Al via al primo numero, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, il nostro nuovo editoriale mensile
Riallacciandoci al discorso di ieri in questo nuovo mese che inizia oggi, domenica 1° Febbraio 20206, nonché secondo mese dell’anno, riusciremo a purificarci di tutte queste tossine che ci stanno rovinando il futuro e la prospettiva medesima del futuro che si aspetta? Ormai le singole situazioni, sia interne di ogni paese o quasi, e quella internazionale sono continuamente pressate da posizioni troppo radicalizzate d’ambo i lati; ecco, nel nuovo mese, seppur a poco a poco, inizieremo a lasciarcele alle spalle in maniera definitiva?
E, soprattutto, perché in questa seconda parte di questo nuovo e primo editoriale di FreeTopix Magazine, non più mensile ma settimanale, ci siamo soffermati o quanto meno abbiamo fruito del termine ben specifico ‘purificare’? semplice, perché è attinente proprio con quello che è il secondo mese dell’anno, febbraio, dunque.
Introdotto come abbiamo specificato ieri, guarda caso, dal secondo Re di Roma, Numa Pompilio, il mese di febbraio, nella sua essenza, non è stato solo attinente al concetto di purificazione ma anche di espiazione. Ma come sempre accade in questi casi, andiamo con ordine.
Innanzitutto, l’origine del nome risale dal latino antico e che significa, in tutto e per tutto, purificare. Volendo fare i pignoli, questo termine, a sua volta, significa: diventare spiritualmente puro liberandosi da colpe o peccati; redimersi. Quale sarebbe, a sua volta, la differenza con ‘espiazione’? Riparazione di una colpa commessa e liberazione dalla stessa mediante l’accettazione della pena inflitta a tale scopo.
Tornando al latino, il mese era conosciuto con il vocabolo ‘februare’ o ‘februus’ e le operazioni sia di purificazione e sia di espiazione erano dei veri e propri riti che avvenivano nell’antica Roma. infatti, i romani, proprio in questo periodo, svolgevano questi riti celebrando le due divinità etrusche Februus e della dea Febris. Riti che nella loro essenza aiutavano a prepararsi all’arrivo della primavera.
Eppure, i due riti, soprattutto quelli legati all’espiazione erano giustificati soprattutto anche per un altro motivo che, fino adesso, non abbiamo svelato del tutto: quello per noi oggi è il secondo mese dell’anno, in epoca romana, prima dell’avvento di Numa Pompilio, s’intende, era considerato l’ultimo mese dell’anno.
I riti di espiazione, dunque, servivano in preparazione della primavera, come detto, e quindi in preparazione del nuovo anno che sarebbe arrivato di lì a poco, il cui primo mese era quello di marzo. L’anno solare, in quel periodo, era costituito da dieci mesi ma non ve li sveliamo tutti. Li scoprirete a poco a poco ad ogni editoriale che pubblicheremo sempre tra l’ultimo giorno di ogni mese e il primo giorno del mese successivo.
Prima di concludere questo excursus storico, per curiosità, andiamo a scoprire uno dei tanti riti di espiazione che si svolgevano in epoca romana. Uno su tutti da ricordare è quello conosciuto con il termine: Lupercalia, da non confondere con il quinto album in studio del musicista britannico Patrick Wolf.
Perdonate l’ironia, ogni tanto ci vuole. Dunque, per lupercalia s’intendeva, anche, una sorta di festa celebrata verso la metà dell’attuale mese, tra il 13 ed il 15 febbraio e il cui nome deriva anche dal periodo dell’anno in cui i lupi, affamati in pieno inverno si avvicinavano minacciosi agli ovili dei greggi.
Cosa consisteva questa celebrazione? In lunghe camminate a piedi seminudi da parte di giovani sacerdoti chiamati luperci. Non solo, gli stessi sacerdoti presentavano, durante lo svolgimento di questo rito, le membra cosparse di grasso ed una maschera di fango sul viso. Portavano anche una pelle di capra ricavata dalle vittime sacrificate nel lepercale.
Storicamente questa fu una delle tante feste romane abolite per ultima o comunque fu una delle ultime a non esser più celebrata. Eppure, la tradizione rimase ancor ben salda tra gli anni 492 e 496. Si ipotizza, per non dire addirittura, si sospetta che la lupecarlia venne abolita definitivamente tra il 495 ed il 496; ma non si sa con certezza.
Cento anni più tardi, visto che nel periodo indicato, i riti romani stavano lasciando il posto a quelli cattolici, il secondo giorno di febbraio venne istituito come quello della Candelora. Ciò perché lo stesso rito della Lupercalia, come tanti altri sia dell’antica Roma e dell’Impero Romano, furono contemplati semplicemente come flokloristici.
E dunque, ritornando a noi, nel nostro tempo, nella nostra epoca, dopo questo, si spera, seppur breve racconto storico, cosa veramente possiamo auspicare per questo secondo mese dell’anno? Dovremmo effettivamente purificarci come vuole l’originale tradizione di febbraio? Forse si o forse no. E soprattutto come dovremmo espiare le nostre colpe. Al di là di usare termini abbastanza legati ad un tempo in cui alcuni usanze, tradizioni e, appunto, devono essere essenzialmente contestualizzati, per quanto riguarda quello che ci attende non sembra proprio roseo.
Di certo, semmai si dovesse parlare di espiazione, sarebbe quella di abbassare, una volta per tutte, il fuoco delle polemiche, essere più freddi nei giudizi, attendere anche le evoluzioni delle situazioni, anche quelle particolari. Lo scopo? Quello di non radicalizzare le posizioni o le convinzioni di ognuno di noi, le quali, sono sempre legittime e sacrosante.
Il punto è quello di armonizzare il dialogo in modo da risolvere il maggior numero di contrasti, controversie o comunque problemi che ci stanno rovinando prima il presente e poi il futuro. lo sappiamo, non sono discorsi semplici quelli che portiamo avanti; soprattutto in questa sede che oggi, in maniera totalmente diretta, racchiude diverse anime della nostra testa online.
Infatti, se da un lato l’editoriale si è trasformato in un appuntamento mensile, sperando che a sua volta si cristallizzi in una nuova nostra istituzione, dall’altro è stato inserito nella ben più ampia rubrica di ‘Attualità’. comprensiva, tra l’altro, anche di Occhio sul mondo, con Usa Stories, e senza dimenticare Parole Schiette, le news che diventeranno, a questo punto, breaking news.
Tutto questo per aver riorganizzato, si spera in meglio e comunque quasi in maniera quasi definitiva e soprattutto dopo cinque anni di pubblicazioni, un giornale che ha il merito di non prendere posizione, semmai di continuare a far riflettere intrattenendovi con notizie culturali; perché il nostro è un giornale culturale.