L’8 febbraio del 1931 a Marion nello Stato dell’Indiana nasceva l’attore più ribelle della storia di Hollywood

Riprendiamo da un’equazione che non sembra sbagliata e che, nella sostanza potrebbe apparire logica e non sconclusionata: James Dean sta al cinema, come Elvis Presley sta alla musica? Si, il punto interrogativo, in tal senso, è anche d’obbligo e per un semplice motivo: non molti di voi, come giusto che sia, si troverebbe d’accordo con noi. non tanto per innescare la classica polemica, che non ci appartiene, semmai per una logica e democratica divergenza di prospettive.

Eppure, appare innegabile che l’avvento del ragazzo dell’Indiana nulla è stato come prima; il solco era stato tracciato e non si poteva più tornare indietro. D’altronde siamo negli anni ’50, il decennio successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e dunque tutto quello che sembrava andare controcorrente appariva come nuovo. Ma non è neanche detto che ogni gesto, il modo di vestirsi e di porsi o comunque di essere era volontario.

Nel senso che nulla era costruito era artificiale o costruito a tavolino. Così valeva per Elvis Presley, così è stato anche per James Dean. E, semmai, fosse sopravvissuto a quel 30 settembre? Eh, bella domanda; un quesito, come in molte altre occasioni, non ha mai avuto una risposta. Perché la risposta c’è la poteva dare solamente lui che ormai riposa, di controvoglia, da quel giorno di settanta anni fa.

Diciamo di controvoglia perché, al di là del fatto che tutti quanti noi potremmo avere delle passioni molto pericolose, siamo sicuri che James Dean avrebbe voluto vivere raccontando le sue leggendarie peripezie ed avventure ai suoi nipotini. Uno schema classico al quale, purtroppo, il destino non gli ha consentito di farne parte. Si, anche a James Dean, come l’altro illustre collega nato solo un anno prima di lui, aveva la passione, si per le macchine, ma semmai sarebbe più giusto dire: passione per la velocità.

Ma su questo aspetto ci torneremo a breve, senza dimenticare che è strettamente connesso al film ‘Gioventù Bruciata’. Quindi riprendiamo il nostro racconto arrivando, purtroppo, a quelli che sono, comunque, gli ultimi mesi di vita di Dean. La terza ed ultima opera cinematografica che riuscì a girare fu ‘Il Gigante’, in lingua originale ‘The Giant’.

Realizzato nell’estate del 1955, la cui data di fine riprese risalirebbe al 22 settembre, ovvero sette giorni prima della disgrazia, anche questo film uscì postumo ma non nello stesso anno. Esattamente il 24 novembre del 1956, dopo l’anteprima a New York il 10 ottobre dello stesso anno. Come per le precedenti due pellicole, anche ‘Il Gigante’ è tratto da un romanzo.

Nonostante le atmosfere potevano richiamare a quelle di John Steinbeck, come per ‘La Valle dell’eden’, questa volta ad ispirare il grande schermo e, in maniera del tutto involontaria, a regalare una terza via per l’eternità a James Dean fu la scrittrice Edna Ferber.

In quell’occasione, l’attore ribelle, ritrova il suo amico Sal Mineo e in più lavora con Rock Hudson ed un’affascinante Elizabeth Taylor. I quattro vennero diretti dal regista Goerge Stevens, il quale si ritrova per le mani uno di quei capolavori della cinematografia difficile da ripetere. Brillano in tutti, compreso lo stesso Dean che mostra, a distanza di poco tempo, una maturità recitativa fuori dal comune, nonostante la sua classica aria da apparente giovane sbandato ed indomabile. Durante la lavorazione del film legherà molto con Elizabeth Taylor, la quale raccoglierà una delle verità inconfessabili dell’attore stesso.

Con questo dettaglio dobbiamo tornare indietro di qualche anno e no, non quando ‘il ribelle’ sbarcò nuovamente in California a tentar fortuna o quando volò a New York per i corsi di recitazione. Ma bisogna risalire a quando lui era solo un adolescente.

Proprio a quel periodo in cui, dalla morte di sua madre, venne rispedito nello Stato natio per crescere in tranquillità o quantomeno per stare lontano dai guai. Purtroppo, le cose non andarono proprio come Winton Dean sperava. Com’è che si dice: nel cercare di aggiustare una cosa si finisce per rompere un’altra. Indubbiamente nessuno poteva immaginare che un pastore protestante se ne approfittasse di lui. Di questo terribile episodio, Jimmy, ne fece parola proprio con la Taylor, la quale mantenne la parola e il giuramento: di non rivelare questa tremenda verità se non dopo la sua morte.

Al di là di ciò, sempre sul conto di James Dean, ci furono anche delle voci incontrollate riguardante a delle relazioni, avute, non sempre con l’altro sesso. Dicerie, verità o entrambe le cose sta di fatto che ad un certo punto, incalzato da una domanda durante una delle tante interviste rispose in questo modo abbastanza ambiguo: no, non sono omosessuale. Ma non ho neanche intenzione di vivere la vita con una mano legata dietro la schiena. Che sia stata una semplice provocazione la sua o una mezza verità a noi non importa più di tanto.

Ciò che ci importa, all’interno di questo lunghissimo reportage, è quello di terminare, nel modo migliore, la sua breve esistenza, fermata sul più bello quado, ormai, la sua carriera era ormai in ascesa. Con quei tre film girati chi lo avrebbe potuto fermare? E soprattutto in quali altri capolavori avrebbe lavorato? Anche questa è la classica domanda da un milione di dollari al quale, però, con un po’ di fantasia si potrebbe tentare di rispondere.

Ma manca un tassello, quell’importante tassello che ci riporta al punto di partenza; che ci riporta all’inizio del reportage quando abbiamo affermato che il 30 settembre del 1955 non era proprio la fine di tutto, ma l’inizio di tutto. l’inizio della leggenda di James Dean, nonostante la fine della sua vita terrena. L’inaugurazione di un eterno ricordo che ha raggiunto anche i giorni e che semmai non fosse mai scomparso in certo modo, effettivamente, ribadendo la domanda, cosa ci avrebbe mostrato.

Soprattutto, avrebbe gareggiato con il suo collega quasi coetaneo Steve McQueen? In fondo questa idea ci è venuta in mente fin dal primo momento; fin dalla prima parola della prima riga scritta. Di certo, oggi come oggi, si possono fare solo ed essenzialmente ipotesi, come purtroppo anche nel caso della sua stessa morte…

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