico di 6 a 1 si ripeté per ben due volte tra il 26 ed il 27 luglio del 1930. A farne le spese non furono solo ed esclusivamente gli americani ma anche gli europei dell’est.

Eppure, se Vujodinovic, al quarto minuto del primo tempo, sembrò indirizzare nel modo giusto la partita per la sua nazionale contro gli argentini; il gol di Brown, nell’altra semifinale, fu del tutto inutile gli argentini avevano già seppellito gli americani grazie alle marcature di Monti, Scopelli e due volte con Stabile e altre due volte con Peucelle. Brown segnò la rete della bandiera soltanto all’89° minuto della gara.

Tornando, invece, alla Jugoslavia, il povero Vujoadinovic regalò, inconsapevolmente, ai suoi compagni di squadra l’illusione del passaggio del turno; ma allo stesso tempo innescò la reazione rabbiosa dei padroni di casa che prima con Cea, doppietta, a seguire con Anselmo, anche per una doppietta, e infine con Iriarte qualificò i padroni di casa verso l’atto finale del 30 luglio contro l’altrettanto straripante Argentina per quella che sarebbe stata la prima vera e storica finale della coppa del mondo di calcio.

Anche in quell’occasione, come per le due semifinali, il match di chiusura di Uruguay 1930 si disputa nello Stadio del Centenario e che avrebbe visto la direzione del belga John Langenus, il quale aveva persino diretto gli stessi argentini contro gli americani…

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