In chiusura di mini-speciale quell’immenso capolavoro dell’Equipe 84 e Lucio Battisti

In questo mini-speciale interamente, dedicato alle canzoni di settembre, qualcuno di voi storcerà un po’ il naso: pensando al fatto che il nono mese dell’anno è molto antipatico, ma proseguire tale miniserie di appuntamenti con un brano il cui titolo indica uno degli ultimi giorni del mese sembra un po’ troppo. Effettivamente, cari lettori, non avete proprio torto. Dopo ‘September’ di ieri, con la sua carica soul, disco e con la sua irresistibile allegria di sicuro non vi aspettavate, il giorno seguente, questo singolo, scomodando uno dei mostri sacri della nostra musica italiana, di quella musica italiana di un tempo che fu. Anzi, più di un mostro sacro.

Anche in questo si tratta di una canzone che non ha alcun bisogno di presentazione, di nessuna introduzione e quasi sicuramente, ogni volta che tutti noi ci sediamo ad un tavolino di un bar pensiamo, automaticamente a queste semplici parole e versi: seduto in quel caffè in non pensavo a te; guardavo il mondo che girava intorno a me.

Dunque, vi abbiamo fatto capire in anticipo, oltre che con la copertina ufficiale, quale capolavoro della musica italiana siamo andati veramente a scomodare. Un brano su cui, per la celebrazione, siamo leggermente in anticipo. Le cronache musicale ci affermano che è stato composto nel 1966, quindi l’anno prossimo compirà sessant’anni, ma la pubblicazione avvenne l’anno successivo, ovvero nel marzo del 1967; quindi per questa seconda celebrazione bisogna attendere due anni ancora pieni.

Non solo, chi conosce molto bene la storia della musica lo stesso singolo ha avuto due non solo due autori, come composizione del sound e della stesura del testo, ma anche altrettanti interpreti. Per quanto riguarda la prima fase basta fare solamente due nomi: Mogol e Battisti e già così potremmo anche chiudere qui l’articolo.

Però, non volendo fare un torto anche a chi o meglio anche a coloro che portarono al successo questo storico brano, appare logico ricordare anche il complesso musicale degli Equipe 84 e sia lo stesso indimenticabile Lucio Battisti. Il titolo della canzone, che potrete ascoltare alla fine di questo articolo con il video condiviso da youtube è ’29 settembre’.

Un brano entrato di diritto non solo nella storia della musica italiana, ma anche nell’immaginario collettivo nostrano proprio grazie a quei versi riportati in precedenza. Di genere Beat e Rock Psichedelico, ’29 settembre’ venne inciso nel 45 giri il cui lato b era rappresentato dall’altro brano intitolato: E’ dall’amore che nasce l’uomo.

Ma forse non molti sanno che il brano oggetto della nostra analisi, edito da Edizioni musicali El’ & Chris e distribuito dall’etichetta Dischi Ricordi, proprio per l’impatto che ebbe su tutto il mondo delle sette note italiane venne ribattezzato, addirittura, il ‘Seargent Pepper’s italiano. Si, lo ammettiamo: il paragone è molto altisonante, ma non vogliamo usare il termine esagerato e per un semplice motivo. Rapportandolo alla nostra realtà, considerato cosa è stato il disco dei Beatles, proprio per l’influenza che ebbe in ambito mondiale, ci sembra logico, anche da parte nostra, confermare questa sensazione che ebbe sui musicisti e cantautori nostrani.

Il testo del brano racconta la storia di un tradimento che il protagonista della canzone attua proprio nel giorno indicato dal titolo. Per fortuna del medesimo, il tradimento concretizzato dura solo, però, quella giornata e, oltremodo, non inficia il rapporto con la persona amata. Infatti, il giorno seguente, datato 30 settembre, lo stesso protagonista chiama, una volta svegliatosi, chiama la persona amata come se non fosse successo niente; come se nulla fosse cambiato.

Il brano, nella sua essenza, oltre a presentare per la prima volta nella nostra tradizione musicale elementi di psichedelia, rappresentò un grandissimo successo per Lucio Battisti, il quale trovò la consacrazione anche come autori di canzoni.

Il grande cantautore, scomparso nel 1998, riuscì a fare centro trattando un argomento, che per l’epoca, era considerato un vero e proprio tabù. Anche per questo, la canzone 29 settembre è considerata come una sorta di spartiacque; come un prima e un dopo dal quale non si può in alcun modo prescindere.

Infatti, prima del duplice successo ottenuto dagli Equipe 84 e di Battisti, tutti i testi dei brani fino a quel momento realizzati parlavano, facevano riferimento o descrivevano amori idealizzati o rosei. Dunque, il tradimento o meglio conosciuto anche con il termine di adulterio non era mai e poi mai stato considerato fino a quel momento dagli autori italiani.

Per questo motivo, quando la canzone iniziò a diffondersi nelle radio, l’effetto fu come quello di una bomba pronta ad esplodere, gettando luce su un argomento, proprio per quegli anni, bollato come mero tabù in tutto e per tutto. soprattutto, quando avrete l’occasione, alla fine di questa ultima parte del mini speciale, di ascoltare la canzone, vi accorgerete che il protagonista, nonostante, il giorno successivo la prima che fa è quella di chiamare la persona amata, non ha alcun barlume di pentimento per ciò che ha commesso.

A questo punto, vi chiederete voi cari lettori, in questo articolo, visto che sussistono ben due versioni della stessa canzone, quale avremo scelto? Semplice, entrambe. Non si può preferire l’una o l’altra. Saranno condivise tutte e due in questo articolo, continuando a specificare, anche per dovere di cronaca che se l’incisione degli Equipe 84, come già ricordato, risale al marzo del 1967; per quella di Lucio Battisti, invece, bisogna andare avanti di due anni: nel 1969 e in quattro sessioni di registrazione: il 13 gennaio, il 17 gennaio, il 22 gennaio ed il 23 gennaio.

Rispetto, però, alla versione della band musicale, quella di Battisti è più ispirata ai Buffalo Springfield ai Peter, Paul and Mary, senza dimenticare persino i Tyrannosaurus Rex. Nonostante tutto, l’elemento costante della psichedelia è ugualmente presente.

Battisti inserirà in questa sua versione nel disco che uscì un paio di mesi prima, ovvero il 5 marzo del 1969 con una particolarità non conosciuta da molti. l’album del cantante nato a Poggio Bustone, era quello d’esordio e la data della pubblicazione non venne scelta a caso, era quella del suo ventiseiesimo compleanno e qui sotto la canzone:

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