Il Cavaliere Pallido, un film che 40 anni dopo continua ad attirare l’attenzione

“…e quando l’angelo aperse il quarto sigillo, ecco si presentò un “cavaliere su un cavallo pallido”, il suo nome era Morte, e l’inferno lo seguiva”. No, tranquilli cari lettori niente allarmismi, il brano riportato viene inequivocabilmente citato in una delle scene di apertura de ‘Il Cavaliere Pallido’. Queste parole fanno parte di uno dei passi del testo sacro incentrato sull’Apocalisse, la Bibbia, ovviamente. Parole proferite da San Giovanni e, come precisato ieri, pronunciate dalla giovane protagonista che ha il volto dell’allora giovane attrice Sydney Penny.

Il misterioso pistolero impersonato da Clint Eastwood appare agli occhi della ragazza dopo che quest’ultimo, una volta arrivato nella piccola cittadina di Carbon Canyon, giunge accompagnato da colui che ha salvato tempestivamente, Hull Barret, un ricercatore d’oro innamorato di sua madre. Lo ha salvato dall’ennesima aggressione da parte degli uomini di Lahood. È singolare, però, vedere le immagini per comprendere il significato di tutto questo particolare western e di come, chi ha scritto la sceneggiatura, voglia quasi varcare la soglia di una strana dimensione mistica.

Il mistero dello strano pistolero si alimenta ancor di più anche da un altro dettaglio: apparso agli occhi della giovane co-protagonista, in risposta alle sue preghiere e ospitato dallo stesso Barret si palesa ai tre, precisamente nella casa della madre della ragazza, con il classico colletto da predicatore, quando nella scena precedente, quando ha affrontato gli uomini di Lahood, sembrava essere solo e semplicemente il classico cowboy dalla pistola facile.

Da qui è necessaria una precisazione, relativa ad un errore commesso, da parte nostra, proprio in fase di doppiaggio. Non avendo un nome proprio e senza mai presentarsi con le proprie generalità, allo stesso personaggio di Clint Eastwood gli viene attribuito il nome di Preacher. Il punto però che la parola medesima, tradotta nella nostra lingua, significa ‘Predicatore’.

Tutti i personaggi che interagiscono con il misterioso uomo venuto chissà da dove, non conoscendo il vero nome di battesimo, usano tale parola come nome per e nel parlare di lui. Tale sottigliezza, nei dialoghi italiani, non è stata apparentemente colta e dunque gli abbiamo assegnato tale parola, originale, come nome e non come identificazione della sua posizione nella società. Molto probabilmente chi curò la traduzione dell’epoca può darsi che non si sia sbagliato, giocando proprio su tale termine per alimentare ancor di più, presso il nostro pubblico, l’aurea di mistero che accompagnava il pistolero inviato, a quanto sembra, da Nostro Signore. Possibile?

In questo western dal tono molto atipico, Clint Eastwood è accompagnato da alcuni attori che, nel corso degli anni successivi, divennero famosi per ruoli significativi in show televisivi dell’epoca. Per esempio, il personaggio del ricercatore d’oro Hull Barret aveva il volto di Michael Moriarty, ovvero il primo e storico Procuratore Distrettuale della città e Stato di New York nella leggendaria serie televisiva ‘Law & Order’.

E ancora, Charles Hallahan, conosciuto meglio per il Capitano di Polizia della Squadra Omicidi della polizia di Los Angeles, Charles Devane, nell’altrettanto leggendaria serie tv ‘Hunter’, interpretato da Fred Dryer. Hallahan, in questo film, fa parte di uno degli uomini di Lahood. Ma non basta. Si, perché le chicche o quantomeno le singole curiosità non terminano qui.

Nei panni del figlio di Lahood troviamo, all’epoca, l’astro nascente della recitazione Chris Penn, fratello del più ben famoso Sean. Chris, quasi ventenne nel 1985, ci ha lasciato prematuramente nel 2006 a causa dell’abuso di sostanze proibite che gli provocarono una cardiomiopatia. La sua carriera ebbe un po’ più di risalto grazie a film come ‘Le Iene’, Scomodi Omicidi e ‘America Oggi’.

E per quanto riguarda la giovane protagonista, il cui nome è già stato menzionato, possiamo solamente confermare che in quegli, la stella di Sydney Penny, era in forte ascesa. Non solo per aver preso parte a questo film, ma qualche anno prima si fece già notare nel controverso ‘Uccelli di Rovo’, con Richard Chamberlain; per non dimenticare anche qualche apparizione in ‘Saranno Famosi’, ‘T.J. Hoker’ o le presenze fisse ne ‘La valle dei pini’, in ‘Beverly Hills 90210’ e nella serie tv ‘Largo Winch’.

Per quanto riguarda il periodo delle riprese, il set venne aperto durante gli ultimi mesi del 1984, dunque si presume che le scene vennero girate tra il novembre ed il dicembre di quello stesso anno, presso le Montagne Boulder, nello Stato dell’Idaho, a nord di di Dom Valley. Non solo, altre locations utilizzate furono la Columbia State Historic Park, nello stato della California, e addirittura in quello che era rimasto della vecchia ferrovia conosciuta come la Railtown 1897 State Historical Park, sempre nello Stato della California, ma a Jamestown.

Mentre per quanto riguarda le spettacolari riprese panoramiche che contraddistinsero sia i momenti di apertura di questa opera cinematografica e sia di chiusura, prima dei titoli di coda, furono effettuate presso le frastagliate Sawtooth Mountains, situate nella city di Stanley, nella contea di Custer, nello Stato dell’Idaho.

Un’altra curiosità da non sottovalutare, soprattutto per il decennio 1980 in cui lo stesso genere western era ormai quasi scomparso dal grande schermo, per ‘Il Cavaliere Pallido’ è che il budget stanziato non arrivava neanche a dieci milioni di dollari; per essere precisi furono esattamente 7, incassando la bellezza di ben 41 milioni di dollari. Una cifra molto ragguardevole, molto soddisfacente, considerando anche la cifra messa a disposizione da parte, se così si potrebbe dire, dallo stesso Clint Eastwood, il quale mostrò, ancora una volta, di essere ancora credibile per quel tipo di ruolo.

Ruolo in cui si cimentò sette anni più tardi sempre in un altro western considerato, oltre trenta anni dopo, l’ultimo vero grandissimo successo di questo genere sul grande schermo: Gli Spietati. Ma questa è tutta un’altra storia cinematografica e durante un’altra occasione.

Nonostante tutto, ‘Il Cavaliere Pallido’ non ha la caratura e la potenza epica del film realizzato sette anni più tardi ma si sorregge sul mistero del personaggio. L’unico vero escamotage che traina, fino alla fine, tutto il film; che traina tutta la sceneggiatura realizzata a quattro mani. Eppure, non possiamo evitare dal menzionare alcuni difetti…

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