A Minneapolis, nello Stato del Minnesota, la situazione è in continua evoluzione

Ci fu un tempo in cui tre versi di una canzone furono sintomatici di un’intera generazione o quantomeno di un’epoca intera: sta accadendo qualcosa qui? Qualcosa di poco chiaro? C’è un uomo laggiù con la pistola e mi dice di prestare attenzione. In via generale questa sarebbe la traduzione dei primi tre versi di un brano uscito nel lontano 1967. Appunto, i mitici e leggendari anni ’60. Il decennio della guerra in Viet-Nam, il decennio delle grandi contestazioni proprio contro il conflitto in terra asiatica e in favore dei diritti civili.

Tempi lontani, tempi da ricordare e che ritornano alle volte e purtroppo, non solo perché qualcuno ha deciso, in preda alla nostalgia, di riaprire i cassetti della memoria. Ecco, appunto: la memoria, quella che non è mai corta, perché nessuno dimentica, a differenza di quanto si vorrebbe far credere aprioristicamente, e che ci riporta ai non fasti di un tempo.

Che riporta indietro le lancette dell’orologio in cui, in altre circostanze, sono accadute quasi le stesse cose. Raccontare una Nazione non è mai facile, specie le sue singole storie e soprattutto quando tutti sono in preda al pregiudizio in relazione ad un evento, di un fatto che è sotto gli occhi di tutti; perché ciò che è accaduto è deplorevole.

Non c’è alcuna giustificazione e mai ci sarà e non c’è neanche un ‘ma’ nel cercare, anche in apparenza, di giustificare l’ingiustificabile. Le immagini parlano assolutamente chiaro e stanno facendo il giro del mondo da sabato sera o pomeriggio, come meglio preferite.

Ciò che invece deve essere ulteriormente ed assolutamente portato avanti e, al tempo stesso, giustificato, alimentato e pompato all’ennesima potenza è la divisione, come sempre, in due fazioni come se fossero create o sistemate in due curve opposte. Tifoserie che se la cantano e se le suonano sul fatto di chi sia il colpevole, su come la si deve pensare e su come bisogna, in realtà, vederla e quindi di chi sia il migliore.

Di migliore, all’orizzonte, non ne vediamo nessuno. Solamente tutti in preda alla caccia alle streghe nel determinare e sentenziare, a caldo e neanche a freddo, su come quel povero infermiere ucciso con diversi colpi di pistola, dopo che la sua arma gli era stata sottratta, si metta in discussione quello che dovrebbe essere il pensiero comune; che d’altronde tanto comune non è. I fatti parlano chiaro e non c’è bisogno dei cosiddetti ‘traduttori simultanei’ per far veicolare un certo messaggio.

Ciclicamente ciò che è accaduto l’altro giorno a Minneapolis si ripete quasi sempre; alle volte le dinamiche possono essere diverse ma purtroppo accade, specialmente oltreoceano. D’altronde gli americani medesimi ci hanno sempre abituato ad agenti di polizia, ordinari o speciali o federali che hanno, purtroppo, il grilletto facile. Gli stessi americani ci hanno abituato, mediante la letteratura, le serie tv e il cinema di scenari, per loro stessi, in cui la libertà stessa veniva minacciata per poi cavarsela, come sempre.

Certo, direbbe qualcuno, si sono voluti creare l’immagine di quello che in verità non sono: dei supereroi. Che non sono o sono supereroi, che non sta per cadere una cometa sulla terra o che non siamo neanche in uno dei tanti romanzi realizzati da Stephen King; sì proprio lo scrittore di ‘It’ e, oltretutto, di uno dei tanti romanzi distopici ma inquietanti come sempre pubblicato nel 1979, ma giunto da noi nel 1981, La zona morta.

Non c’è bisogno di riportare la trama, sia del romanzo che della trasposizione cinematografica, come non c’è neanche bisogno di ripercorrere il drammatico pomeriggio di sabato scorso. C’è chi sta con il piede di guerra per barricarsi in posizioni troppo radicalizzate e chi, con molta ed estrema attenzione, osserva l’evolversi della situazione perché adesso, al di là di tutto, serve solo ed esclusivamente questo: fare silenzio ed osservare.

Osservare e ‘leggere’ oltre le righe pubblicate, accompagnati dai titoli sensazionalistici. È vero, anche noi ne abbiamo uno, ma in fondo è mutuato da un famosissimo film che in più di un’occasione abbiamo ricordato e celebrato.

non cavalcheremo la notizia, non pubblicheremo speciali o reportage tanto per acchiappare likes o visualizzazioni.

Presteremo attenzione alla vicenda che, mentre stiamo scrivendo e pubblicando questo semplice ed umile articolo, è in costante evoluzione. Per esempio, chi è doveva essere rimosso è stato, appunto, sollevato dall’incarico con tanto di pensionamento; di certo non basta.

Quasi sicuramente si dovrà attendere anche l’esito di un’indagine indipendente e congiunta avviata qualche ora dopo lo stesso fatto e al momento opportuno torneremo a parlare in maniera più completa di quanto è nei fatti accaduto o sta per accadere, ancora…

Per quanto riguarda i tre versi della canzone tradotti non proprio in maniera corretta? L’abbiamo condivisa qui sotto.

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