Il 4 dicembre del 1980 il supereroe della Dc Comics tornò a volare sul grande schermo nel primo sequel superiore al precedente
È vero, ‘Superman III’ è tutt’altra storia di cinema, eppure bisogna dirlo, ricordarlo e precisarlo: quando il primo film del supereroe era in produzione, contemporaneamente, come già accennato in più di un’occasione, anche il sequel era già nella testa di Ilya Salkind. Ciò vale anche nel momento in cui, durante la lavorazione del secondo film, lo stesso produttore cinematografico, aveva già in mente ciò che sarebbe accaduto nel terzo episodio, dando vita, di fatto, ad una mera trilogia. Chissà se certe situazioni fossero andate per il verso giusto, Salkind avrebbe lavorato anche al quarto, mentre si stava realizzando il terzo?
A quali situazioni stiamo facendo riferimento? Semplice: al rapporto tra lui e Richard Donner. Già, che presa avrebbe preso quella che è nei fatti la prima saga cinematografica di Superman? Qualcuno, giustamente, farebbe notare che non ci sarebbe stata alcuna differenza, visto che sia il primo che il secondo capitolo fecero strage nei botteghini di tutto il mondo.
D’altronde ci potrebbe stare, ma in rapporto al terzo ed al quarto episodio, Donner avrebbe occupato in entrambe le occasioni la cabina di regia? Come abbiamo sempre sostenuto, la storia non si fa né con i sé e né con i ma. Nonostante tutto, non menzionare tale ipotesi determinerebbe l’incompletezza del discorso che stiamo portando avanti.
Nel senso che alcuni momenti, alcune scene condivise da Youtube non sono quelli canonici che ormai conosciamo, appunto, da lunghi 45 anni. Determinate sequenze furono tagliate, in fase di montaggio, dopo che lo stesso Donner venne silurato ed erano farina del suo sacco.
Richard Lester, da parte sua, mantenne intatta la seconda trama del sequel, che non era quella principale che vedeva Superman scontrarsi contro il Generale Zod e gli altri due supercriminali; no, era il tentativo di Lois Lane di scoprire chi fosse Superman nella vita di tutti i giorni.
In modo particolare c’è una scena apparsa solamente nel 2006, dunque 26 anni dopo l’uscita originale del film, quando lo stesso regista del primo film riuscì a mettere mano a quella che considerava la sua ‘seconda creatura’ cinematografica. Una scena tagliate il limite della drammaticità e commedia. Senza dimenticare che in Superman II doveva essere presente anche Marlon Brando, ma come abbiamo già specificato per motivi di budget venne tagliato fuori. Altro momento mai visto prima del 2006 è quello in cui lo stesso Kal-El si riprende i propri poteri per affrontare i tre malvagi kryptoniani, dopo aver commesso una gravissima leggerezza per amore.
Una trama, quella di Superman II, considerata, come già sottolineato, con uno sviluppo che l’ha resa superiore al primo ed incontrastato film del 1978. Ma è veramente così? forse sì o forse no; sappiamo, comunque, che alla base, questa risposta non soddisfa ancora nessuno di voi, cari lettori. Non è la prima volta che ci ritroviamo ad affrontare l’analisi di secondo capitolo di una saga. Quante volte ci è capitato di affermare o sancire, purtroppo, la debolezza o quantomeno, l’occasione persa di una produzione? Diverse volte. In questo caso, il concetto da esprimere ha radici ben più profonde.
Da sempre abbiamo sostenuto che in un determinato periodo cinematografico quando un film aveva successo, soprattutto inaspettato, anche se non è questo il caso, la produzione, nella maggior parte dei casi, rimaneva sempre spiazzata. Risultava essere sempre impreparata a quello che sembrava una vittoria non preventivata.
Una volta in cui si decideva di annunciare il tanto attesissimo sequel, le idee alla base per ogni nuova trama non erano mai chiare. Proprio in quegli anni di esempi del genere erano all’ordine del giorno. Eppure, per quanto riguarda i primi due capitoli del supereroe della Dc Comics, almeno per il primo sequel, i produttori non incapparono in questa trappola.
Il motivo è semplice e non è da ricercare solo ed esclusivamente dalla solidità della sceneggiatura, realizzata da Mario Puzo, David e Leslie Newman, non solo dai momenti ironici rappresentati anche dalle battute di Gene Hackman, mostrando un Lex Luthor ironico al punto giusto, con Ned Beatty, nel ruolo di Otis, che fungeva da spalla comica.
Non è neanche la presenza dei tre ‘super energumeni’ distruggono qualsiasi cosa che gli capiti a tiro per mostrare la loro forza e quindi superiorità nei confronti del genere umano. Non è neanche la battaglia finale, tanto attesa dal pubblico di tutto il mondo e gli spettacolari effetti speciali dell’epoca.
Il vero motivo per ‘Superman II’ è considerato superiore al primo, anche se da parte nostra ci teniamo a sottolineare che è di pari livello al film del 1978, è uno solo: ovvero che sia i produttori, gli sceneggiatori, i registi e, se vogliamo, anche il cast per intero, avevano seguito un’unica direzione, ben precisa, compresa la fortuna di girarlo o comunque di svilupparlo in contemporanea al primo capitolo. Sembra un dettaglio ininfluente, ma non è così.
‘Superman II’ nella sua essenza, insieme al capostipite, oltre ad esser considerato come una perfetta miscela di generi: dall’action alla fantascienza, dal fantastico all’avventura, funge, anche, da ‘prototipo’ per tutti i cinecomics che sono stati prodotti nel corso dei decenni. Non solo nel modo in cui vengono narrati le origini del supereroe, ma anche come si sposti l’attenzione sulle singole nemesi dell’eroe.
Di certo, sia nel primo che in questo secondo capitolo non vengono raccontate le origini di Lex Luthor; origini, però, che vengono raccontate in merito al Generale Zod, della donna Ursa e di Non. Altro particolare da non sottovalutare e che riguardava un’altra scelta ben precisa. Una direzione che forse non molti non colsero all’epoca e neanche oggi.
In quel progetto cinematografico il vero nemico di Superman, rispetto ai fumetti, non era Lex Luthor ma direttamente il generale Zod, intepretato dal compianto Terence Stamp, scomparso proprio pochi mesi fa. Dunque, il personaggio di Lex Luthor rappresentava, solo ed esclusivamente, un lungo momento di attesa per quello che sarebbe accaduto nel secondo ed esplosivo capitolo.
Superman II, quindi, a distanza di 45 anni esatti rimane ancora uno dei miglior sequel della storia dei cinecomics prodotti fino adesso. A superarlo? Il secondo capitolo dell’eroe di Gotham nel 2008, ma anche questa è un’altra storia di cinema.