Il 16 gennaio del 1996, su Rai2, andava in onda la prima puntata della sorprendente serie interpretata da Gigi Proietti

Dicevamo dei momenti in cui si alternano scene di mera comicità, mai sconfinanti nella tipica macchietta, e momenti di riflessione, a momenti di mera drammaticità e questa parola non la usiamo per caso; ma prima sarebbe il caso di soffermarsi anche sull’audience che venne letteralmente conquistato in quelle lunghe settimane di metà gennaio fino al mese di aprile sempre dello stesso anno. Il primo episodio, supportato anche grazie da una buona dose di curiosità, conquistò ben 8.739.000 milioni di telespettatori; il secondo episodio dal titolo: Senso di colpa, lancia un secondo segnale, ben 10.636.000 milioni di telespettatori che diventarono ben 10.965.000 la settimana successiva, con il terzo film intitolato: Morte di una ragazza polacca.

A quel punto, con il passare delle settimane si attende il momento cruciale, la svolta che porterebbe ad una mera consacrazione di quel primo ciclo di episodi. Attenzione, però, non arriverà con i numeri ma durante una puntata in particolare di cui, fra non molto, vi sveliamo il titolo. Ma come sempre andiamo con ordine, ‘Violenza Privata’, quarto episodio, incollò davanti al televisore, nella prima serata del 6 febbraio del 1996 addirittura 11.530.000 milioni di telespettatori.

Come detto si attendeva il momento clou, quella svolta nella serie che avrebbe lasciato un’impronta indelebile nel cuore del pubblico italiano e, per un paradosso e seppur in costante crescita, risultando sempre vincente, nella gara dell’audience, i ben 12.028.000 di persone s’incollarono al tubo catodico, la sera del 13 febbraio del 1996 scoprirono tutto il vero talento di Gigi Proietti.

Nel quinto episodio, ‘Morire d’amore’, l’attore che fino a quel momento era stato sempre celebrato per le sue doti comiche, di attore versatile dal punto di vista teatrale, ma sempre nell’ambito della commedia, quella sera cambiò letteralmente registrò. Anzi, tutti noi iniziammo a vederlo e a considerarlo in tutta un’altra maniera.

In una scena ben precisa della puntata numero 5, dopo uno degli uomini scelti del Maresciallo, rimane ucciso nel tentativo di aiutare la propria ragazza, Gigi Proietti riesce a far commuovere in una scena in cui il personaggio si sfoga portandosi dentro il dolore di una tragedia che poteva essere anche sua.

La morte di un collega, benché giovane, al di là che fosse un suo subordinato, mette in discussione non tanto il suo essere uomo in divisa, no, rimette in discussione anche la responsabilità che aveva lui nei confronti di quel ragazzo in divisa e la responsabilità che lui ha anche nei confronti dei suoi stessi figli, quasi coetanei dall’appuntato Antonio Fait.

Una scena, quella dello sfogo, interpretata senza retorica, puntando l’accento di come sia traumatico andare a riporta la notizia della morte del figlio al rispettivo genitore, perché ‘è come se te morisse un figlio tuo’. Altre parole di commento sono completamente inutili.

Riprendendo la carrellata dei numeri vincenti dell’audience, il muro dei 13.000.000 milioni viene sfondato un paio di settimane più tardi, quando la serie venne messa in pausa per garantire una miglior visione dell’edizione del Festival di Sanremo di quell’anno, per evitare, di fatto, il fuoco amico. Infatti, il primo passaggio televisivo della prima stagione de ‘Il Maresciallo Rocca’ non fu Rai1 ma bensì su Rai2. La promozione sulla prima rete ammiraglia avvenne un paio di anni più tardi con il lancio della seconda stagione composta da soli quattro episodi. Ma torniamo agli ascolti della puntata numero 6 nel modo più preciso: L’ostaggio, difatti, permise allo show italiano nostrano di raggiunse il culmine dal punto di vista dell’audience: ben 13.721.000 di telespettatori.

Gli altri due episodi? L’amica del cuore e La vendetta conquistarono, rispettivamente, i 12.305.000 milioni di telespettatori e, proprio per chiudere con il botto finale addirittura con 15.585.000 di telespettatori; dunque, per poco non si raggiunse la soglia dei 16.000.000. Con una media, complessiva s’intende, di 11.938.000 milioni di telespettatori.

Era naturale che con questi numeri sia la Rai che la Solaris si mossero in direzione della conferma del progetto televisivo, proseguito per altre quattro stagioni; più una miniserie che rappresentò, nei fatti, il finale che chiudeva l’epopea televisiva del Maresciallo Giovanni Rocca.

Ma anche in questo caso siamo più precisi in merito al lancio delle singole stagioni: la seconda serie risale al 1998 ed è formata da ben 4 episodi; anche la terza, del 2001, conta 4 episodi; la quarta, di soli due anni più tardi, di ben 6 episodi; mentre la quinta nel 2005, in cui si contano altri sei episodi. Per quanto concerne quella che sarebbe ritenuta la sesta ed ultima stagione è composta di soli due episodi andati in onda nel 2008.

In tutte le stagioni, per ogni singolo episodio, gli argomenti trattati, per non dire le tematiche affrontate erano palesemente ispirate da storie di tutti i giorni, da fatti di cronaca, da trame, racconti o comunque storie in cui tutti noi ci riconoscevamo; molto probabilmente ‘Il Maresciallo Rocca’, per antonomasia, è stata anche una serie televisiva che ci faceva dimenticare gli eroi americani, convincendoci che anche da potevamo essere fieri di un eroe, un personaggio non diviso ma che univa tutti.

Un personaggio che ha appassionato milioni di telespettatori, sempre in merito alla prima stagione, con le sue indagini relative al racket, allo sfruttamento della prostituzione, della droga, della violenza in casa, dell’incesto. Un personaggio che che ha visto, in ogni singola puntata, anche l’apparizione di attori all’epoca famosi o che stavano solamente iniziando la loro carriera come Ettore Bassi, Riccardo Cucciolla, Nino Castelnuovo, Angelo Nicotra, Tosca D’Aquino, Jacque Sernas, Valeria Ciangottini, Orso Maria Guerrini, Valeria Fabrizi, Anita Zagaria, Maria Fiore, Andrea Tidona ed Emilio De Marchi.

Senza dimenticare anche altri attori ricorrenti in quasi tutte le stagioni come Mattia Sbragia, nei panni del Sostituto Procuratore Gennaro Mannino; Maurizio Aiello, nei panni del ragazzo di Daniela Rocca; Luigi Montini, nel ruolo dell’informatore; Veronica Pivetti, a partire dalla quarta stagione, e Roberto Accornero, nel ruolo del Maggiore Aloisi, almeno per quanto riguarda la prima stagione.

Una serie che, a distanza di trenta anni esatti dalla prima messa in onda, dovrebbe esser considerata come punto di riferimento per i nostri autori di fiction.

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