Dieci anni fa, nei cinema italiani, approdava uno il primo capitolo di uno degli spin-off più sorprendenti degli ultimi tempi

Ci sono storie che proseguono anche quando la parola fine è stata scritta da tempo. Storie apparentemente diverse ma parallele, storie appartenenti ad altre generazioni e che si ritrovano ad ereditare ciò che è stato per quella precedente, portando avanti un certo tipo di discorso, caricandosi il fardello sulle spalle. E alle volte, nell’accettare determinati destini, oltre che la maturità e la saggezza ci vuole una forte dose di follia.

È quello che deve aver pensato il regista Ryan Coogler tra il 2014 ed il 2015. La sua idea era talmente folle che neanche il diretto interessato ne voleva sapere. Anzi, per lui la parola fine l’aveva messa, nero su bianco, quasi un decennio prima.

Anzi, diciamo che i diretti interessati erano più di uno: colui che ideò la saga originale e il secondo che permise, dal punto di vista economico, la realizzazione di quelli che furono, per ben trenta lunghi anni, sei capitoli irripetibili della storia del cinema; dando vita ad uno dei franchise più redditizi della storia del grande schermo.

Come detto, Ryan Coogler ne era consapevole. D’altronde qualche anno prima, il regista di Oakland, si era fatto conoscere con l’interessante opera cinematografica dal titolo ‘Prossima fermata: Fruitvale Station’ del 2013. Ma molto probabilmente quella folle idea di portare al cinema una certa idea la teneva nel cassetto da tempo; forse quando era solo ed esclusivamente un adolescente o addirittura solo un bambino.

Venuto al mondo il 23 maggio del 1986, Coogler, qualche anno più tardi dalla nascita, quasi sicuramente, iniziò ad apprezzare quella saga sportiva la quale, a sua insaputa, lo ispirerà donando al mondo un altro atleta cinematografico, un’altra figura intrisa di valori universali, in cui le nuove generazioni potessero ‘affezionarsi’; un nuovo pugile cinematografico che, al tempo, fosse in grado di raccogliere quell’ingombrante eredità, senza sciuparla ma conservarla con grande dignità e parsimonia.

Diciamo che, in un colpo solo, il personaggio che lo stesso regista tirerà fuori dal suo personale cilindro magico, si ritroverà sulle sue spalle non una ma ben due pesanti eredità. Si, perché, anche per un paradosso, è vero che Coogler nascerà il giorno in cui Sylvester Stallone uscì nei cinema con il cult movie dal titolo ‘Cobra’. Ma è nato un anno dopo al leggendario capitolo della stessa saga che lo ha ispirato.

Potremmo dire, senza ombra di dubbio, che fu l’episodio numero 4, uscito nei cinema il 27 novembre del 1985,  della saga del pugile più famoso della storia del cinema, del pugile di Philadephia, dello Stallone Italiano ad ispirargli in quello che è nei fatti non solo il degno o il perfetto sequel; semmai il seguito naturale di Rocky, ovvero Creed.

Dunque, il personaggio di Adonis Creed inizia a prendere le mosse quando Coogler scopre la morte di Apollo Creed che, come tutti ben sanno, avviene durante il match contro Ivan Drago. Nessuno, in quel lontano 1985, avrebbe mai immaginato che quella morte, improvvisa e brutale, avrebbe avuto lo stesso effetto di un sasso lanciato nello stagno, dal quale sarebbe propagata un’onda per un’altra saga parallela.

Neanche lo stesso Sylvester Stallone, come ammise qualche tempo più tardi, aveva pensato ad un possibile risvolto nella storia. D’altronde l’ex – Campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed, interpretato dal compianto Carl Weathers, scomparso un paio di anni fa, venne immaginato dallo stesso Sly con una moglie ma con nessun figlio.

Eppure, per Ryan Coogler sa che il figlio esiste da qualche parte e nascerà illegittimo e solo quando avrà l’età giusta per comprendere determinate cose, una volta scoperta la verità sulle sue reali origini, farà di tutto per seguire le orme paterne mai e poi mai conosciute.

In via generale è questa la vera essenza non solo dell’intera nuova saga ma anche e soprattutto del primo e altrettanto storico capitolo inaugurale, il quale vide la luce il 25 novembre del 2015; una data, questa, non proprio scelta a caso e sulla quale, per ovvi motivi, ci dobbiamo soffermare un bel po’.

Giustamente, cari lettori, noterete, dal giorno, mese ed anno che, molto probabilmente, ci siamo persi, verso la fine dell’anno appena trascorso, che si siamo persi un anniversario. Non è proprio così, nonostante a FreeTopix Magazine abbiamo sempre dato la precedenza, per gli anniversari dei film, alle varie uscite americane.

Questa volta, lo dobbiamo dire, abbiamo voluto fare un’eccezione dando molto peso a quella che fu l’uscita nei cinema italiani, il 14 gennaio del 2016, e non tanto per diversi ordini di ragioni. No, questa volta il motivo è essenzialmente uno solo ed è inequivocabile: in questo nuovo anno, in questo 2026, legati sia all’universo di questa saga, Creed, e sia a quella di Rocky, saranno molti gli anniversari che andremo a celebrare.

Uno su tutti quello del prossimo 3 dicembre, quando tutto ebbe inizio, quando apparve per la prima volta sul grande schermo il pugile di Philadelphia. E il personaggio di Rocky è tutta farina di Sly, ma questa parte della storia del cinema, miscelata sapientemente dal destino, con la storia dello sport in generale ve la racconteremo quando sarà il momento giusto, senza allontanarci troppo dal tema di questo speciale.

Uno speciale che possiede, dalla sua, anche una parte musicale, visto che oggi è lunedì. non possiamo esimerci dal chiudere questa prima parte con il brano che, da un lato, inaugura la nuova settimana a FreeTopix Magazine, la prima con il canonico appuntamento de ‘La canzone del lunedì’.

Di certo qualcuno di voi storcerà il naso nell’ascoltare il brano che instilla la carica, con una base musicale che riprende, di gran lunga, una delle musiche originali composte, cinquanta lunghi anni fa, da Bill Conti. Chi è riuscito in questa missione è stato il compositore, direttore d’orchestra e produttore discografico svedese Ludwig Emil Tomas Goransson, meglio conosciuto come Ludwig Goransson.

Si, storcerà il naso visto che alla base non sussiste un sound o quantomeno un’idea originale di musica, ma molto probabilmente c’era nelle intenzioni di tutti non tanto di sostituire, quanto di fare entrare, nel cuore del pubblico, giovane, e in punta di piedi il nuovo personaggio…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *