Secondo appuntamento speciale interamente dedicato a John Lennon

In quella che è, nei fatti, l’ultima parte di questo secondo appuntamento speciale con John Lennon è bene fare, fin da subito, una precisazione. Una precisazione, già ampiamente anticipata nell’appuntamento di ieri, in cui avevamo affermato che non riusciamo a tenere presente tutti i dettagli di questa incredibile storia musicale iniziata, ufficialmente, il 9 ottobre del 1940.

In verità ci sarebbe anche un altro dettaglio da non sottovalutare e neanche da dimenticare. Questo secondo speciale ha come protagonisti assoluti non solo il musicista più influente della storia del Novecento, ma anche i suoi compagni di viaggio; ma anche in suoi compagni di questa avvenuta particolare.

Un’avventura che ci permette di ritornare, seppur per poco ancora, in quel di Amburgo. Esattamente nel momento preciso, in un primo momento solamente sfiorato da parte nostra, in cui i ragazzi incominciano ad incidere le loro prime canzoni; specificando che alcune di quelle registrazioni, purtroppo, verranno perdute per sempre.

Sta di fatto, comunque, che questi brani vengono conservate in quella che un tempo veniva definita audiocassetta e rilasciate nelle mani di George Harrison, il quale, sempre secondo la leggenda, aveva un contatto, un amico disc-jockey che operava alla leggendaria maleodorante cantina di Liverpool. Tra quelle registrazioni c’era un brano dal titolo: My Bonnie, contenuto nell’album di Tony Sheridan.

Il disc-jockey in questione si chiamava Bob Wooler non perde tempo ad inserire in quella che poteva essere considerata la tracklist della serata, i brani registrati dai quattro ragazzi, facendoli ascoltare nelle varie serate per cui venne ingaggiato dal leggendario club di Liverpool e fu lì che la storia della musica prese una piega inaspettata.

Ovviamente una piega inaspettata nel percorso esistenziale dello stesso Lennon, il quale si aveva voglia di diventare famoso. In più di un’occasione manifestò questa sua intenzione ma molto probabilmente neanche immaginava di andare oltre le più rosee previsioni per poi, molti anni più tardi, pagare un conto molto troppo salato nel momento in cui tutto, intorno a lui, si era normalizzato.

Tornando in una delle tante serate, nello storico Cavern Club era presente un certo Brian Epstein, un anonimo imprenditore inglese che diventerà non solo il futuro scopritore della band ma anche il manager della medesima. Quest’ultimo, ascoltando quasi distrattamente quei brani, si incuriosisce non poco decidendo, quasi all’istante, di conoscerli per poi aiutarli ad avere il successo che neanche lui immaginerà di garantire a loro. Ma tra lui e i Beatles è vero che verrà stipulato un accordo, ma non subito scritto per non vincolarli nell’immediato.

Ci sarebbe anche un altro particolare fino adesso non proprio esplicato nel modo giusto. Non tutte le incisioni fino a quel momento realizzate furono effettuate in Germania, ma anche in Inghilterra, quando la stessa band vi faceva ritorno per staccare brevemente dall’ambiente tedesco. E sempre in quello stesso periodo, precisamente il 15 ottobre del 1960, che avvenne il primo ed unico avvicendamento nella storia della band.

Fin dagli embrionali Quarryman parlare di mera sostituzione non sarebbe giusto. Come già precisato la band venne sempre più allargata e venne ristretta solo a causa di coloro che abbandonavano il progetto per svariati motivi. Ci sarebbe anche da ricordare che dopo l’abbandono di Stu Sutcliffe, quest’ultimo, non venne mai e poi mai sostituito, sancendo, se così si potrebbe dire, la formazione a quattro.

Eppure, Pete Best fu il primo ed unico a rendersi protagonista, ovviamente involontario, di una scelta del genere. Al suo posto? Un altrettanto e giovanissimo Ringo Starr come batterista. Ad effettuare tale cambiò fu proprio il manager Brian Epstein.

Fu proprio in quel periodo che venne realizzata la leggendaria Love me do, con la quale abbiamo inaugurato il primo speciale; canzone che venne inclusa, in un secondo momento, in quello che poi diventerà il primo long play della loro storia e della loro carriera. Un 33 giri costituito da ben 14 canzoni, comprensivo del brano pubblicato ufficialmente il 5 ottobre del 1962.

Un disco, pubblicato il 22 marzo del 1963, intitolato, però, con quello che verrà considerato uno dei primi cavalli di battaglia della band: Please, please me; ma adesso andiamo a fare un ripasso su tutti i titoli fino ad ora condivisi da Youtube: I saw her standing there; Misery; Anna (Go to him); Chains; Boys; Ask my why; la stessa Please, please me; la stessa Love me do; P.S. I Love You; Baby It’s you; Do You want to know a secret; A Taste of honey; There’s a place per poi concludere il tutto con la leggendaria cover di Twist and Shout.

Una prima raccolta di inediti presa sottogamba, in un primo momento e come abbiamo ricordato in precedenza; infatti, la vera espressione usata dalla critica dell’epoca fu semplicemente questa in riferimento ai brani costituenti il primo disco: canzonette.

Dunque, la prima impressione fu sì positiva, ma non a tal punto da pensare che quei quattro ragazzi di lì a qualche anno avrebbero stravolto il mondo delle sette note con la loro musica, caratterizzante delle atmosfere puramente inglesi, ma con l’orecchio sempre incollato da ciò che sopraggiungeva dagli Stati Uniti d’America.

D’altronde era normale. John Lennon, Paul McCartney, George Harriso e Ringo Starr erano ragazzi, anche se all’epoca all’età di venti anni e più si veniva già considerati uomini, erano cresciuti con tutti quei miti che provenivano oltreoceano; soprattutto con quel genere musicale nato nel 1954 che sconvolse tutto e tutti: stiamo parlando del rock’n’roll.

Ma In quel 1963, però, i ragazzi non attesero l’anno successivo per sfornare, diciamo così, il loro secondo long play. No, tenendo fede al proverbio ‘battere il ferro finché è caldo’, otto mesi più tardi i quattro ‘scarafaggi’, in accordo con il loro manager, Brian Epstein, decisero di pubblicare la loro seconda raccolta di inediti. Altre 14 canzoni che videro la luce il 22 novembre del 1963, dal semplice titolo: With the Beatles.

Negli Stati Uniti d’America arriverà qualche mese più tardi, nel primo mese del 1964, soprattutto in un momento molto, ma molto particolare per la nazione a stelle e strisce. Ma questa parte della storia ve la raccontiamo nell’appuntamento speciale numero 3.

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