Lo storico inviato di ‘Striscia la notizia’ si racconta ai nostri microfoni
C’è un Max Laudadio che tutti conoscono: volto televisivo, inviato storico del tg satirico di Striscia la Notizia, attore e presentatore. E c’è un Max Laudadio che pochi immaginano: un uomo che cammina tra gli alberi, osserva le stagioni cambiare, riflette sulla fede come guida concreta nella vita quotidiana. Tra un musical e un libro, tra una tournée e l’ultimo impegno editoriale Il cantico delle formiche, Laudadio racconta come il mondo possa essere vissuto con lentezza e libertà, senza mai smettere di sognare e parla della decisione che più di tutte ha segnato la sua quotidianità: l’educazione della figlia.

“Quando si sceglie di seguire una pedagogia come quella steineriana, ci si ritrova a fare scelte di vita coerenti con quel percorso. Ricordo la prima volta che l’abbiamo vista in giardino alla materna: tutti i bambini arrampicati sugli alberi. I genitori probabilmente avrebbero urlato, ma loro avevano bisogno di stare a contatto con la natura. È un modo completamente diverso di vivere e relazionarsi con il mondo, e ha trasformato profondamente la nostra vita”.
Per Laudadio la spiritualità non è delega: “Credo sia mio compito tentare di scardinare il preconcetto che chi crede sia passivo. La mia relazione con Dio mi obbliga a fare cose in più. La preghiera è guida concreta: senza fede spesso scegliamo ciò che conviene a noi, non ciò che è giusto”. Il contatto con la natura ha profondamente segnato Laudadio: “Quando vivi immerso nella quotidianità naturale, senza palazzi né tangenziali, cominci a percepire il mondo come un film: tramonti, stagioni, colori. Ti senti parte integrante. Papa Francesco ha spiegato benissimo questo concetto: riconoscersi nella natura rende tutto più semplice”.
Nonostante il successo televisivo, Laudadio non rinuncia alla scena: “Adesso sono in tournée con Aladin. Amo fare spettacolo, è parte di me. Rimango male quando le persone vengono classificate. Io sono parte della natura, personaggio TV, attore sul palco, un po’ tutto. La frenesia del mondo dello spettacolo la vivo nel momento, non nella quotidianità. Preferisco il ritmo lento che la natura insegna rispetto alla tangenziale”. Fondatore dell’associazione ON, Laudadio racconta la sua evoluzione: “All’inizio l’ho creata con lo spirito di portare bellezza sul territorio. Poi, facendo fatica in bosco a pulire i sentieri, ho capito che condividere la vita abbatte le distanze. Ogni persona, con diversità culturale o esperienza diversa, mi insegna qualcosa. La meraviglia di un cuore semplice è mille volte meglio di persone importanti. La popolarità serve a far riflettere, non a far dire bravo. È il momento di tornare all’etica vera, al ‘noi’ e non all’‘io’”.
“Il genio che interpreto insegna che la vita è fantasia e libertà. Nonostante tutto, bisogna continuare a sognare. È meglio essere liberi che inscatolati, avere sogni che essere rancorosi. Insegna anche a riconoscere i propri limiti: puoi imparare a ballare o recitare, ma bisogna essere coscienti di chi siamo”. Tra fede, natura, teatro e responsabilità sociale, Max Laudadio dimostra che il successo non è solo apparire: è scegliere consapevolmente, vivere liberamente e continuare a sognare. Con il libro Il cantico delle formiche, il ritorno sul palco con Aladin e progetti etici in arrivo, il suo percorso è una guida silenziosa a un modo diverso di guardare il mondo.
