Il 31 Ottobre di 5 anni fa ci lasciava, all’età di 90 anni, il leggendario attore scozzese

A differenza degli altri tre suoi illustri colleghi, Sean Connery non ebbe e non subì gravi o particolari problemi famigliari che ne avrebbero potuto condizionarne la sua esistenza. A quanto pare le cronache dell’epoca non riportano nessuna situazione che avrebbe messo a rischio l’unione tra Joseph ed Euphemia. Dunque, si potrebbe tranquillamente sostenere che Sean Connery ha vissuto i suoi primi anni di vita, quindi la sua infanzia e adolescenza, in assoluta spensieratezza; senza subire altre problematiche esterne alla sua famiglia di origine, a quanto sembra.

Il contatto con il mondo dell’arte lo ebbe subito, fin da quando aveva solo undici anni. Se però, cari lettori, pensate che abbia tentato immediatamente con la recitazione, perché magari iniziava già a manifestare volontà e velleità recitative vi sbagliate di grosso. Il suo primo approccio fu con la danza.

A quel punto, vi chiederete sempre con la classica curiosità che vi contraddistingue, se, avendo una situazione familiare normale fosse, al tempo stesso, diligente anche tra i banchi di scuola? Neanche in questo le cronache dell’epoca ci riportano macchie di tal genere, nonostante a sedici anni lasciò l’istituto che frequentava per arruolarsi nella marina militare del Regno Unito; un po’ come fece Gene Hackman negli Stati Uniti ma per motivi molto differenti.

Si sussurra che proprio in quel periodo risalirebbero due tatuaggi ben specifici che si fece disegnare sul suo braccio destro: il primo era relativo all’amore per la sua patria, rappresentato dalla scritta ‘Scotland Forever’, ovvero Scozia Per Sempre.

Il secondo potrebbe essere considerato, giustamente, più personale costituito da un semplice: Mom & Dad, ovvero ‘Mamma e papà’. Con quest’ultimo dettaglio, molto probabilmente, si ha la prova che nei suoi primi anni di vita, davvero, non ha mai avuto subito problemi famigliari.

Tornando alle sue prime esperienze di vita, quella relativa alla Royal Navy durò, in tutto, un quadriennio causa di alcune visite mediche non positive per una grave ulcera gastrica, venendo, alla fine congedato. Nonostante le cronache dell’epoca riportano l’età di diciannove anni, ma essendo nel 1950, si presume che la particolare esperienza di posare nudo per l’Edinburg College of art, avvenne durante i mesi precedenti al 25 agosto.

Leggenda vuole che in quel periodo, Connery incominciò a svolgere diversi mestieri, anche i più improbabili, come: verniciatore di bare, il manovale, il lavapiatti, il bagnino; persino la guardia del corpo, per poi concludere questa particolare lista di esperienze anche come modello.

In merito all’ultima attività lavorativa, prima di iniziare a calcare i palcoscenici teatrali, si può sostenere che in questo caso, vista anche la sua presenza scenica era quello più consono a lui. Per un paradosso, fu proprio come modello che incominciò a farsi notare dal mondo della recitazione e allo stesso tempo, proprio tra i diciannove ed i venti anni gli accadde qualcosa di abbastanza traumatico.

Un qualcosa che normalmente qualsiasi persona, di quell’età, la vedrebbe e vivrebbe non solo come mera sfortuna ma anche come un vero e proprio trauma: il principio di calvizie. Fu proprio in quel momento che incominciò a diventare l’uomo più affascinante del mondo. Ma come sempre andiamo con ordine, perché siamo andati troppo oltre.

La sua prima vera esperienza come attore non fu in una semplice commedia dove l’unica preoccupazione era solamente quella di recitare, entrando in un certo modo nel personaggio che il regista gli aveva affidato, no. Il suo battesimo del fuoco era rappresentato da un musical, dal titolo: South Pacific.

Uno spettacolo teatrale in scena non nella sua amata Scozia, ma a Londra, in Inghilterra. Era il 1951. Due anni più tardi poté addirittura permettersi di partecipare a Mister Universo, la cui organizzazione risultava responsabile la Nabba, ovvero la National Amateur Bodybuilders Associaton. Nella categoria ‘Tall Man’, purtroppo, non riuscirà a qualificarsi tra i sei finalisti.

Al di là di non aver raggiunto l’ultimo step in tale competizione, a Sean Connery, grazie alla sua partecipazione Mister Universo, gli si aprirono le porte del piccolo schermo, senza, però, mai perdere contatto, inizialmente con il mondo teatrale. Un’esperienza, la sua, che durò fino al 1962. Si, proprio in quel magico anno per la cultura popolare britannica. In totale parteciperà a ben dodici rappresentazioni teatrali, compreso il primo titolo ricordato, tra commedie, drammi e, appunto musical.

E per quanto concerne il mondo della televisione? Il suo esordio sul piccolo schermo risale al 1956, apparendo nel primo episodio della seconda stagione della britannica intitolata ‘Dixon of Dock Green’, per poi concludere la sua esperienza negli show televisivi con un film per la tv del 1969: Male of the Species. Contemporaneamente, ritornando alla seconda metà del decennio precedente, il futuro volto del personaggio ideato da Ian Fleming, inaugura le sue prime apparizioni anche sul grande schermo.

Secondo le cronache dell’epoca gli anni da tenere in considerazione sarebbero due, ovvero il 1954 ed il 1957 e per un semplice motivo: nel primo titolo che andremo a ricordare la sua partecipazione non venne accreditata e si tratta de ‘Le armi del Re.

Mentre tre anni più tardi appare ufficialmente ne ‘Il club di gangsters’. Eppure, il 1957 fu un anno davvero fortunato per lui, non solo venne arruolato nel film citato di Montgomery Tully; ci furono anche altre tre registi che gli diedero fiducia, come Cy Endfield per I Piloti dell’Inferno, a seguire Gerald Thomas per La grande porta grigia. Per poi concludere il quartetto di lungometraggi di quello stesso anno con Terence Young per ‘Il bandito dell’Epiro’.

È inutile affermare da questo momento in poi non si fermerà più, ma per dovere di cronaca, prima del famoso 5 ottobre del 1962, prenderà parte ad altri sei titoli, di cui il penultimo è una simpatica anticipazione di ciò che entrerà nella sua vita. Si parte con ‘Estasi d’amore’ del 1958; si prosegue con ‘Darby O’Gil e il Re dei folletti’ e ‘Il terrore corre sul fiume’, entrambi del 1959.

Stranamente il 1960 è apparentemente un anno di pausa in cui tutto intorno a lui sembra fermarsi. È solo un’impressone. Difatti tra il 1961 e il 1962 tornerà con altri quattro film, di cui due saranno: Scotland Yard sezione omicidi, del 1961, e Il giorno più lungo del 1962…

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