Vi portiamo alla scoperta di questo interessante libro con l’intervista all’autrice

Scoperte le origini del progetto di come sia nato il libro di Paola Esposito, alla stessa autrice le chiediamo in che modo lo ha sviluppato. Nel senso se si è lasciata trasportare anche dalla naturale ispirazione, che in alcuni casi è foriera di spunti interessanti, o ha avvertito l’esigenza, anche per ovvi motivi, di ricostruire il tutto in ordine cronologico?

“In qualche modo ho dovuto scrivere in ordine cronologico. Perché, per me, era un modo di fare il punto della situazione, senza lasciare indietro niente; visto che parliamo di una storia iniziata nel 1937 e continua ancora ad oggi. Quindi ho preferito farlo in ordine cronologico. Strutturare il libro in questo modo è stata una mia richiesta; strutturarlo per anni significa poter permettere alla gente di leggerlo come meglio crede. Cioè non è essenziale che si debba iniziare dall’inizio, si può anche incominciare a leggere i capitoli che ritiene interessanti come quelli sulla moda. Un ordine di lettura che non vincola, anche se è gradito iniziare dal 1937; quindi la mia idea era quella di un libro aperto a tutti, aperto a più ambiti: alla comunicazione, al cinema, alla moda, alla televisione e che ogni capitolo e che ogni capitolo comprendesse una parte di ciò che è Ray Ban”.

La risposta, dunque, è inequivocabile e non ammette altre delucidazioni. D’altronde immergersi in questo tipo di operazioni è più facile a dirlo che a realizzarlo concretamente. Nonostante ciò, Ray Ban è un libro che ti prende dalla prima fino all’ultima pagina. Un volume i cui capitoli sono organizzati e scritti con semplicità; sviluppati con lo scopo di far scoprire, in tutto e per tutto, una storia che, quasi sicuramente, solo in pochi conoscono nel dettaglio.

Ma torniamo a Paola e al suo percorsa di scrittrice. Nonostante si sia autodefinita, un’esordiente, come scoprirete nella risposta successiva, non ci dimentichiamo dei due libri scritti precedentemente:

“Ho autopubblicato un romanzo ed una raccolta di poesia. ‘L’ombra dei tuoi baci’ è uscito nel settembre del 2023 e, attualmente, sto scrivendo il seguito, perché è una storia che si sviluppa in più libri; l’idea è quella di trasformarla in una trilogia. Poi ‘Cupido’, che è una raccolta di poesie uscita nel gennaio del 2024 ed è nata molto su ispirazione, ad oggetto, è nata rapidamente in cinque ore perché avevo bisogno di esorcizzare dentro di me un determinato argomento e mi sono detta ‘si facciamolo’. Non mi definisco ancora una scrittrice perché per quello ci vorrà ancora tempo, sono ancora molto giovane e ho ancora molto da imparare; anche grazie a questo libro ho potuto lavorare con il team degli editor, case editrici. Ti permette di svolgere oltre che un lavoro di scrittura anche imparare a scrivere”.

“Assolutamente sì, ci sono molti grandi scrittori ed essere paragonata a loro è troppo. La scrittura per me nasce, in primis, come un bisogno. Un bisogno di esprimere, un bisogno di dire. effettivamente tutto quello che è venuto dopo, effettivamente tutto quello che scrivevo veniva letto da qualcuno… sono ancora nella fase di poter realizzare il tutto: ciò hai scritto un libro per Ray Ban e nelle librerie il tuo libro c’è, anche se non ho ancora realizzato. Sono ancora quella bambina che andava a vedere le librerie e quando vedo il mio nome l’impatto è ancora forte”.

In effetti non ha tutti i torti e chissà se un giorno riuscirà mai ad abituarsi all’idea di dividere la vetrina di una libreria con altri grandi nomi. È naturale, però, chiederle anche di come lei si vede: se solo come scrittrice o anche come giornalista?

“Ero partita solo con l’idea che ero brava solo a scrivere romanzi o che comunque riuscissi a fare solo quello. Ho avuto durante i primi anni dell’Università molta difficoltà, ma non dal punto di vista stilistico dal non riuscire a scrivere un articolo; ma da avere quell’ispirazione che mi portasse a scrivere un articolo e nel tempo mi sono proprio affezionata all’approccio: appassionata sia a scrivere un articolo di giornale e sia scrivere un libro come Ray Ban. Ma soprattutto per quanto riguarda redazione e ufficio stampa, comunicati stampa. E vedo il mio futuro sia come romanziera e sia in questo campo, in ambito lavorativo, perché vedo che capisco che lo faccio con piacere. E quando una cosa la fa con piacere è più facile continuare”.

È naturale, a questo punto, chiederle su quale argomento fosse incentrato quello che poi si è rivelato essere il suo primo articolo?

“Ho scritto un articolo durante il periodo della pandemia. Ero alle superiori a quel tempo e lo scrissi sulla didattica a distanza. Era una lettera non solamente rivolta agli insegnanti e chi faceva parte dell’apparato scuola, ma anche a tutti gli adulti che capissero la difficoltà di quel momento; perché la scuola la vedi come quel luogo fisico dove tu vai dove tu apprendi e in quel momento, quello stesso luogo, si accomuna alla tua casa, il tuo domicilio, e per tutti non è semplice: perché non tutti vivono realtà che possono essere semplici. È questo poteva portare a distrazione, a fatica, e volevo che in qualche modo venissimo ascoltati perché in quel periodo sentivo di non venir ascoltati, perché si facevano le lezioni, i professori spiegavano e finiva lì; fuoriusciva sempre la superficialità del nostro sistema scolastico che non ci permette di far uscire il meglio di noi.”

L’ultima domanda che le abbiamo rivolto non poteva che essere sul suo più grande sogno, ovvero quel progetto di vita che insegue da tempo:

“Il mio più grande sogno è quello di vedere i miei due libri accolti da una casa editrice e vederli in vetrina insieme a Ray Ban e avere qualcuno che prenda a cuore il mio progetto le mie storie; essendo self-publishing devo trovare anche un team che mi aiuti; e trovare una casa editrice sarebbe un sogno per tengo ai personaggi che ho ideato perché raccontano una parte di me”.

E noi, ringraziandola per la sua disponibilità, glielo auguriamo con tutto il cuore.

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