Il primo reportage dell’anno è dedicato alla leggenda hollywoodiana nata il 5 gennaio del 1931
Altro anno, altre particolari ricorrenze da celebrare, tra compleanni ed anniversari malinconici; altre generazioni di figure leggendarie del cinema o almeno così sembra. Ne abbiamo contate e sono tre, almeno per la generazione del 1931, e non sono tutte da ricondurre solo ed esclusivamente al vecchio mondo in celluloide, anzi. Di sicuro, nel corso dell’anno appena iniziato, ci arriveremo al momento giusto e questa volta speriamo di non saltare nessun anniversario; lo speriamo.
Si, perché: in questo nuovo anno appena entrato nelle nostre vite ci sono anche altre generazioni da non dimenticare: quelle nate nel 1936, nel 1956 o ancora coloro che hanno o avrebbero tagliato il traguardo dei cento anni. Tra cantanti, attori, registi, scrittori personaggi storici. Ancora: eventi e fatti storici, opere cinematografiche, televisive, opere letterarie e musicali.
Insomma, c’è tanto da ricordare e tanto monitorare per quello che ci attenderà in questi nuovi e lunghi dodici mesi. Non vogliamo fare proclami. Non vogliamo neanche azzardare a tentare di accennarvi di quello che, nei fatti, abbiamo in mente.
Per la prima volta, in cinque lunghi anni non ci siamo adoperati nella realizzazione di articolo, speciale o reportage introduttivo, preferendo, senza troppi giri di parole, di entrare nel vivo nelle celebrazioni delle due dimensioni temporali: il passato ed il presente. E il futuro? non corriamo. Un passo alla volta. Dal 13 giugno del 2024 stiamo riuscendo in un’impresa senza eguali, almeno per noi: ovvero quella di non saltare neanche una giornata.
Adesso? Quale sarà il nostro obiettivo per questo 2026? Semplice: consolidare la continuità cercando di saltare il minor numero possibile di anniversari e quelli che non riusciamo a celebrarli per tempo saranno recuperati entro il mese in cui la ricorrenza è caduta. Altra bella sfida vero?
Cosa ne dite? Ci riusciremo? Per il momento, prima di incominciare il nostro primo reportage dell’anno, vogliamo ringraziarvi per averci permesso di toccare quota 10 visualizzazione sul nostro canale Youtube e di augurarvi, proprio per questo 1° Gennaio: l’augurio che sia, per tutti quanti voi cari lettori, il miglior anno della vostra vita.
Ma tornando al discorso di prima: semmai, proprio in questo primissimo giorno del nuovo anno, ci sarebbe da sottolineare un dettaglio che sembra quasi ininfluente: 1° gennaio del 2026, primo giorno del nuovo anno, primo giorno del primo mese dell’anno e primo, non speciale, ma reportage che inaugura non solo il 2026 ma, al tempo stesso, anche la nuova serie di appuntamenti, speciali, della ormai istituzionale rubrica: Storie di Cinema.
L’occasione non è ghiotta ma ghiottissima, potremmo anche dire. Eppure, la leggendaria celebrità che fra non molto andremo a festeggiare, per uno strano gioco di Hollywood, non è mai stata al centro dell’attenzione mediatica. Si, proprio così. A differenza dei suoi colleghi che abbiamo ricordato e celebrato nel 2025, i quattro leggendari nomi come Gene Hackman, Steve McQueen, Clint Eastwood e Sean Connery, l’altrettanto talentuoso Robert Selden Duvall, questo il suo nome per esteso, ha dato sempre l’impressione di essere schivo in tutto il suo percorso professionale; in tutta la sua lunghissima carriera.
Nonostante tutto i suoi ruoli non sono mai e poi mai stati secondari a nessuno, rispetto ai suoi colleghi. Consigliere della ben più famosa famiglia di Cosa Nostra della storia del cinema, i Corleone, nella leggendaria saga de ‘Il Padrino’; è stato un agente veterano della divisione pattuglia del corpo di polizia di Los Angeles; ha dovuto fermare un Michael Douglas completamente fuori di testa che si aggirava per le assolate strade di Los Angeles e, tanto per citare ancora qualche ruolo sempre non da poco, di prendere parte ad una serie impressionante di furti d’auto per salvare la vita ad una persona.
Questo è molto altro è stato in ben sessantatré anni trascorsi sul grande schermo, considerando che fra non molto spegnerà ben 95 candeline. Sì, perché il giorno 5 gennaio del 1931, nell’altrettanto assolata contea di San Diego, nello Stato della California, nasceva uno dei divi più silenziosi della storia del grande schermo: Robert Selden Duvall, semplicemente conosciuto solo ed esclusivamente come Robert Duvall.
Se a qualcuno di voi il suo nome non dice ancora nulla, di sicuro sono bastate le poche righe di sopra per rinfrescarvi la memoria sui ruoli apparentemente non rilevanti che ha ricoperto sul grande schermo. Eppure, siamo pienamente convinti che di lui non vi siete mai e poi mai dimenticati.
Di certo come i colleghi della sua generazione, Robert Duvall, ha avuto un percorso professionale molto lungo, con una gavetta molto lunga. Riuscendo a formarsi, non si direbbe e soprattutto avendolo sempre visto in determinati ruoli ben specifici, a teatro; precisamente a Broadway e non solo. Ma a questa parte della sua storia ci arriveremo presto, anche se non si può raccontare un inizio di storia privo di alcuni dettagli comuni a tutte le persone; famose e no. Dunque, Robert Duvall nasce, come già specificato, a San Diego la vigilia della Befana del 1931.
I suoi genitori si chiamavano William Howard Duvall e Mildred Virginia Hart, rispettivamente ammiraglio della marina militare americana ed un’attrice dilettante; quest’ultima, però, è stata una diretta discendente del famoso generale dell’esercito confederato, all’epoca della Guerra di Secessione, del generale Robert Edward Lee. Si avete capito molto bene, quel generale che un secolo più tardi si ritroverà ad essere omaggiato nella serie televisiva Hazzard. Infatti, la vettura dei cugini Bo e Luke, una Dodge Charger del 1969, era chiamata proprio Generale Lee.
Tornando a Duvall, si potrebbe sostenere che la futura stella di Hollywood non tradì le aspettative di nessuno dei due; in maniera indiretta: scoprendo le prime esperienze di vita dell’attore, si può ben notate, prima dell’avventura nel mondo del cinema, che è stato un reduce della guerra di Corea.
La sua partecipazione in quel conflitto, secondo le cronache dell’epoca, risale a partire dal 19 agosto del 1953 fino al 20 agosto dell’anno successivo, nonostante si riporta che il suo arruolamento effettivo nell’esercito degli Stati Uniti d’America all’inizio di quello stesso decennio.
Rispetto agli altri suoi colleghi, specialmente i quattro celebrati nel 2025, Robert Duvall, all’apparenza, non sembra aver subito grossi traumi durante i suoi primi anni di vita…