L’8 febbraio del 1931 a Marion nello Stato dell’Indiana nasceva l’attore più ribelle della storia di Hollywood
La storia di cinema che vi stiamo per raccontare inizia e termina non in un solo decennio. Semmai è un lasso di tempo talmente breve che, ancora oggi, attira e conquista milioni di fan senza mai farne perdersi nelle pieghe del tempo. Guai, proprio nel parlare di cinema, ci si dimenticasse di un particolare non proprio scontato o quantomeno, di un brevissimo periodo che nel corso di questi lunghi settanta anni e mezzo è diventato eterno, come il protagonista di questa nostra nuova storia di cinema; protagonista, a sua volta, di questo nuovo ed imperdibile reportage. Perché, ammettiamolo, non è tanto per dovere di cronaca che stiamo pubblicando questo lungo appuntamento.
Il motivo risiede nella passione che questa redazione, indistintamente, ha nei confronti di quello che un tempo veniva considerato il mondo in celluloide. Si, ai suoi tempi era più o meno questa l’espressione basilare o di riferimento, per indicare il cinema in generale. Oggi si usa dire, come anche allora, settima arte e chissà cosa ne penserebbe il diretto interessato, semmai fosse arrivato ai giorni nostri, del modo di fruire le singole opere cinematografiche? Già, chissà.
Una bella domanda che dovremmo rivolgere a lui e di sicuro, se fosse tra noi, lo immaginiamo con il cappello da cowboy a coprire i capelli ingrigiti dal tempo, stravaccato sulla classica sedia a dondolo e con lo sguardo rivolto all’orizzonte, dove si estende una prateria immensa che circonda la sua casa, a godersi il panorama sotto il portico e dalle cui labbra spunta una classica pagliuzza.
Vero, direte voi cari lettori: lo andremmo a disturbare, lo andremmo a scocciare, magari, nel suo momento di relax. Ma la curiosità è troppo forte, soprattutto per una leggenda su cui avremmo già dovuto pubblicare qualcosa nei giorni di settembre del 2025. Un reportage culminante, esattamente, il giorno 30 settembre del 2025.
Tornando indietro nel tempo dalla data appena indicata questa storia di cinema, per un particolare paradosso, finisce ed inizia il 30 settembre del 1955. Un giorno in cui il destino, beffardo e maligno come sempre, strappa un ragazzo alla vita, consegnandolo per sempre alla gloria. Sì perché mentre tanti altri miti e leggende in cui in questi lunghi cinque anni abbiamo celebrato in diversi modi a FreeTopix Magazine, Lui, con la prima lettera maiuscola, rispetto agli altri come Clint Eastwood, Steve McQueen, Sean Connery, Gene Hackman e tanti altri ancora, aveva già fatto tutto.
Si, perdonateci questa semplicistica espressione e in fondo è la sacrosanta verità: perché James Byron Dean o più semplicemente James Dean, in quel maledetto ultimo giorno di settembre, già entrato nella storia del cinema, divenendo un mito assoluto, entrò nella leggenda e dal quale non nè uscirà più; ispirando, quasi sicuramente, tutti gli altri che abbiamo celebrato e, in modo particolare, nell’anno da poco trascorso: il 2025.
D’altronde prima di Clint Eastwood, prima di Sean Connery, prima di Gene Hackman, prima dello stesso Steve McQueen il quale, se vi ricordate, nel reportage interamente dedicato a lui affermammo che aveva rappresentato da apripista per tutti gli altri venuti dopo di lui. Ecco, prima dello stesso McQueen si potrebbe dire, e quindi prima di tutti gli altri, c’era, c’è stato e ci sarà sempre: James Dean.
Entrato nel mito, in vita, con tre soli film d’autore e kolossal, Dean, nella sua essenza, ha da sempre rappresentato, alimentandola, l’immagine del ribelle a determinati schemi della società dell’epoca; dell’America dei primi anni ’50. Tre pellicole, come si diceva un tempo, che, se viste oggi e con estrema attenzione, permettono di intuire anche quello che sarebbe stato il futuro di colui che, per tutti quanti noi, è rimasto solo un ragazzo; ma, allo stesso tempo, è anche la vera leggenda incontrastata di Hollywood.
Dicevamo dei film, di quei tre titoli che ancora non vi abbiamo menzionato ma sui quali, in questo lunghissimo reportage e omaggio dedicato al divo nato 95 anni fa ci ritorneremo. Ma come sempre e come diciamo spesso: andiamo con ordine e, se volete, allacciate le cinture, perché questa non sarà la classica storia di cinema ma anche un po’ di quattroruote o almeno così speriamo.
Dunque, James Byron Dean nacque l’8 febbraio del 1931. Venne al mondo in quella che prima del suo avvento sul grande schermo, la si poteva considerare come una delle tante contee sperdute ed anonime dello Stato dell’Indiana, si lo stesso Stato in cui quasi tre decenni più tardi sarebbe nato Michael Jackson. Solo che il futuro Re del Pop venne al mondo nella città industriale di Gary.
Mentre il futuro mito del cinema fece sentire i suoi primi vagiti a Marion, nella contea di Grant, James, detto Jimmy, nacque in una fattoria portata avanti dalla coppia di coniugi Winton Dean e Marie Wilson in Dean. Una coppia di quaccheri i quali, secondo le cronache dell’epoca, lasciarono i placidi territori dello Stato dell’Indiana per trasferirsi in quel di Santa Monica, Los Angeles, nello Stato della California.
Difatti, il padre di James, Winton, era riuscito, sei anni dopo la nascita di suo figlio, a diventare odontotecnico, garantendo al suo piccolo erede di venir iscritto alla scuola pubblica di Brentwood fino a quando, purtroppo, sua moglie morì di cancro nel 1940. Purtroppo, anche nel caso di James Dean dobbiamo constatare non tanto i momenti duri nella vita, quelli classici che possono essere visti come normali ostacoli da superare e aiutano a fortificare il carattere, semmai di vere e proprie batoste comuni a tutti coloro che alla fine riescono ad emergere contro tutto e tutti, pagandone, alle volte, un prezzo troppo alto; su questo ci torneremo più avanti.
Come per Gene Hackman anche James Dean dovette subire ed affrontare uno dei lutti peggiori al quale un figlio possa mai andare in contro: la morte prematura di un genitore e, in questo caso, la scomparsa di una madre. La signora Dean lasciò questo mondo quando suo figlio non aveva ancora compiuto dieci anni. Non conoscendo esattamente il periodo preciso in cui la donna morì, si deve presumente che James Dean aveva 8 o 9 anni quando gli accadde questa disgrazia…