Presentato lo scorso luglio, il libro della giornalista di Radio Crc racconta la cavalcata vincente dei ragazzi di Antonio Conte
Eppure, di questo interessantissimo e particolare libro non abbiamo detto nulla. certo, abbiamo lasciato parlare Silvia, come giusto e logico che sia. Nonostante ciò, da parte nostra, non ci siamo addentrati per lasciare un ulteriore approfondimento, seppur piccolo. Ciò che ci ha colpito del volume è la semplicità con la quale è stato scritto, senza paroloni, senza retorica, ma semplicemente con il cuore.
Con ben 38 pagine, che fungono da piccoli capitoli, e senza contare la rilevante introduzione di Umberto Chiarello e la parte dedicata alle conclusioni, Silvia De Martino, ci prendere per mano mediante le sue parole, facendo rivivere quelle sensazioni che lei stessa ha vissuto allo stadio e con un dettaglio molto particolare:
“C’è un altro aspetto che a me preme sottolineare del libro, ovvero che lo concludo con un breve racconto; essendo scritto in prima persona non sono la protagonista nello specifico della storia. Il senso del racconto è il tramandare, a livello generazionale, ma anche a mettere in comunicazione le varie generazioni. Lo sport e il calcio fa anche questo. A Napoli soprattutto. Cioè ho messo è il confronto tra tre generazioni: quella di un nonno, quella di un padre e quella di una figlia che hanno vissuto un Napoli diverso, ma la passione gli è stata tramandata in ambito famigliare e che in un certo senso abbatte anche le stesse differenze generazionali, che si riuniscono in quella sorta di rituale nel guardare la partita. Ci si riunisce nel vivere queste partite che poi questa passione si trasforma inevitabilmente in vita vissuta. Il calcio è tra le cose meno importanti nella vita, però poi una determinata partita si ricollega ad un momento di vita vissuta e sarà sempre così”.
Anche in questo la lasciamo parlare, senza bisogno di fare troppe domande:
“In generale io sono appassionata di sport e lo seguo da quando sono piccola. Mi piacciono molto gli sport di squadra e seguo qualsiasi manifestazione sportiva. sono anche molto appassionata di Formula 1. Ma questa mia passione per lo sport è dovuta perché insegna tanto, anche a livello umano, ti insegna anche ad interagire con gli altri, ad avere rispetto, ti insegna anche a fare affidamento sulle altre persone. Vengo da uno sport di squadra, gioco a pallavolo; quindi, so bene cosa significa stare in campo ed andare oltre un errore e avere chi può fartelo superare, ti aiuta tanto; soprattutto anche nella vita. Questa passione parte in generale perché sono una praticante e quindi anche di tutti gli sport, non ti dico quando ci sono le Olimpiadi”.
A quel punto, però, le chiediamo quando è stata la prima volta che fece ingresso in quel che un tempo si chiamava Stadio San Paolo:
“La prima volta che andai allo stadio avrò avuto una decina di anni ed era quando non si pagava il biglietto, almeno un tempo era così quando eri piccolo; poi ho fatto l’abbonamento e l’ho avuto per una decina di anni e adesso, per ovvie ragioni lavorative, seguo le partite in tribuna stampa”.
Ritorniamo a parlare dello scudetto del maggio scorso:
“Allora, per certi versi, questo giochino l’ho fatto anche in radio con gli ascoltatori e chiedendo quale scudetto vi è piaciuto di più, quale vi ha emozionato di più degli ultimi due. Secondo me la grande forza di questo scudetto rispetto a quello di Spalletti, arrivato dopo 33 anni, è logico pensare che proprio con Spalletti, per chi è nata come me, nel 2000, di avere quella forte convinzione che lo scudetto a Napoli non sarebbe più arrivato, che non l’avrebbe più vinto; per nove anni lo ha vinto la Juventus, ci sei andato vicino e non ci sei riuscito. Quindi nel momento in cui si concretizza lo Scudetto di Spalletti quasi non ci si poteva credere. Però la vera forza dello scudetto di quest’anno è che, rispetto a quello del 2023, è arrivato in maniera del tutto diversa. Perché lì c’erano tanti punti di vantaggio, una differenza sostanziale anche nei confronti di tutte le altre squadre. Cioè c’era la sensazione che potesse vincere contro chiunque, giocava un bellissimo calcio, aveva una rosa ben strutturata, insomma arriva lo scudetto con un mese di anticipo non dobbiamo girarci troppo intorno. Ma questo di quest’anno tu hai avuto anche la sensazione di poterlo perdere. E l’hai avuta fino al gol di McTominey, perché è tato un saliscendi emozionale che difficilmente dimenticheremo; molti hanno anche perso le coronarie e dieci anni di vita per questo scudetto ed è stata figlia dell’incertezza. Molti preferiscono questo scudetto a quello del 2023”.
A quel punto la curiosità è sempre più padrona durante il dialogo con lei, chiedendole persino quanti giocatori ha avuto la fortuna di intervistare:
“Un bel po’, non solo perché ho vissuto questo scudetto da protagonista, ma per perché tutte le settimane stavo a Castelvolturno per radio Crc, con la quale ho iniziato a collaborare proprio da quest’anno, per sentire quella che era la voce dei protagonisti, le loro sensazioni e questa esperienza ringrazio la radio la fiducia e abbiamo fatto interviste a tutti i calciatori ed è continuata anche per questa stagione che sta iniziando. A Dimaro ho intervista McTominay, Politano, Lobotka, il capitano Di Lorenzo. Intervistati sull’emozioni che hanno vissuto sullo scudetto e per il lavoro che hanno svolto fino adesso in prossimità della nuova stagione”.
La facciamo persino volare con la fantasia, provando a scoprire quale campione del passato avrebbe avuto il piacere di intervistare. Tranquilli, un certo nome, proprio perché scontato, non lo abbiamo menzionato:
“Allora, al di là di quel nome lì, al di là di campioni come Careca, Juliano e che hanno fatto la storia del Napoli e che hanno preso parte ai vari momenti di evoluzione del Napoli è logico che mi farebbe piacere fare un salto indietro nel tempo ed intervistarli, però, se ti dovessi dire ad oggi mi legherei a calciatori che hanno rappresentato il mio Napoli, mi piacerebbe intervistare Cavani, Lavezzi, Insigne”.
L’ultima domanda riguarda la sua carriera:
“Al di là del fatto che sono molto contenta di quello che ho fatto, sono una persona molto ambiziosa e molto lavoratrice e guardo sempre oltre perché sono fatta così. a me piace sempre alzare l’asticella: seguire il Napoli in Champions e seguirlo in Europa ma non solo questo”.
E noi glielo auguriamo di tutto cuore.