Il 4 dicembre del 1980 il supereroe della Dc Comics tornò a volare sul grande schermo nel primo sequel superiore al precedente
Se pensate che con gli speciali dedicati ai film di ‘Superman’ erano finiti per quest’anno lo ammettiamo, ci siamo sbagliati di grosso. Parafrasando la battuta di un film di Sergio Leone che fra qualche settimana andremo a celebrare, possiamo tranquillamente dire: no, niente cari lettori: non ci tornavano i conti, ne mancava uno. Infatti, dopo avervi avvicinato, da giugno a luglio, con cinque appuntamenti speciali per l’uscita del tanto atteso nuovo ‘Superman’ di James Gunn, questo nuova pubblicazione tende a celebrare l’uscita, avvenuta esattamente quarantacinque anni fa, del sequel dello storico film con Christopher Reeve.
Infatti, era il 4 dicembre del 1980 quando nei cinema di tutto il mondo approdò quel secondo capitolo tanto atteso da critica e pubblico. Un secondo episodio su cui forse pochi sanno quanti ostacoli dovettero superare coloro che ci lavorarono nel dietro le quinte.
Come sempre: andiamo con ordine partendo dalla storia della realizzazione del primo film per poi accompagnarvi potervi alla scoperta su come nacque quella che è considerata, ancora oggi, la prima vera versione cinematografica della storia del grande schermo, con un attore sconosciuto diventato nel corso dei decenni, anche a causa della sua scomparsa prematura, il Superman per eccellenza.
Tutto lo si deve ad un nome, Ilya Juan Salkind Dominguez. È vero, è un nome super difficile da ricordare e memorizzare. E se magari vi dicessimo che è conosciuto al grande pubblico come Ilya Salkind, vi dice qualcosa adesso? Comunque, il tutto lo si deve a questo produttore, di origine messicana, che per molto tempo trattò con la Dc Comics per ottenere i diritti per la realizzazione cinematografica dell’iconico eroe ‘Superman’.
La trattiva si concluse quasi cinquanta anni fa, nell’anno 1974. Ovviamente, Ilya non concluse in solitaria. Con lui c’erano anche suo padre, Alexander, ed un altro produttore, Pierre Spengler. L’intenzione di Ilya era quella di realizzare, fin da subito, due film da girare in contemporanea. Senza perdere ulteriore tempo, i tre partirono alla ricerca di uno sceneggiatore e di un regista.
La prima opzione cadde su due nomi: William Goldman e Leigh Brackett. Entrambi scrittori e sceneggiatori, ma per motivi differenti rifiutarono tale occasione. A quel punto la direzione si spostò verso uno scrittore di fantascienza abbastanza conosciuto in quel periodo, Alfred Bester. Ma lo stesso venne licenziato in tronco qualche tempo dopo e per un semplice motivo, non era abbastanza famoso per Alexander Salkind, il quale ingaggiò, sempre per la sceneggiatura, un pezzo grosso.
Un nome, forse, anche po’ troppo altisonante; legato ad un romanzo che ha ispirato, a detta di tutti, se non una ma la miglior saga della storia del cinema: Il Padrino, il suo nome era Mario Puzo. Non un nome qualsiasi, dunque, il quale si mette subito al lavoro sviluppando una sceneggiatura i cui dialoghi, in un secondo momento, non sarebbero stati ritenuti validi.
A questo punto, con Mario Puzo nel progetto i tre produttori dovevano trovare un regista e qui, bisogna dire la verità, vennero accostati alla regia di ‘Superman’ nomi che hanno fatto veramente la storia del cinema. Da Peter Yates a John Guillermin, da Ronald Neame a Sam Penckipah. Ancora, William Friedkin e Richard Lester, attenzione questo nome tornerà in futuro
Ovviamente la lista non finisce qui, non abbiamo ancora menzionato a Francis Ford Coppola, Guy Hamilton, Steven Spielberg e George Lucas. Specialmente questi ultimi due dovettero, purtroppo, declinare per impegni già presi. È inutile ricordare, in modo particolare, su cosa fosse impegnato George Lucas in quel periodo, risulterebbe essere pleonastico.
Soffermiamoci, però, sul nome di Guy Hamilton. Era l’estate del 1975 e il regista, appunto, sembrava esser stato trovato e nello stesso tempo, Mario Puzo, completa le sceneggiature sia di Superman I e sia di Superman II. Eppure, qualcosa non andava. Incominciarono ad emergere i primi problemi durante la fase di sviluppo della trasposizione cinematografica.
Infatti, la prima stesura prevedeva che Clark Kent lavorava in televisione e, contemporaneamente, era presente anche un altro personaggio: Jax-Ur, uno scagnozzo del Generale Zod. Non solo, gli stessi produttori ritennero che le quattrocento pagine di script fossero un po’ troppe quindi, per rimediare, furono contattati: Robert Benton e David Newman non tanto per correggerla. No, per riscriverla.
Dunque, Mario Puzo aveva sviluppato le due sceneggiature per un totale di 400 pagine, completate nell’estate del 1975. Ma l’operazione di riscrittura, come accennato verso la fine della prima parte di questo speciale, era iniziata nel luglio del 1976, eppure i problemi a cui abbiamo fatto riferimento non erano proprio solo questi; erano ben altri e di gran lunga superiori di una semplice ‘rivisitazione della sceneggiatura’.
Con il copione, comunque, pronto s’incominciò a delineare una data d’inizio delle riprese e la produzione pensò di girare il duplice film, se non tutto, almeno alcune sequenze a Roma. Purtroppo, un contenzioso legale per un’altra opera cinematografica e i guai fiscali dello stesso regista Guy Hamilton, il quale un mese all’anno sarebbe dovuto rientrare in patria, cambiarono le carte in tavola in modo quasi radicale.
Per qualche tempo si fece l’ipotesi, per sostituire lo stesso Hamilton, con Mark Robson, ma ad un certo punto apparve all’orizzonte la sagoma di Richard Donner, il quale, una volta visionato il lavoro fino a quel momento svolto, decise di ripartire da zero. Le sceneggiature vennero considerate poco reali, anche nei dialoghi e dopo Alfred Bester, Mario Puzo, Robert Benton e David Newman, fu la volta dello scrittore Tom Mankiewicz.
Quest’ultimo cambiò diversi dettagli presenti nella versione precedenti, tagliando la presenza di Jar-Ux e, addirittura, un possibile cameo dell’attore Telly Savalas, a quei tempi famosissimo per lo show televisivo ‘Kojak’. Con Donner al timone finalmente arrivò il momento di scegliere gli attori, gli interpreti che avrebbero materializzato i personaggi visti sui fumetti in carne ed ossa. Ma anche in questo caso è meglio andare con ordine e non nel modo in cui vi aspettate.
Partiamo da coloro che interpretavano Jonathan e Martha Kent, i coniugi che adottano il supereroe appena arrivato sulla terra. La sensazione che si ebbe, già durante le prime fasi della cosiddetta preproduzione, e che si pensava di fare le cose in grande. Tale sensazione, appunto, venne confermata anche nella composizione del cast…