L’8 febbraio del 1931 a Marion nello Stato dell’Indiana nasceva l’attore più ribelle della storia di Hollywood

Fino adesso, di James Dean, vi abbiamo raccontato per sommi capi la sua storia, i suoi primi anni di vita, anzi diciamo quasi per intero la sua vita ma non tutta la sua esistenza. Mancano dei dettagli, mancano degli aneddoti e che non riguardano solo ed esclusivamente quell’ultimo anno del 1955, terminato tragicamente in quel maledetto ultimo giorno di settembre. ci sono eventi e fatti che sono stati riportati anni dopo la sua morte e che, per certi versi, andavano ben oltre l’immaginario collettivo e non sempre in positivo, come spesso accade. Però, no: non è come potreste pensare inizialmente e come sempre, anche in questa terza parte andiamo con ordine.

Dunque, tre film. tre pellicole e, se vogliamo, tutte e tre di notevole qualità e rilevanza. Ecco, alle volte anche questo lo si può definire un bel colpo di fortuna, che se non supportato adeguatamente dalla prontezza di riflessi, nell’accorgersi che certi treni passano una sola volta, con conseguente freddezza nel riuscire a mostrare il proprio talento, non sempre si riesce a far centro.

James Dean, invece, ci riuscì. Non si sa quanto consapevolmente ma dal primo titolo cinematografico, considerando anche e soprattutto l’influenza che ebbe successivamente, bisogna dire che il destino ci mise lo zampino; come sempre accade in questi casi, d’altronde.

Partiamo da ‘La valle dell’eden’, film diretto da Elia Kazan e tratto dall’omonimo romanzo di John Steinbeck del 1952. Sul grande schermo, invece, approdò il 9 marzo del 1955. Inizialmente, per il ruolo del protagonista, ovvero di Cal Trask lo stesso Dean non era considerato come la prima scelta. Al suo posto i produttori volevano, per l’epoca, gli altrettanti i promettenti Montgomey Clift e Marlon Brando. Si, avete letto bene James Dean riuscì a spuntarla nei confronti del futuro Don Vito Corleone. Impresa non proprio da poco, potremmo dire.

Sta di fatto che le cronache dell’epoca ci riportano di vere improvvisazioni dello stesso attore ribelle. Degli esempi lampanti sono rappresentati dalla scena in cui James Dean balla nel campo di fagioli o persino la famosa posizione fetale che assume sul treno, dopo che il suo stesso personaggio aveva cercato di trovare la madre in una città vicina.

Senza dimenticare ciò che mostrò in un’altra scena ben precisa: quella secondo il copione ed esattamente nella scena del fallimento economico del padre di Cal Task, impersonato da Raymond Massey, inizialmente Dean, dopo che il personaggio di Massey aveva rifiutato ben 5000 dollari sarebbe dovuto fuggire; invece, quasi dettato dall’istinto, lo abbraccia. Kazan non ci mise molto ad intuire il talento istintuale dell’attore tenendo la scena per buona.

In effetti, la scelta del leggendario regista si rivelò vincente, non a caso sia la critica e sia l’Academy Awards, si accorsero immediatamente del giovane talento naturale e non persero tempo sia in lodi e sia in candidature per l’edizione degli oscar relative al 1956. Candidature alle quali, lo stesso Dean, purtroppo non vedrà mai.

Passando al secondo iconico titolo dobbiamo, comunque, già precisare che tra i tre titoli menzionati in precedenza, James Dean vedrà l’uscita di uno solo. dunque, dopo ‘La Valle dell’Eden’, il ragazzo nato a Marion si ritrovò su un altro set, altrettanto iconico, altrettanto leggendario. In lingua originale l’opera cinematografica, diretta da Nicholas Ray, il titolo è ‘Rebel without a cause’, il quale tradotto in italiano significa semplicemente: ribelli senza una causa.

Ma forse, da noi, quel titolo, così come lo abbiamo tradotto anche noi, non avrebbe fatto prese sui giovani dell’epoca. Meglio un ben più diretto: Gioventù Bruciata. Volendo, però, essere ancora più pignoli, la sceneggiatura, realizzata da Stewart Stern ed Irving Shulman, venne ispirata dal saggio di intitolato proprio: Gioventù Bruciata: l’ipnoanalisi di uno psicopatico criminale, del saggista Robert M. Lindner. Nonostante questo particolare, sia il regista che gli stessi sceneggiatori, non svilupparono mai la storia in base allo stesso testo, comunque fonte di mera ispirazione.

Dean, in quell’occasione, sul set stringerà amicizia con Sal Mineo, il quale morì ventuno anni più tardi e in circostanze misteriose, il 12 febbraio del 1976. Non solo, il cast era composto anche dalla promettente e sfortunata attrice Natalie Wood. Sfortunata per essere, anche lei, scomparsa misteriosamente in un poco chiaro incidente in mare all’inizio degli anni ’80 e precisamente il 29 novembre del 1981, presso l’Isola di Catalina.

Volendo andare ancora più affondo, Gioventù Bruciata o Ribelli senza una causa, come meglio preferite, nel corso del tempo, oltre allo straordinario successo trainato anche dalla tragica morte di James Dean a partire dal 30 settembre del 1955, il film stesso è stato annoverato tra quelli definiti ‘maledetti’.

In effetti, non è un caso che nel giro di ben ventisei anni i tre attori protagonisti della storia hanno tenuto fede, purtroppo al titolo del film. James Dean morì a ventiquattro anni; la stessa Natalie Wood a quarantatré anni e infine Sal Mineo a soli trentasette anni. È inutile rimarcare chi fosse il più giovane ad andarsene fra i tre, nonostante che l’attore nato nello Stato dell’Indiana, sempre fra i tre, era quello più grande. Infatti, James Dean era del 1931, Natalie Wood del 1938 e Sal Mineo del 1939. E, per evitare, ulteriori speculazioni non ci addentriamo su chi avesse bruciato di più la sua stessa gioventù.

Eppure, questo film, diventato il manifesto di ribellione per più generazioni ha mostrato al mondo qual era la vera passione, al di fuori dal set, dello stesso James Dean. Una passione che lo accumunava all’altrettanto sfortunato, per altri versi, Steve McQueen: le macchine e le gare automobilistiche. Questa opera cinematografica, indirettamente, era un suo personale manifesto.

Per un paradosso il ruolo che ricopriva nel film uscito il 27 ottobre del 1955, dunque quasi un mese dopo la sua tragica scomparsa, era quello più assennato degli altri personaggi. Ma anche in ‘Gioventù Bruciata’ emergono tutte le sue doti attoriali e, allo stesso tempo, del suo personaggio universale che traccerà un vero e proprio solco; come un prima ed un dopo…

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