Con la speranza che la Nostra Nazionale Italiana di potrà tornare finalmente a disputare la Coppa Del Mondo di Calcio

Canada, Messico, Stati Uniti d’America, Giappone, Nuova Zelanda, Iran, Argentina, Uzbekistan, Corea del Sud, Giordania,  Australia,  Brasile, Ecuador, Colombia, Paraguay, Uruguay, Marocco, Tunisia, Egitto, Algeria, Ghana, Capo Verde, Sudafrica, Qatar, Inghilterra, Arabia Saudita, Costa d’Avorio, Senegal, Francia, Croazia, Portogallo, Norvegia, Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Scozia, Spagna, Austria, Belgio, Panama, Curacao, Haiti e… sì, proprio così: la lista ancora non è completa. Mancano all’appello altre sei nazionali per completare la griglia di partenza per quelli che saranno i prossimi mondiali di calcio, quasi sicuramente, più lunghi della storia.

Tra i nomi delle nazionali che mancano all’appello o quantomeno quelle che ancora non si sono qualificate, ma che avranno la loro grande occasione alla fine di marzo c’è anche la nostra Nazionale italiana di calcio la quale, come tutti sanno, l’ultima volta che partecipò ad un mondiale fu quello in Brasile di dodici anni fa.

Dunque, ci sarà ancora da soffrire in questi due lunghi mesi e mezzo per un’attesa che dura altrettanti dodici lunghi anni. Un’attesa che si potrebbe tramutare nell’ennesimo trauma collettivo nazionale se, appunto, i nostri ragazzi, allenati da Ivan Gennaro Gattuso, non riuscissero ad approdare per la terza volta consecutiva al mondiale.

È vero, il detto popolare non è proprio dalla nostra parte: non c’è due senza tre, eppure siamo fiduciosi che questo proverbio, che sa di regola non scritta, non venga confermata per l’ennesima volta. D’altronde veniamo dal fallimentare Europeo di Germania ma, stranamente, da un altrettanto campionato europeo conquistato, sorprendentemente, quasi cinque anni fa. Sarebbero sei, ma il torneo che si doveva disputare nel 2020 venne rinviato a causa della pandemia come tutti quanti ricordano.

Ricordi indelebili come quelli del 2006, ricordi che possano essere altrettanto indimenticabili se anche quest’anno, indipendentemente dalla nostra forza attuale riuscissimo a viverci delle altrettante notti magiche, come quelle interrotte bruscamente e sul più bello il 3 luglio del 1990; come quelle vissute, come già precisato nell’estate del 2021.

Estate, appunto; da sempre la bella stagione è il periodo dei tornei estivi e quattro anni dopo la particolare coppa del mondo di calcio disputata prima di Natale del 2022, si ritorna alla collocazione temporale e stagionale tradizionale.

Infatti, il prossimo 11 giugno a città del Messico, con il match Messico – Sudafrica, si darà il via a quella che sarà l’edizione numero ventitré che già si può definire storica e per diversi ordini di ragioni: la prima è quella del numero dei partecipanti, non più 32 ma ben 48; la seconda è che per la prima volta un’edizione della coppa del mondo di calcio sarà organizzata da ben tre nazioni: appunto, il Messico, gli Stati Uniti e il Canada.

Se per l’ultimo paese rappresenta una mera novità, per gli altri due si parla, rispettivamente, della seconda volta per gli americani, dopo l’edizione del 1994, e la terza volta per i messicani, dopo le edizioni del 1970 e del 1986. Entrambi edizioni storiche, edizioni leggendarie che hanno contribuito ad alimentare il fascino stesso di questa tradizione inaugurata quasi cento anni fa.

Si, proprio così: mancano solamente altri quattro anni a quelli che saranno i mondiali del centenario e che si svolgeranno in ben sei nazioni, ovvero: Spagna, Portogallo, Marocco, Argentina, Paraguay e Uruguay. Anche in questo caso, per la Nazione iberica, sarebbe una seconda volta; come anche sia per l’Argentina e per l’Uruguay. Soprattutto per queste due ultime nazioni, le cui rispettive rappresentative nazionali svolsero la prima storica finale mondiale in quel lontano 30 luglio del 1930 a Montevideo in Uruguay

Solo in un secondo caso un’edizione della coppa del mondo di calcio terminò sempre il trenta di luglio: trentasei anni più tardi, ma a Wembley tra l’Inghilterra e la Germania. Una delle finali più famose della storia che si trascinò, al fischio finale, un’infinità di polemiche per un gol non gol degli stessi padroni di casa contro i tedeschi, i quali avrebbero già potuto bissare il successo dell’edizione del 1954 in Svizzera.

Dunque, in quello che è il primo di una lunga serie di speciali ci stiamo inoltrando in una carrellata di ricordi che non può finire solo in questi giorni di pubblicazione, scelti non proprio a caso. È vero che abbiamo iniziato oggi, 9 gennaio 2026, e soprattutto di venerdì quando, nella maggior parte dei casi i vari turni di campionato vengono inaugurati proprio in questo giorno della settimana; ma concluderemo domenica 11 gennaio quando mancheranno, precisamente, alla nuova coppa del mondo di calcio esattamente ben cinque mesi.

E allora, cosa fare tutto questo tempo? Come farvi trascorre l’attesa per non farla sembrare troppo lunga? Senza dimenticare gli spareggi di marzo prossimo? Semplice? Una serie di appuntamenti in cui vi racconteremo tutta, ma proprio tutta la storia dei mondiali di calcio. dalle origini alla prima edizione, dagli ultimi due mondiali prima del secondo conflitto mondiale, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Quindi partiremo a spron battuto fin da questo appuntamento meramente introduttivo? La risposta è al momento negativa. In questo primo speciale rimaniamo ancorati all’attualità, o meglio rimaniamo agganciati a ciò che sarà tra non molto con gli spareggi. Non possiamo evitarli, anche da parte nostra all’interno di queste pagine virtuali, per poi passare, con uno step alla volta, alla formazione di ogni singolo girone, concludendo con un momento particolare. Ma per il momento non vi sveliamo nulla.

Dunque, gli spareggi: si terrano dal 26 al 31 marzo e sono impegnati ben 16 nazionali, le quali non sono riuscite a qualificarsi durante le canoniche qualificazioni e che si ritrovano, nel vero senso dell’espressione anche se con il freddo di questi giorni non sarebbe un bene, all’ultima spiaggia per approdare nel mondiale americano, messicano e canadese.

Le nazionali sono: la nostra Italia, la Danimarca, la Turchia, l’Ucraina, la Polonia, il Galles, la Repubblica ceca, la Slovacchia, l’Irlanda, l’Albania, la Bosnia ed Erzegovina, il Kosovo, la Romania, la Svezia, la Macedonia del Nord e l’Irlanda del Nord. Passano il turno? Prima di rispondere a questa domanda, andiamo a vedere la composizione di ogni singolo girone formato, appunto, da ben quattro nazionali; un girone che vedranno direttamente delle semifinali ed una finale per stabilire chi si qualifica al prossimo Mondiale 2026…

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