La storia di un mito del cinema con un destino avverso
Un’occasione migliore, dicevamo ieri. Un’occasione che stavamo attendendo da tempo e che sarebbe giunta proprio quest’anno con i suoi 70 anni compiuti lo scorso 19 marzo. Infatti, Walter Bruce Willis, questo il suo vero nome per esteso, nacque nella base americana a Idar-Oberstein, in Germania. Suo padre, David Willis, era un soldato statunitense, mentre sua madre, Marlene, era una casalinga di Kassel. Non era figlio unico, ebbe anche due fratelli, di cui uno morì nel 2001 per un cancro al pancreas, di nome Robert, e l’altro David, come il padre, ma produttore. Più una sorella, di nome Flo.
Come spesso succede in qualsiasi percorso esistenziale di una qualsiasi futura stella della musica o del cinema, anche Bruce Willis non fu esente dal trauma della separazione dei propri genitori. Quando avvenne lui aveva solo sedici anni e già viveva negli Stati Uniti da ben quattordici anni, da quando si era trasferito nella terra del sogno americano il biennio successivo alla sua nascita.
Nonostante fu uno studente diligente, il giovane Bruce, si mise, comunque, nei guai in un certo periodo della sua vita. Niente di grave, solo che venne arrestato per guida in stato di ebbrezza perdendo il lavoro. Il lavoro, appunto. Si impegnò in svariati mestieri, tra cui come guardia di sicurezza in una centrale nucleare, camionista, anche come barista, scoprendo però di essere negato per fare il cameriere e per questo motivo fu messo dietro al bancone.
Infine, come addetto alle pubbliche relazioni per le distillerie Seagram, venendo licenziato per il motivo indicato in precedenza. Non basta, la futura stella di Hollywood intraprenderà anche un’altra carriera che verrà svelata più avanti. Certo, tutti questi lavori servivano per mantenersi e coronare il proprio sogno, non quello di fare l’attore ma di essere attore.
I suoi modelli erano Gary Cooper, John Wayne, Steve McQueen e Robert De Niro; ma dei suoi inizi ne parleremo più avanti e nel tornare leggermente indietro, ovvero prima ancora di questa sua lunga gavetta, Bruce, frequentò il college Penns Grove, mostrando fin da subito e senza mezzi termini un carattere energico ed estroverso. Venne anche eletto presidente del consiglio studentesco.
Dunque, si potrebbe dire, anche stranamente, che a Bruce recarsi a scuola non gli era per nulla un peso. Tornando al periodo lavorativo della sua vita, ci sarebbe anche da ricordare la sua esperienza al Kamikaze Club di New York, dove conobbe la futura attrice Linda Farentino, con la quale andò anche a coabitare. Siamo agli inizi degli anni ’80.
Fu sempre in quel decennio che si avvicinò finalmente alla recitazione e in un modo del tutto particolare. Ma adesso, cari lettori, ci fermiamo e andiamo con ordine: perché adesso veramente vi racconteremo il suo percorso professionale in cui, nella maggior parte delle volte, lo stesso Bruce, ha sempre ricoperto il ruolo del poliziotto e dell’investigatore privato. Insomma, del duro, tra il sornione e il simpatico, con quello sguardo che sembrava penetrare chiunque lo volesse sfidare o tentare di avere la meglio su di lui.
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Eppure, nonostante lo riconosciamo solo ed esclusivamente per la sua figura da vero duro Hollywoodiano e soprattutto dei vari film action realizzati nello stesso periodo di Sylvester Stallone ed Arnold Schwarzenegger, Willis, a partire da suoi due esordi, purtroppo non accreditati e datati tra il 1980 ed il 1982, ha sempre mostrato un’impressionante versatilità non tanto di ruoli, quanto di far emergere diverse sfaccettature del suo personaggio mediante generi diversi e come scoprirete, cari lettori, l’elenco è davvero lungo. Comunque, i primi due titoli cinematografici al quale prese parte furono: ‘Delitti inutili’ e ‘Il Verdetto’, tra il 1980 ed il 1982.
Ma è solamente tra un quadriennio ed un quinquennio più tardi che lo stesso Willis inizia a farsi notare, attirando l’attenzione di quasi tutti i produttori che contavano in quel periodo, sia del piccolo che del grande schermo. Se nel 1987 riesce a fare quasi centro con il film ‘Appuntamento al buio’, con Kim Basinger, è l’anno prima che la sua fama inizia precederlo con la serie televisiva Moonlighting. In cui, insieme all’attrice Cybyll Sheperd vestiva i panni di un investigatore privato, lavoro che, nella sua vita privata aveva svolto fino a qualche tempo prima di lanciarsi nell’avventura della recitazione.
‘Moonlighting’ venne prodotta tra il 1985 ed il 1989, nell’ultima stagione lo stesso Bruce Willis era ormai diventato il volto di fama mondiale grazie a quel grandissimo capolavoro e cult anni ’80, considerato anche il primo action natalizio, conosciuto con il titolo: ‘Die Hard’. Più precisamente ‘Trappola di Cristallo’, dove interpretava l’iconico e leggendario poliziotto, John McClane, il quale si ritrovava ad affrontare sempre un agguerrito gruppo di terroristi.
Il franchise si sviluppò attraverso altri quattro episodi: nel 1990, con 58 minuti per morire; nel 1995, Duri a morire; nel 2007, Vivere o morire; fino all’ultimo e deludente capitolo del 2012: Un buon giorno per morire.
Ci doveva essere il grande ritorno del suo personaggio iconico e leggendario. In fondo ci stava. Sono ritornati Rambo, Terminator, Batman, Superman e tanti; il suo poliziotto irlandese dal l’Yippie hai kai’ facile ne aveva tutto il diritto. Invece, a sorpresa, verso la fine del decennio precedente tornò con un buon action movie in omaggio ad un’altra saga, quella che aveva avuto il volto del mito del cinema, Charles Bronson, ovvero ‘Il giustiziere della notte’.
Non fu un grande risultato, anche se il film per una buona prima parte era abbastanza godibile, per poi perdersi nel proseguo. Era già chiaro che aveva imboccato, in maniera del tutto involontaria, il viale del tramonto e nel modo più malinconico possibile. In tutto questo le voci di un sesto ed ultimo capitolo di Die Hard si rincorrevano sempre di più fino all’annuncio di tre anni fa.
Ma in questa lunga celebrazione per i suoi 70 anni, Bruce Willis non deve essere in alcun modo solo considerato per il ruolo del super poliziotto che si scontrava con i terroristi. No, la sua carriera, la sua filmografia ci dice che ha preso parte a diversi film che hanno fatto la storia del cinema…