La leggendaria serie televisiva debuttò sulla Abc il 10 settembre del 1975

Alla fine della penultima parte di ieri l’intenzione di scoprire quale sarebbe la prima serie televisiva di tutti i tempi è forte; ciò nonostante, non è rilevante scoprirlo adesso. Ciò che importa, ciò che ci preme, nell’ultimo appuntamento di oggi, è quello di concludere un’analisi molto probabilmente non proprio completa. In fondo, non lo sono quasi mai. Anche se dedicassimo un intero saggio allo stesso argomento.

Eppure, ieri avevamo terminato, quasi lasciando tutto in sospeso, con la promessa di andare a specificare, nella sua totalità, quali fossero questi elementi che hanno reso, a distanza di 50 lunghi anni, celebre questa serie. Dunque, che cosa ha determinato il vero successo di questo telefilm?

Qual è stata la caratteristica principale per cui, ancora oggi non solo lo ricordiamo ma, addirittura, gli abbiamo persino dedicato un lungo reportage come si deve? La risposta, allo stesso tempo, non è né tanto complessa ma neanche tanto semplice. Basta un’attenta osservazione su alcuni dettagli che si sembrano, al giorno d’oggi, davvero incomprensibili. Ma non è così.

Partiamo da un presupposto, già espressamente indicato nelle parti precedenti di questo lunghissimo speciale, ossia che questa serie televisiva, per molti aspetti è stata avanti anni luce rispetto a quelle di oggi. Tralasciando la struttura ‘narrativa’ dei singoli episodi autoconclusivi, ciò che deve essere messo in risalto sono tra sotto elementi: le trame, la lealtà e l’ironia; più un quarto nascosto, che non sempre potrebbe venir riconosciuto come tale.

Tre dettagli, dunque, dai quali non si può prescindere se si vuole andare affondo in questa analisi che non è mai abbastanza. Su ‘Starsky & Hutch’ si può scrivere tutto e al contrario di tutto, ma da questi tre punti fondamentali non si potrà mai e poi mai prescindere.

Partiamo, quindi, le trame degli episodi. No, non è una lunghissima carrellata di riassunti di ogni episodio di quella leggendaria prima stagione. Al contrario; semmai un giudizio generale su quelle che erano, in tutto e per tutto, non tipici appuntamenti polizieschi, procedural, dove il cattivo o il colpevole di turno veniva scoperto descrivendo, mediante ogni singola scena, il modus operandi dei poliziotti o del protagonista di turno.

No, erano delle vere e proprie storie costituite, nella loro essenza, di una morale sia implicita che esplicita. C’era la prospettiva dell’autore e, allo stesso, tempo, si lasciava anche riflettere lo spettatore. Per una sorta di messaggio universale non da lanciare o da imporre, semmai da condividere.

Non solo, le storie affrontavano anche temi molto forti e non sempre, come già abbiamo specificato in precedenza, potevano esser considerati di ‘tipo famigliare’. Proprio per questo motivo le prime due stagioni sono considerate le migliori, anche se buona parte della critica ha sempre sostenuto che il secondo ciclo di episodi sia da considerare migliore rispetto al primo. Fu dalla terza stagione in poi che le cose iniziarono a mutare e non sempre in bene. nonostante l’utilizzo dell’ironia, dettaglio sul quale ci ritorneremo fra un po’, non fu abbastanza per salvare lo show e dopo la quarta stagione ‘Starsky & Hutch’, nonostante stessero per tornare addirittura per una quinta stagione, la serie chiuse; senza neanche aver realizzato un episodio che potesse concludere quel ciclo di avventure, di casi, di misteri, di sparatorie ed inseguimenti.

Colpa, dunque, fu della violenza e stiamo parlando della televisione di cinquanta anni fa e non quella di oggi. Violenza non gratuita, pulita aggiungeremo noi. mostrata in certo modo in cui certi atteggiamenti, certi atti deprecabili venivano fatti intuire da parte del telespettatore e non sempre mostrati.

Altro elemento da non sottovalutare, come detto, era l’ironia. Tra i due c’era un’alchimia magica, una forte intesa e le molte scene, specialmente che chiudevano ogni singolo episodio e che rappresentava il classico: ‘tutto bene quel che finisce bene’, la sensazione che emergeva è sempre stata quella che i due attori improvvisassero certe scene.

Che il tutto non fosse studiato a tavolino, ma frutto di un’intuizione anche in fase di prova della stessa scena. Potremo sia citare e sia ricordare tanti momenti, ma il punto era che questa sorta di sketch funzionavano anche per un altro motivo ben preciso: che l’intesa mostrata davanti la macchina da presa era spontanea, perché i due attori, al di là di qualche malevola voce, erano veramente amici anche fuori dal set.

Un’intesa che mostrava anche una lealtà come valore aggiunto. Una vera amicizia fondata sul rispetto e valori reciproci. Una lealtà, in un modo già difficile all’epoca per viverci, che fungeva come base e messaggio universale di tutto lo show. una lealtà non solo tra i due, ma estesa anche tra il Capitano Dobey e l’informatore Huggy Bear. 

Non a caso queste due ultimi figure non vennero scelte a caso o quantomeno la loro creazione non fu dettata solo dal punto di vista della storia. in certi contesti, alle volte, si deve leggere oltre le righe nonostante quello che si vede non sempre è facilmente riconoscibile o intuibile. Ed è una sfumatura molto particolare da cogliere.

Ovvero quella in cui i due poliziotti tendevano ad operare su un territorio controllato da una sorte di potere ‘nero’. Ossia, il Capitano Dobey era afroamericano, così come il loro informatore Huggy Bear. Chiaramente è una metafora, molto probabilmente anche involontaria, dell’applicazione, sia diretta che indiretta, del cosiddetto politically correct.

In fondo, questo concetto, questa convinzione improntata all’abbattimento di ogni barriera razziale, venne appunto applicato, in modo, oltre che soft, da lanciare un fortissimo messaggio di uguaglianza, al di là dell’ispirazione proveniente dalla realtà di quegli anni.

Tutti e quattro i personaggi, come abbiamo già detto, si rispettavano a vicenda, si aiutavano a vicenda durante la risoluzione, sì di casi, sì di indagini, ma molte volte erano temi collegati a diversi problemi sociali. Fu questa, in definitiva, la vera forza di questo show televisivo, il quale, ancora oggi, conquista diverse generazioni andando oltre i confini del tempo; andando oltre il cinquantesimo anniversario che cade proprio oggi: 10 settembre 1975/10 settembre 2025.

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