I due brani leggendari di ‘Do they know it’s christmas?’ e We Are The World’ in unico speciale

Riflettendo bene, però, per un prodotto realizzato sicuramente in grande stile e, allo stesso tempo, con grande umiltà grazie alle ugole d’oro della musica britannica e di quel periodo, gli anni ’80, serviva, di fatto qualcosa di più che un semplice articolo o, addirittura, un mini-speciale. Eppure, se fosse stato proprio così. Se ci fossimo dilungati, raccontando aneddoti legati alla produzione e alla realizzazione dello stesso brano, avremmo, di sicuro, snaturato tutto il senso della semplicità stessa dell’idea che si ebbe giusto 40 anni fa.

In effetti, alle volte pensare, realizzare e pubblicare speciali o comunque articoli in grande stile non sempre è una buona idea. si rischia, proprio in alcune occasioni, di essere ad apparire un po’ troppo prolissi e pleonastici. Soprattutto quando sussiste la semplice volontà di garantire e di tramandare il ricordo di qualcosa alle nuove generazioni.

Nonostante ciò, appare comunque giusto precisare, fin da subito, un particolare: parlare delle canzoni natalizie significa, seppure in minima parte, raccontare un piccolo e grande pezzo di storia della musica. Si, perché ogni singolo che si rispetti ha una sua storia da essere svelata o comunque ricordata, anche se magari non ci sono veramente molti aneddoti ad essa legata. Alle volte non basta una travagliata o fulgida ispirazione, semmai solo una giusta motivazione. E’ vero, senza volerlo abbiamo fatto anche la rima.

E questo è proprio il caso di ‘Loro lo sanno che è Natale?’ un titolo di una famosa canzone natalizia anni ’80. Meglio conosciuta con ‘Do they know it’s Christmas?’. Un brano che non ci mise molto a diventare un nuovo classico per le feste, insieme alle altre canzoni leggendarie. Tutto ebbe inizio, per quanto riguarda la composizione di questo singolo, per una causa umanitaria.

Dunque, eravamo rimasti che Harry Belafonte si arrabbiò, e non poco, con i suoi colleghi e fra non molto di sveleremo il motivo. Un motivo, al tempo stesso, semplice ma anche logico. Bob Geldof, dopo aver scritto la canzone con Midgre Ure, non contento, riuscì nell’impresa quasi impossibile di reclutare tutte le ugole d’oro della musica britannica di quel momento e non solo.

Quindi, oltre ai già citati Midge Ure, George Michael e lo stesso Bob Geldof, chi c’erano ancora: Bono Vox, Simon Le Bon, Phil Collins, Boy George, Glenn Gregory, Tony Hadley, John Keeble, Gary Kemp, Martin Kemp, Siobhan Faye, Jon Moss, Steve Norman, Paul Young, Keren Woodward, David Bowie, Holly Johnson, John Taylor, Roger Taylor, Andy Taylor, Nick Rhodes, Jody Watley, Paul Weller, Francis Rossi, Martyn Ware, Sting e Paul McCartney. Tanto per citarne qualcuno. Tra i crediti c’era anche Annie Lennox, ma sfortunatamente la cantante, al momento di registrare il proprio messaggio, destinato al lato B, l’audio non giunse in tempo per l’inclusione nel master originale.

La mossa che fece andare in porto il progetto accarezzato dallo stesso Geldof fu quella di affidarsi a Trevor Horn, un manager musicale molto rispettato all’epoca, il quale, però, si rivelò essere irreperibile, con la fortuna, comunque, di fruire i suoi studi d’incisione, conosciuti come i Sam West Studios di Londra. La registrazione avvenne il giorno 25 novembre del 1984, dunque un mese prima di Natale, e durò per ben 24 ore. Nessuno dei cantanti chiamati in causa percepì neanche un soldo per quella particolare performance musicale.

La canzone stessa ebbe un seguito e non solo per quello che accadde venti giorni più tardi negli Stati Uniti d’America, no. Il singolo in questione diede vita alla formazione della cosidetta Band Aid la quale, nell’anno successivo, si esibì in uno storico concerto organizzato nei cinque continenti. Quindi, il motivo per cui il cantante di Banana Boat si indignò così tanto non fu per il meritato successo del progetto di Bob Geldof, al contrario. fu che nessuno negli Stati Uniti d’America ebbe quell’idea tant’è che vennero tirati in ballo un mostro sacro della musica, Quincy Jones, e l’allora astro nascente della musica, nascente non tanto, visto che si era fatto le ossa con i Commodors, ovvero Lionel Ritchie il quale, proprio in quel periodo era riuscito ad ottenere un immenso successo con il singolo ‘All Night Long’.

Una volta che lo stesso Belafonte fece la voce grossa, i due si misero subito al lavoro contattando un terzo pezzo pregiato della musica afroamericana e mondiale, Stevie Wonder. Il punto, però, che lo stesso artista in quei giorni divenne irreperibile. Ma in tutto questo c’era da affrontare non solo il problema della canzone, ma anche un’altra problematica.

La seconda problematica era quella di come riuscire ad unire tante stelle della musica in un solo momento e senza che nessun impegno facesse saltare l’immensa organizzazione che si stava costruendo? Bella domanda che, a distanza ormai di quaranta anni esatti, ha una risposta positiva. Una missione impossibile, comunque, direte voi, cari lettori.

Missione, comunque, che iniziò ad andare in porto a poche settimane dalla data scelta per la registrazione: 28 gennaio del 1985. Quel giorno, di quel mese, non venne opzionato a caso. Proprio in quella notte uno dei principali protagonisti di questa incredibile storia musicale, Lionel Ritchie, era impegnato nella conduzione dei Grammy Awards. Si, proprio così: un cantante che faceva gli onori di casa nell’edizione dei premi musicali di quell’anno, di quel 1985.

Allo stesso tempo, lo stesso Ritchie, incaricato anche dal leggendario Quincy Jones, si rinchiuse a casa di Michael Jackson, visto che Stevie Wonder in quei giorni, diventati sempre più frenetici, si era reso misteriosamente irreperibile, per scrivere e comporre la canzone. Come spesso succede, forse anche per la pressione che iniziava a farsi sentire i due non riuscirono a trovare il cosiddetto gancio giusto, sia con le note che con le parole. In poche parole, l’ispirazione scarseggiava e anche molto. Oltre a questo, lo stesso autore di ‘All Night Long’, doveva affrontare anche altri problemi di una certa natura nella villa del Re del Pop…

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