Inauguriamo il nuovo mese con un due brani storici che hanno in oggetti, nei titoli e nel testo, il nono mese dell’anno
Il nuovo mese dell’anno 2025 giunge come peggio non poteva: di lunedì. in fondo, settembre, dopo i mesi di giugno, luglio ed agosto, è sempre visto come il giorno successivo alla domenica. Stessa sensazione la si avverte una volta trascorsi gli ultimi 31 giorni dell’anno, nel mese di dicembre. dunque, in questo primo giorno della settimana, che a sua volta rappresenta anche il primo giorno del non mese, non di gravidanza, ma dell’anno in corso: settembre, dunque. E quale occasione migliore per aprire, in un colpo solo, entrambi? Settimana e mese? Semplice, con l’istituzionale appuntamento con ‘La Canzone del Lunedì’.
L’appuntamento con il brano che instilla la carica in voi, cari lettori, e che, solo dal titolo non avrebbe nemmeno bisogno di alcuna ulteriore presentazione. Eppure, ci tocca: sennò l’articolo cosa lo scriviamo a fare? Ironia a parte, che sta contraddistinguendo questo nuovo appuntamento, sarebbe, però, più utile e corretto, al momento, soffermarsi non solo sull’origine del singolo che ascolterete alla fine di questa prima parte, ma anche sulle origini storiche proprio del mese di settembre.
A rigor di logica, questo mese richiamerebbe addirittura il numero 7 in particolar modo. Ciò perché, nell’antichità, rappresentava proprio il settimo mese dell’anno e poi cosa successe? Ma come sempre andiamo con ordine. Un tempo, all’epoca dell’Impero Romano o comunque della stessa antica Roma, il calendario o l’anno iniziava dal mese di marzo, seguito poi da aprile, maggio, giugno, luglio, agosto e appunto settembre; perché nei fai era il settimo mese dell’anno.
Con questo mese, sia ieri che oggi, si celebra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno; quindi, rappresenta una fase di passaggio tra l’una e l’altra stagione e per molti versi, l’arrivo del mese di settembre, è anche visto come una sorta di secondo inizio dell’anno. Non a caso si riprende il lavoro, riaprono le scuole e tanto altro.
Nella sostanza, quello che per noi oggi è il nono mese dell’anno, rappresenta, anche, in tutto e per tutto, un ciclo sì di rinascita, ma anche una fase di rinascita in preparazione a quello che sarà il periodo invernale. Non è un caso che quando si ritorna dalle vacanze estive tutti quanti noi ci prepariamo per il lungo tour de force finale per chiudere in bellezza prima che arriva, appunto, sia la settimana di Natale e sia la settimana dell’ultimo dell’anno.
In tutto e per tutto, però, è anche vissuto come una sorta di pugno allo stomaco. Lo sappiamo, cari lettori, stiamo anche un po’ esagerando con questa espressione, visto che viene sempre associata a qualcosa di più forte e a traumi che non sempre si riescono sempre a superare. Eppure, la metafora calza leggermente a pennello al momento in cui si deve ritornare alla vita di tutti giorni, dopo che siamo stati per un po’ di tempo a gozzovigliare senza limiti.
Quindi ascoltare una canzone dal ritmo allegro il primo giorno sia della settimana e nel primo giorno del nono mese dell’anno non sembra, di fatto, una grande idea. ma se vi dicessimo che c’è stato un gruppo musicale che, nel 1978, in piena disco music ha osato l’impensabile e l’impossibile?
Osò realizzare una canzone allegra nel mese di settembre, pubblicandola qualche mese più tardi, il 18 novembre del 1978 per l’esattezza; attribuendo persino e tanto per completare l’opera, anche il titolo con il nome dello stesso mese? Coloro che vinsero la sfida nel penultimo anno del decennio 1970 erano un gruppo di ragazzi, afroamericani, che si unirono, ufficialmente, a Chicago, nello Stato dell’Illinois, nel 1969, iniziando ad incidere dischi con le case discografiche conosciute come la Cbs Records e la Sanctuary Records.
Il loro genere musicale spaziava dal soul al Rhythm and blues, dal funk al jazz, dalla musica disco, che proprio in quegli anni stava imperversando dappertutto al meno conosciuto genere musicale chiamato smooth soul. non a caso, proprio il singolo oggetto di questa prima parte il prodotto di quasi tutti i generi fino adesso menzionati, eccetto per un genere non facente parte del repertorio abituale: il contemporary.
I ragazzi che si unirono in questa band molto particolare sono stati molti nel corso di questi lunghi decenni. Per questo motivo ne ricordiamo solamente qualcuno come: Philip Bailey, Verdine White, Reggie Young, John Paris, fino ad arrivare al fondatore ufficiale del gruppo: il leggendario Maurice White, il quale ci lasciò nove anni fa; esattamente il 4 febbraio del 2016.
Nato il 19 dicembre del 1941, nella stessa città dove il 16 agosto del 1977 Elvis Presley, chissà in via ufficiale od ufficiosa, lasciò questo mondo, ovvero Memphis, Maurice White fu non tanto uno degli artefici del successo della band, semmai l’artefice del successo. La fondò dopo un triennio trascorso con il gruppo musicale di un’altra leggenda americana: Ramsey Lewis.
Ma non soffermiamoci molto sulla figura di White, di sicuro avremo, in futuro, davvero modo di raccontare la sua storia e quella della band, conosciuta con il nome di Earth, Wind and Fire. Torniamo, dunque, sulla canzone o meglio su quel successo datato 18 novembre del 1978. Una bella contraddizione per un brano che porta il nome di un mese precedente a quello di pubblicazione.
Al di là di ciò, ‘September’, questo il titolo, racconta la storia di una notte di fine estate vissuta dal protagonista; una notte indimenticabile che ha lasciato nel suo animo dei bellissimi ricordi. Una notte datata, proprio secondo il testo, il 21 di settembre.
Un singolo che troverebbe tranquillamente spazio anche nella nostra quasi dimenticata rubrica ‘Disco Music’. Ma l’occasione era troppo ghiotta per farvela ricordare proprio in questo 1° settembre 2025, di lunedì. Quando potrebbe ricapitare una situazione del genere? Forse ogni dieci anni? O forse venti. Sta di fatto che questo successo regalò l’eternità al gruppo di White, oscurando di fatto l’intero repertorio che parte proprio dall’anno della fondazione, il 1969.
Prodotto dallo stesso fondatore del gruppo musicale, ‘September’ permise agli stessi componenti del gruppo di conquistare ben nove dischi di platino, garantendo anche il successo della raccolta di vecchi brani dalla quale era estratta, ‘The best of’ e senza dimenticare tutte le cover realizzate in questi lunghi decenni.