Il 4 dicembre del 1980 il supereroe della Dc Comics tornò a volare sul grande schermo nel primo sequel superiore al precedente
Phillis Thaxther e Glenn Ford confermavano questa scia, specialmente con l’ultimo nome. Infatti, Glenn Ford è considerato il miglior Jonathan Kent fino adesso portato sullo schermo. John Schneider, il ‘biondino’ della serie televisiva ‘Hazzard’ si è mantenuto sulla stessa linea, per questo ruolo, nella serie ‘Smallville’.
Si arriva, dunque, alla nemesi di Superman: il malvagio Lex Luthor che ebbe il volto, per ben tre film della saga che venne inaugurata in quel 10 dicembre del 1978, dal premio Oscar per ‘Il braccio violento della legge’ Gene Hackman. E per quanto riguarda Jor-El, il padre biologico di Superman, il ruolo a chi venne affidato? Ad un attore, anch’egli premio Oscar, il quale, molto probabilmente, venne convinto con ‘un’offerta che non poteva rifiutare’.
Si avete capito benissimo, quell’attore era Marlon Brando e per ingaggiarlo la stessa produzione dovette sborsare una cifra davvero astronomica. Non si è mai capito, però, se la produzione venne trasferita da Roma a Londra anche a causa sua, visto che l’azione legare era mossa contro il film ‘Ultimo tango a Parigi’ del 1974. Forse sì o forse no, ma adesso è giunto il momento di scoprire come venne scelto l’attore iconico per il ruolo del supereroe.
Dustin Hoffman, Steve McQueen, Mohammed Alì, Al Pacino, James Caan, Clint Eastwood. Questi erano solamente alcuni nomi proposti dalla stessa Dc Comics per il ruolo di Superman e l’elenco non termina così, precisando tra l’altro che Dustin Hoffman venne preso in considerazione anche per il ruolo di Lex Luthor; ruolo che lo stesso attore rifiutò.
La parte venne proposta anche a Paul Newman e non solo per Superman, anche per Jor-El o Lex Luthor. Mentre la prima scelta della produzione, prima di scegliere come regista Richard Donner, ricadeva su Robert Redford o Burt Reynolds. Addirittura, si fece avanti anche Sylvester Stallone, forte del successo del primo ‘Rocky’, senza mai ottenere nessuna risposta, sia negativa che positiva.
Eppure, lo stesso Donner, fin da quando era salito a bordo del progetto, aveva una sola idea in testa: il supereroe doveva avere il volto di un illustre sconosciuto, così decise di provinare circa 200 aspiranti ‘Superman’ che giungevano da ogni parte d’America. fu solamente uno solo che alla fine la spuntò. Un giovane attore che, inizialmente, venne addirittura scartato perché non avesse il fisico giusto, ma con molto talento. Quell’attore venne ricontattato nel febbraio del 1977, dopo che lo stesso regista avesse scartato tutti gli altri.
Dopo che il giovane attore fu ingaggiato, si pensò di fargli indossare un costume ‘muscolare’. Una soluzione del tutto inutile, visto che lo stesso Christopher Reeve, questo il nome dell’attore scelto e diventato leggendario proprio per questo ruolo, promise sia al regista che alla produzione che avrebbe avuto il fisico adatto. Ci impiegò sei mesi e con l’aiuto di David Prows, da non confondere con il quasi omonimo David Prowse uno dei vari Darth Fener di ‘Star Wars’.
Le riprese ebbero inizio il 24 aprile del 1977 e terminarono nell’ottobre del 1978, due mesi prima dell’uscita del film, del primo film, per intenderci. Si, perché come già precisato in precedenza il progetto prevedeva la realizzazione in contemporanea di entrambi i capitoli cinematografici. In quei diciannove mesi la lavorazione non si rivelò tutta rosa e fiori.
Lasciando a parte i vari luoghi in parte negli studi Pinewoods, in parte in Canada, a New York e altre costruite per l’occasione, si registrarono dei ritardi che fecero indispettire i due produttori i quali, purtroppo, ebbero diversi scontri con lo stesso Richard Donner. Nel tentativo di mediare fra i tre o comunque di cercare di placare gli animi, come produttore venne chiamato Richard Lester, il regista di ‘Superman II’ in via ufficiale, nonostante il novanta per cento, sempre del sequel ovviamente, era già stato completato dallo stesso Donner. Ma questa è un’altra storia.
In merito alla colonna sonora, in primo momento, si pensò di ingaggiare Jerry Goldsmith, non a caso alcuni spezzoni di musica provenienti da ‘Capricorn One’ sono presenti in ambito promozionale a causa dei contrasti con i produttori al suo posto arrivò: John Williams.
Era naturale, comunque, aver raccontato, seppur per sommi capi, le fasi, anche abbastanza travagliate, dello sviluppo di quello che è considerato il primo vero cinecomic della storia del cinema. Perché, in fondo, se poi abbiamo visto i vari Batman al cinema, Spiderman, Hulk, Iron Man e tanti altri, ‘Superman’ ha dato il via libera ufficiale. Un’opera cinematografica pioneristica in cui anche l’attore principale, Christopher Reeve, è ritenuto anche lui come un vero e proprio pioniere. Lo stesso Richard Donner disse di lui: non interpretava Superman, era Superman. Anzi, è Superman; ancora oggi, rispetto agli altri che sono venuti dopo e che, per un motivo o per un altro, non hanno comunque sfigurato nel ruolo.
Venivamo al film, dunque. Basta dire e ricordare quelle poche cose ma buone, specialmente a distanza di oltre 45 anni e forse non ci si crede neanche che sia passato così tanto tempo e per un altro semplice motivo. Perché il ‘Superman’ di Richard Donner appare, oggi, invecchiato benissimo, moderno, giovane; nonostante presenti una visione sui cine comic più spensierato rispetto a quella attuale.
Una visione più fedele a ciò che è il supereroe in questione: la raffigurazione o la reincarnazione della speranza, oltreché di un significato ancor più mistico e religioso. Difatti, il personaggio di Kal-El è ispirato alla storia di Gesù per alcuni versi; questo perché gli autori originali dei fumetti erano di origine ebraica. Pertanto, anche la figura di Jor-El è ispirata a Dio.
Nel film ci sono anche altri dettagli che provengono dalla religione cristiana, come per esempio: Kal-El viene inviato sulla terra per salvarla, viene adottato e intraprende un viaggio per capire chi è nella sua essenza e da dove proviene; tutti richiama sia direttamente che indirettamente con il figlio di Dio. Ma a parte questo, bisogna tornare sul binario prettamente d’intrattenimento e ricordare cosa ha determinato il successo del film. Lo sviluppo della storia, le musiche, gli effetti speciali e gli attori. Quattro elementi che se miscelati, in maniera definitiva, diventano una vera e propria miscela esplosiva e ciò non è valso solo per il primo e leggendario primo capitolo…
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