Il 1985 rappresentò l’anno del commiato per i cugini più famosi della storia della televisione

No, non è uno speciale nuovo che stiamo pubblicando, anzi fu uno dei primi che vi proponemmo in quel giugno del 2024, quando decidemmo di rivoluzionare la pubblicazione di quelli che un tempo li consideravamo come dei lunghi articoli divisi in tre parti. In quell’occasione, se la memoria non ci inganna, fu il primo, comunque, uno dei primi a venir spalmato lungo la settimana mediante cinque parti. Era il 27 giugno di quello stesso anno e, sempre in quell’occasione, riuscimmo a recuperare uno dei tanti anniversari che c’era sfuggito in quei mese. Una ricorrenza, positiva, che era caduta il 26 gennaio del 1979.

A distanza di un anno e mezzo, vi riproponiamo questo che oggi definiamo reportage, con le dovute correzioni rispetto alla prima volta, per coprire, se così si potrebbe dire, non un uno ma altri due anniversari. Entrambi collegati a quel gennaio di fine anni ’70 e sono: 8 febbraio del 1985 e il 5 agosto del 2005. Tre date cha rappresentano un inizio, una fine ed un omaggio cinematografico, se almeno così si potrebbe dire. Ma per capire di cosa stiamo parlando, a cosa stiamo facendo riferimento è più giusto raccontarvi tutto dall’inizio con le parole usate a partire da quel 27 giugno del 2024.

Vi dice qualcosa il titolo ‘Moonrunners’? E’ il titolo di un film americano del 1975. Però è ovvio che non vi dica nulla, la pellicola nel nostro paese a forma di stivale non è mai arrivata. Sembra che l’autore della sceneggiatura fosse anche l’autore del soggetto e, leggete leggete, anche della regia. Il suo nome è Gy Waldron, ha 91 anni ed è ancora tra noi. Perché il suo nome è così importante e perché, oltretutto, è importante ricordare il titolo del suo film, di quasi cinquanta anni fa, che non è mai arrivato in Italia? In verità ha molta rilevanza, soprattutto dalla traduzione del titolo stesso.

E’ vero: siamo partiti quasi a razzo e anche misteriosi, per certi versi, in quello che era di fatto, il primo vero appuntamento con la nuova serie di articoli del nuovo ciclo della rubrica ‘Serie Tv’ che doveva aprirsi qualche mese fa. Un articolo, questo, meramente introduttivo e che ci consente, come avete e avrete modo di vedere nel corso di questo appuntamento di entrare subito nel merito dell’argomento, per non dire della tematica stessa. Ma come sempre andiamo con ordine, visto che quello che vi stiamo per raccontare ha a che fare con la storia della televisione.

‘Moonrunners’, dunque, è un film di doppio genere drammatico e di azione e la cui fonte d’ispirazione la si deve ad una serie di imprese, di leggende o comunque avventure di alcuni contrabbandieri di whiskey nel Profondo Sud degli Stati Uniti d’America. Ad accendere la lampadina a Waldron ci pensò un certo Jerry Rushing. Questo signore, nella cultura popolare americana e degli Stati del Sud, era conosciuto proprio come moonrunner, al singolare, senza la ‘s’ come si usa nella lingua inglese.

Ma questa parola, nella sua essenza, cosa mai significa? Propriamente contrabbandiere di whiskey. Nel film, dunque, i protagonisti erano due contrabbandieri, cugini, che vivevano con uno zio ed erano inseguiti, perennemente, dalla polizia locale, corrotta ovviamente. I due cugini fruivano di veloci automobili per sfuggire alle grinfie delle forze dell’ordine e, se ancora non vi basta, la vicenda era persino introdotta e raccontata, nei vari momenti del film, da una voce fuori campo, il narratore; the ballader, nella lingua inglese.

Bene, forse tutto questo vi dirà qualcosa in merito. Perfetto. Ma c’è un colpo di scena: nel film del 1975, il cui cast era pressoché composto da attori sconosciuti, c’era, però, un famosissimo cantante folk che, anche in questo caso, leggete leggete: aveva firmato le musiche e, cosa ben più importante, ricopriva anche il ruolo di narratore. Il suo nome? Waylon Jennings.

Anni più tardi, esattamente una decade più tardi, Jennings sarebbe stato reclutato da Quincy Jones, Lionel Ritchie e Micheal Jackson per entrare a far parte del super gruppo di cantanti che avrebbero inciso la leggendaria ‘We are the world’; in risposta, quasi, al progetto natalizio britannico dell’anno precedente. Ma non divaghiamo, rimaniamo concentrati sul cantante folk e su Gy Waldron.

Quest’ultimo, Waldron, forse non contento del risultato della sua opera cinematografica, cercò di riproporre il tema sul piccolo schermo. Secondo le cronache dell’epoca, Gy ideò uno show televisivo in cui mantenne gli stessi elementi di ‘Moonrunners’ ripulendo dal linguaggio volgare o comunque troppo duro e da alcune scene troppo violente. Mantenne l’action e gli inseguimenti, condendoli con una buonissima dose d’ironia.

Quindi, ricapitoliamo: i protagonisti erano sempre due cugini, a bordo di auto veloci e sportive; vivevano sempre a casa di uno zio in una fattoria ed erano sempre inseguiti o braccati dalle autorità locali. Ma, attenzione, quelli che dovevano essere i buoni erano in realtà i cattivi e quelli che dovevano essere cattivi erano, in definitiva, i buoni. Oltre all’ironia c’era anche il narratore, la voce di fuori campo.

Non solo: anche l’ambientazione era la stessa, il profondo sud. Solo che cambiò Contea e Stato, la Georgia e la cittadina era completamente inventata. Adesso vi dice qualcosa tutto questo. Ah, abbiamo dimenticato di dirvi che il narratore era sempre Waylon Jennings, anche le musiche erano le sue, e sapete come si chiamava lo zio dei due cugini nel film? Lo zio Jessie. Proprio lo stesso nome che avrà il personaggio costruito apposta per lo show televisivo prodotto per sette lunghi anni, a partire dal 1979, dalla Warner Bros Television. Fu così che nacque il leggendario e, negli ultimi tempi, tanto criticato show televisivo: Hazzard.

Eppure, quando abbiamo iniziato a lavorare a questo speciale non ci siamo accorti di un dettaglio. Alle volte capita senza saperlo che quando si parla o si ricorda di qualcosa è anche un segno del destino farlo in una data indiretta a quella ufficiale. Infatti, lo show televisivo di ‘Hazzard’, ideato da Gy Waldron, sbarcò sul piccolo schermo il 26 gennaio del 1979 accompagnando, i telespettatori americani e non solo, per sette lunghe stagioni. Quasi tutte di successo…

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